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[Becera autopromozione] Abbraccio Fantasma di Ripley Patton

Ancora una volta, vi segnalo l’uscita di un romanzo da me tradotto: Abbraccio fantasma di Ripley Patton. Come al solito per quanto riguarda i post di autopromozione: questa è una segnalazione, il sottoscritto ha interesse che il romanzo venda, non nutrire dopo la mezzanotte (cit.).

 

Abbraccio_Fantasma

Abbraccio fantasma è il seguito di Mano fantasma, che avevo già segnalato in passato. Dopo essere sfuggiti ai CAMFisti a Greenfield, Olivia e i suoi compagni devono salvare la prossima vittima sulla loro lista: Samantha James, ragazza ricca, popolare e – a soli diciassette anni – musicista di successo. Per farlo, Olivia e Passion dovranno spacciarsi per cugine e infiltrarsi in una delle scuole private più prestigiose di Indianapolis. La situazione si complica quando un culto di adoratori della PSS e i segreti di Marcus mettono a repentaglio non solo la missione del gruppo, ma anche le vite stesse dei suoi membri.

Traducendolo, ho trovato questo secondo episodio molto più maturo e coinvolgente del primo (che pure non era malaccio). Su Amazon.it lo trovate a 3,49 euro; cosa aspettate a procurarvelo? ;-)

 
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Pubblicato da su 05/11/2015 in Autopromozione

 

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[Becera autopromozione] Una Canzone per Julia di Charles Sheehan-Miles

(giuro che il prossimo sarà un post utile. Giurin giurello, potesse cascarmi il pi- AHEM!)

Vi segnalo l’uscita, proprio ieri, di Una canzone per Julia, romanzo da me tradotto. Come al solito per quanto riguarda i post di autopromozione: questa è una segnalazione, il sottoscritto ha interesse che il romanzo venda, non nutrire dopo la mezzanotte (cit.).

 

cover

 

Una canzone per Julia parla di due persone: Crank Wilson e Julia Thompson. Crank è un musicista squattrinato, donnaiolo (persone meno fini di noi lo definirebbero “puttaniere”), figlio di un povero poliziotto di Boston con cui ha rapporti turbolenti e con un fratello affetto dalla sindrome di Asperger. Non ha mai finito le superiori e, finora, non ha combinato nulla di buono nella vita. Non è interessato ad avere relazioni e non ne cerca.

Julia è figlia di un ambasciatore in pensione. La sua famiglia è ricca e Julia stessa, studentessa di finanza internazionale ad Harvard, non ha mai conosciuto il minimo problema economico. In compenso cova dentro di sé un trauma dolorosissimo da quando aveva quattordici anni. Ora ne ha ventidue e ha deciso che il modo migliore per conservare libertà e salute mentale è non innamorarsi mai più.

Quando Crank e Julia si incontrano durante una manifestazione contro la guerra in Iraq, il destino decide che è venuto il momento di mettere in scena la lotta tra sentimenti naturali e ombre del passato.

Una canzone per Julia non è soltanto una storia d’amore interclassista, come ce ne sono tante; è anche e soprattutto una storia di persone ferite che lottano per sopravvivere e per amare nonostante i propri complessi. Come traduttore del romanzo, posso dirvi che è stata una bella esperienza leggerlo e tradurlo in italiano (per non parlare del fatto che Charles è una persona molto simpatica). Il giudizio finale, naturalmente, spetta solo ai lettori.

Una canzone per Julia è in vendita su Amazon.it, Kobo Store e iTunes.

 
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Pubblicato da su 02/09/2015 in Autopromozione

 

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[Becera autopromozione] Mano Fantasma di Ripley Patton

Questa volta, invece di un post di pubblica utilità, vi segnalo l’uscita di un romanzo da me tradotto: Mano fantasma di Ripley Patton (cliccate sull’immagine per il link ad Amazon.it). Premetto, per correttezza, che oltre a essere il traduttore del romanzo, il sottoscritto guadagna una percentuale per ogni copia venduta; ne consegue che questa non è una recensione e che, se vi sto sulle scatole, fate meglio a evitare di acquistare l’ebook. ^_^

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Ambientato in un mondo simile al nostro, Mano fantasma si colloca a metà strada fra lo young adult e la fantascienza. Il romanzo racconta la storia di Olivia, una ragazza nata con una rara patologia: la sua mano destra, invece che di carne e sangue, non è che una silhouette eterea. La vita di Olivia, già abbastanza complicata di per sé, subisce enormi cambiamenti quando la sua mano fantasma comincia a dare segni di possedere strani poteri e una volontà propria; al tempo stesso, una potente organizzazione bigotta e ostile nei confronti di chi vive la condizione di Olivia comincia a darle la caccia e lei si vede costretta ad affidarsi all’aiuto di Marcus, un ragazzo sconosciuto di cui non è completamente sicura di potersi fidare.

Su Amazon.it, Mano fantasma costa solo € 2,49. Se vi piace il genere fantascienza/young adult, o se amate il Baka e volete fargli guadagnare qualche soldo per il suo lavoro, due euro e mezzo non sono poi tanti. ^_^

 
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Pubblicato da su 16/08/2015 in Autopromozione

 

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Comix Archive e le traduzioni criminali

Come forse qualcuno si ricorderà, il vostro amato Bakakura di mestiere fa il traduttore. La mia professione è uno dei motivi per cui aggiorno il blog molto raramente: dopo aver passato ore e ore a tradurre, e ore e ore a scrivere, la voglia di passarne altre a bloggare non è spaventosamente alta.

A ogni modo, come ogni buon (?) traduttore che si rispetti, ho un’avversione naturale nei confronti dei traduttori cattivi. Non li sopporto. I cattivi traduttori gettano fango sulla professione e sull’arte della traduzione in sé, oltre a essere, normalmente, dei perfetti imbecilli: individui che solo la mollezza della società moderna ha risparmiato dal subire gli effetti della selezione naturale. In un ambiente sano, il gruppo si purgherebbe naturalmente di simili individui; purtroppo, per qualche motivo, essi tendono a rimanere liberi di operare e di corroderlo dall’interno.

Peggio ancora dei cattivi traduttori, però, sono i traduttori infami: coloro i quali distorcono volontariamente il messaggio originale per scopi di vario genere, solitamente di carattere ideologico. Non distinguo fra destra o sinistra, progressisti o retrogradi; chi nega la verità è un infame e merita di essere riconosciuto pubblicamente come tale. Non importa quanto sia buona la tua causa: se menti, sei un bugiardo.

Tutta questa premessa serve a introdurre l’orrore in cui sono incappato poco fa. Si tratta di una traduzione infamissima, dove affermazioni fasulle e diffamatorie sono attribuite a persone che non le hanno mai fatte. Sto parlando, ovviamente, della traduzione dell’intervista di CBR News ad Axel Alonso riguardo l’outing dell’Uomo Ghiaccio. Edit: Mi hanno informato che l’articolo in questione è stato rimosso da Comix Archive. Vittoria! ^_^

L’antefatto

Per chi ancora non lo sapesse, il numero 40 di All New X-Men ha visto l’ennesima innovazione in casa Marvel: l’Uomo Ghiaccio, uno degli X-Men originali, è stato ufficialmente dichiarato omosessuale. E fin qui, tutto bene. La politica della Marvel di “modernizzare” i suoi personaggi rendendoli gay, bisessuali, neri o [inserite la vostra minoranza preferita qui] si può discutere, ma quello che è certo è che dei loro personaggi fanno quello che vogliono, dicono quello che vogliono e, più in generale, hanno il pieno controllo.

Il fattaccio

Quello di cui non si può discutere, trattandosi di un principio non negoziabile, è il fatto che, nel tradurre un’intervista, va rispettato il messaggio originale. Fare il contrario non è soltanto contrario all’etica, alla morale e (nel caso dei lavori su commissione) alle condizioni contrattuali, è anche illegale: far dire a qualcuno cose che non ha detto, infatti, può configurarsi come diffamazione, soprattutto se le affermazioni in questione vengono messe tra virgolette. Potrebbe essere questo il caso dell’intervista ad Axel Alonsoeditor-in-chief della Marvel Comics, effettuata da CBR News, riportata e tradotta da Comix Archive. I primi due non hanno colpe, almeno per quanto ne sappia io: non mi risulta che abbiano commissionato o approvato la traduzione (del resto, per approvare una boiata del genere bisognerebbe essere autolesionisti). Comix Archive, invece, di colpe ne ha un sacco. Vediamo quali.

L’articolo che ho linkato (reperito l’8 luglio 2015) riporta le domande del giornalista e le dichiarazioni di Alonso, entrambe in inglese, a fronte della traduzione in Italiano. Il problema è che, fra le une e l’altra, c’è un abisso in termini di tono. Alcune affermazioni hanno subito pesanti modifiche nella traduzione, con l’aggiunta di espressioni aspre e critiche che non appaiono nell’originale e ne stravolgono il significato. Ad esempio, osservate questo passaggio (fate click per ingrandire):

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Quel “caratterizzato da una sessualità molto deviata” non compare, nemmeno parafrasato, nel testo originale. È un’invenzione del traduttore. Non esiste. Eppure eccolo lì, attribuito a un redattore di CBR News che non si è mai sognato di pronunciarlo. Si tratta di un fatto gravissimo. “Deviata” è un termine fortemente negativo, e considerare tale l’omosessualità non rientra nella linea politica di CBR News, perlomeno per quanto ne sappia io. E anche se vi rientrasse, spetterebbe alla testata decidere come e in che modo esprimere questo suo orientamento, non certo al primo cretino che passa.

Non contento, il traduttore prosegue con ulteriori oscenità (fate click per ingrandire):

Quote 2

Continuano le invenzioni del traduttore, ormai fuori controllo: “sessualità depravata” e “che qualcosa non andasse in lui” non sono parole di Alonso, che non le ha mai pronunciate (e del resto, avendo lui stesso approvato il contenuto della storia, non avrebbe avuto senso che le pronunciasse). Non l’ho sottolineato e non ho voglia di riaprire Paint (sì, ho modificato gli screenshot con Paint. Denunciatemi), ma poco sotto si legge “se il giovane Bobby confessava [sic] la sua sessualità deviata”, traduzione poco probabile di “if young Bobby were to come to this moment of clarity”. Non contento, il traduttore massacra la lingua italiana oltre che l’intervista originale.

A parte il bigottismo più becero, condito da una buona dose di cretineria, quale altra giustificazione può esserci per questo comportamento? Ve lo dico io: nessuna. Chi ha tradotto l’intervista ad Alonso è un bugiardo, bigotto e ignorante (delle regole della traduzione e della grammatica, quantomeno). La sua opera danneggia gravemente l’immagine di un autore e di un intervistatore che, nell’originale, si comportano in modo esemplare. La cosa peggiore è che una persona che non legge bene l’inglese potrebbe non accorgersi delle menzogne e arrivare a credere che tanto Alonso quanto CBR News siano degli omofobi (magari lo sono davvero, ma di sicuro non in questa intervista).

Le menzogne non finiscono qui! Qualche paragrafo dopo, il traduttore inventa reazioni “esterrefatte e scandalizzate” a cui l’intervistatore non aveva neppure pensato (fate click per ingrandire):

Quote 3

Da notare come l’originale non specifichi le reazioni del pubblico, chiedendo semplicemente ad Alonso un’opinione sul responso dei lettori. Il giornalismo corretto è stato tradotto come giornalismo scorretto, dato che una delle regole fondamentali dell’intervista è “Mai guidare l’interlocutore verso una risposta specifica”.

Non sto a riportare il resto dell’articolo; gli ho dato solo una scorsa e mi sembra che di boiate grosse come quelle sopra non ce ne fossero. Potrei sempre sbagliarmi; del resto, non c’è limite all’idiozia. Disse bene il grande Isaac Aasimov quando scrisse: “Contro la stupidità umana, neanche gli dèi possono lottare con successo.

Non so se CBR news sia o meno al corrente della traduzione e l’abbia approvata. Nel dubbio, oltre ad aver scritto questo articolo, ho inviato loro una mail in cui ho denunciato l’abuso perpetrato nei loro confronti. Spetterà a loro, ed eventualmente ad Alonso e alla Marvel, intraprendere eventuali azioni legali. Da parte mia, ho semplicemente esercitato il mio diritto di critica e denunzia civile, come stabilito dalla Corte di Cassazione. Sperando che, almeno questa volta, sia sufficiente.

 
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Pubblicato da su 08/07/2015 in Fumetti

 

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Scusa, non è che lavoreresti per me gratis?

Qualche giorno fa mi è arrivata la mail di un lettore. Costui mi chiedeva (nonostante non sia un servizio elencato, ma vabbeh) se potevo tradurre dall’italiano all’inglese un suo romanzo piuttosto corposo (sulle 300 pagine in A4) e quanto sarebbe costato. Ho fatto una stima grossolana e gli ho risposto indicandogli la cifra che avrei chiesto per un lavoro del genere. Al che lui ha replicato:

Come non detto, devo necessariamente trovare dei prezzi più bassi (e mi sembra di capire che non sarà facile!). Chiederò a qualche amico.
Grazie lo stesso e saluti.

Ora, domandare è legittimo e io cerco sempre di dare una risposta, anche quando la domanda non è pertinente. Tuttavia, questo atteggiamento mi perplime: un lavoro faticoso, lungo e complesso andrebbe fatto “per amicizia”, in cambio di poco o niente (il lettore non ha scritto così, ma lo deduco dal fatto che si sia stupito di un prezzo onesto). Come se chiedere il giusto compenso per una prestazione professionale fosse qualcosa di inaudito. Ve lo immaginate un tizio che va dal meccanico e gli dice: “Ué Bepi, a Capodanno mi sono fatto fuori la fiancata sinistra, un faretto e il paraurti, me li ripari gratis?”, magari dopo che Bepi ha appena concluso una giornata di lavoro e si appresta a usare il suo tempo per farsi gli affaracci suoi?

"Ragazzi, già che siamo qua, avrei bisogno di qualcuno per sminare dietro casa mia. Volontari?"

Posso capire che una persona non abbia necessariamente le disponibilità economiche per pagare a cuor leggero la parcella di un professionista, ma questo problema ha un’unica soluzione: la rinuncia. Non hai i soldi per pagare il traduttore? Non fai tradurre il tuo romanzo. Oppure risparmi e metti da parte il denaro per realizzare il tuo obbiettivo. Meglio così che far tradurre la tua fatica a una persona che, magari, lo fa sentendosi costretta, con superficialità e senza che gliene importi davvero del risultato (dopotutto, ci perde tempo e basta). Non voglio dire che tutti facciano così (conosco personalmente esempi del contrario), ma non si può dare per scontato che una persona sia disposta a lavorare più di quanto già non debba fare, per di più senza essere pagata.

Non ci si può lamentare che c’è crisi, che gli stipendi sono bassi e quant’altro, se poi si è i primi a chiedere che gli altri lavorino per noi gratis. E che diamine!

 
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Pubblicato da su 02/01/2012 in Lavoro

 

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Sharpe e le aquile-traduttrici italiane

Mi mancano poche pagine per finire Le aquile di Sharpe (edizione Tea), primo romanzo (in ordine di pubblicazione) delle avventure del capitano Sharpe (se non ricordate chi è, male! rileggete questo articolo di qualche mese fa). Dai miei ricordi, credevo che Cornwell scrivesse meglio: il testo è male organizzato (ci sarà sì e no un paragrafo per pagina), i personaggi non sono proprio spessissimi e le descrizioni lasciano un po’ a desiderare. Tutto si spiega guardando la bibliografia dell’autore: il romanzo è del 1981 ed è il primo che lui abbia mai scritto. Questa non è una giustificazione, ma perlomeno conferma che la mia memoria non mi ha ancora abbandonato.

Copertina della versione inglese del romanzo. Di quella italiana, ahimé, non c'è un'immagine di dimensioni decenti

In ogni caso, non è del romanzo in sé che voglio parlare, ma della traduzione italiana a cura di Lidia Perria. Non ho mai avuto un buon rapporto con le traduttrici, a cominciare da quando frequentavo il liceo classico e non riuscivo a scopiazzare le versioni di compito perché avevo a disposizioni solo traduzioni “creative”, che non avrei mai potuto spacciare per mie, guardacaso fatte da donne; senza contare i romanzi fantasy editi dalla Armenia, i peggiori dei quali erano tradotti proprio da membri del gentil sesso. Quella della signora Perria, tuttavia, è la peggiore traduzione da qualunque lingua che abbia mai letto: ci sono termini ed espressioni resi in italiano in modo tale da farmi sospettare che non solo lei non ne conoscesse il significato, ma non li abbia nemmeno cercati su un dizionario!

Il sospetto mi è venuto a partire da pagina 48, dove l’autore descrive Sharpe mentre carica un moschetto per dare una dimostrazione a delle reclute. Evidenzio in grassetto le parti incriminate:

Adesso era tutta una questione di istinto, di movimenti mai dimenticati. Via la mano destra dal grilletto, per far ricadere l’arma nella mano sinistra e, non appena il calcio urta il terreno, la mano destra stringe già la nuova cartuccia. Morderla per espellere il proiettile. Versare la polvere nella canna, ricordando però di tenerne un pizzico per l’innesco. Sputare sulla palla. Calcatoio fuori, su, e in fondo alla canna. Una rapida spinta e poi di nuovo fuori, il moschetto è in alto, il cane indietro, l’innesco nel bacinetto e via[.]

Chi ha tradotto in questo modo non ha capito niente di quello che stava scritto nella versione originale. Va bene non essere esperti di oplologia (io non lo sono e la faccenda mi ha fatto inorridire lo stesso, ma si sa, io sono un genio), va bene essere troppo pigri o arroganti per andare a cercare una parola che non si conosce, ma YouTube è pieno di video che mostrano la procedura di caricamento di un moschetto e potrebbero far sorgere qualche dubbio a chi traduce. Eccone uno:

Perché le parti che ho evidenziato sono sbagliate? Nel primo caso, la traduzione è semplicemente priva di senso. Ecco l’aspetto di una cartuccia del XVIII-XIX secolo:

Cartuccia americana calibro .54. Questa è in vendita a soli 60$ su un sito: affrettatevi!

Quel rigonfiamento a destra è il proiettile. La cartuccia non si mordeva per “espellerlo” (visto che non va da nessuna parte), ma per separarlo dalla carica di polvere, che andava versata nello scodellino e nella canna. La palla si teneva in bocca e poi, dopo aver versato la polvere, si sputava nella canna. Già, la palla si sputava, non ci si sputava sopra come sembra credere Perria nella sua ignoranza abissale.

Se rileggete il brano che ho citato, vi renderete conto anche voi che non ha senso: che diavolo sta facendo Sharpe con ‘sta cartuccia? Il proiettile dov’è, perché lui possa sputarci sopra? Come arriva nella canna, visto che poi (in una parte che non ho riportato) lui spara e colpisce il bersaglio? Non si riesce a visualizzare nulla, perché la traduzione è fatta da cani.

La mia prima professoressa di Latino e Greco era una persona davvero orribile, ma mi ha trasmesso un insegnamento valido: “Se la traduzione non ha senso, vuol dire che è sbagliata.” Peccato che Perria non ne abbia avuta una così, altrimenti si sarebbe resa conto che qualcosa non andava.

Un altro errore molto grave, palesemente frutto di ignoranza e pigrizia, è ripetuto dozzine di volte in tutto il romanzo. Cornwell descrive spesso i soldati intenti alla manutenzione delle loro armi, a volte per semplice colore, altre volte per sottolinearne il nervosismo prima di una battaglia. In tutte queste occasioni, Perria gli fa usare il termine “otturatore” per indicare una parte del meccanismo di fuoco che sembra stare particolarmente a cuore a questi uomini. Quando l’ho visto per la prima volta, sono rimasto di sasso: otturatore? Ma le armi a pietra focaia non contengono questo meccanismo, la cui prima apparizione risale al 1824 (quindici anni dopo il periodo in cui si svolge la storia)! Ho dovuto leggere fino a pagina 303 per capire la bestialità dell’errore:

Sharpe si portò il fucile alla spalla, sentì lo scatto rassicurante quando l’otturatore piatto corse fino alla molla e poi tirò il grillettò.

Quindi l’otturatore di Perria è quello che le persone normali chiamano cane. Si può commettere un errore del genere in un romanzo dove le descrizioni di armi e combattimenti la fanno da padrone?

Oltre a questi orrori, nel romanzo ci sono altri passaggi che fanno scattare campanelli d’allarme, tra cui mi pare di ricordare almeno un paio di frasi idiomatiche tradotte alla lettera (ma non andrò certo a rileggere tutto per andare a scovarli). Come se non bastasse lo stile acerbo di un Cornwell alle prime armi, al lettore tocca anche sopportare l’incapacità di una traduttrice che non ha la minima familiarità con l’argomento principale del romanzo che ha tradotto e, probabilmente, nemmeno con l’Inglese.  Non so quanto l’abbiano pagata per il lavoro (probabilmente poco), ma qualunque cifra è troppo alta per un risultato così disgustoso.

Segnatevi questo nome: Lidia Perria. Se vi trovate davanti a un romanzo da lei tradotto e volete proprio leggerlo, prendetelo in lingua originale e sfruttate l’occasione per imparare l’Inglese divertendovi.

 
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Pubblicato da su 29/01/2011 in Letteratura, Rant

 

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