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Ai miei tempi…

Quando ero giovane io, gli eroi erano ragazzi del posto: gli uomini si allenavano nel combattimento o studiavano la magia, le donne imparavano l’uso dell’arco e a disattivare le trappole, perché non si sa mai cosa rischi di trovare quando vai a cena in casa dell’odiato cuginetto. Ora, con tutti questi immigrati, non ci si capisce più niente: fra uomini coi mutandoni di pelo – e l’armatura dove sarebbe? -, donne che si vantano di saper usare bene le mani – un po’ di dignità, insomma – e negroni strafatti, sembra di essere al circo.

Quando ero giovane io, c’era un solo diavolaccio grosso da ammazzare e avevi finito. Non dovevi fargli fuori i fratelli, i cugini e tutta la famiglia estesa, per non parlare della servitù. Un paio di colpi e potevi andare a farti una birra. Oggi devi essere pronto a intervenire ventiquattrore su ventiquattro, perché non si sa mai se il coso che hai fatto fuori aveva un’amante e una nidiata di figli illegittimi tentacolati.

Vogliamo parlare delle donne? Quando ero giovane io, sapevano stare al loro posto; al massimo si dedicavano ai lavori di fino, come il tiro con l’arco e lo scassinare serrature. Oggi le vedi girare con spadoni pesanti quanto loro e ti chiedi che fine abbia fatto il buon senso. E come sono vestite! Ai miei tempi… d’accordo, ai miei tempi erano vestite allo stesso modo.

E le armi? Ai miei tempi si usava roba seria: spade, asce, mazze. Solido artigianato europeo. Ora si vede gente armata con la peggio roba made in china, dai coltelli “cerimoniali” che si romperebbero a tagliare il pane a dei tirapugni buoni solo in un vicolo buio di notte. E vogliamo parlare del look? Ai miei tempi, io giravo così:

Quanta gente vedete, oggi, indossare le care vecchie canottiere borchiate, la piastra proteggipacco e le indispensabili scarpe spaiate? Nessuno: fanno tutti i fighetti, indossano completini all’ultima moda e si stupiscono perché tutti li prendono in giro. D’accordo, spaccare crani di demoni è un lavoro sporco, ma vestirsi da froci non lo rende meno sporco.

I luoghi di lavoro, poi, ai miei tempi erano completamente diversi. Per dirla in parole povere, entravi in un buco e ne uscivi a fine giornata. Oggi ti tocca viaggiare per mezzo mondo e guadagni a malapena il necessario per mantenere l’equipaggiamento e quei parassiti che ti circondano, perché adesso ti tocca anche pagare le migliorie della bottega del fabbro – mica come ai miei tempi, dove gli artigiani avevano perlomeno la dignità di mantenere il proprio negozio da soli, coi soldi che gli davi in cambio dei loro servigi.  Che roba!

Sono tempi duri per gli eroi seri, questi, dico io. La gente non prende più sul serio la professione, pensano che sia un passatempo fra i tanti invece che un lavoro serio. Se andiamo avanti così, il mondo perirà presto.

 
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Pubblicato da su 28/05/2012 in Rant, Videogiochi

 

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Io odio la Ubisoft

Essendo un fan della serie e avendolo trovato scontato su Steam, qualche giorno fa ho preso Might & Magic Heroes VI. Sapevo che c’erano state polemiche sul DRM usato da Ubisoft, ma avendo letto nella pagina linkata che il gioco “requires players to maintain a connection to the Internet to avail of several features”, ero abbastanza tranquillo: Magari se sei offline non ti assegna gli achievement, ho pensato. Sai cosa me ne importa.

Poi, giusto l’altroieri, mi è crashata l’ADSL mentre giocavo la campagna ed è apparso un messaggio in cui mi si diceva che, siccome la connessione era stata persa, il gioco si sarebbe chiuso. E così è andata: sono stato sbattuto di nuovo nel menu principale, senza aver potuto salvare la mia partita in single player.

Altro che “several features”: Ubisoft stacca la spina al giocatore nel momento in cui questi perde la connessione a Internet! Un po’ è anche colpa mia, che ho voluto giocare la campagna “online” (dove si guadagnano diversi bonus man mano che si va avanti) invece di quella “offline”… ma è demenziale che, dopo essere passati per l’autenticazione tramite inserimento di product key e un secondo DRM costituito dal programmino demente della Ubisoft, si perdano ore di gioco perché le ADSL in italia fanno schifo. Che razza di motivazioni ci sono dietro a DRM come questo? Si teme che il giocatore, mentre la connessione è down, possa fare… cosa? Stavo per fare un esempio, ma non me ne è venuto in mente neppure uno che giustifichi in qualche modo la scelta di Ubisoft.

“Vabbeh baka, colpa tua, avresti dovuto informarti meglio.” Avete ragione: mai fidarsi di Wikipedia. Ma non è quello sopra indicato il problema più grosso (e questo è tutto dire).

Il motivo che mi spinge a provare vero e proprio odio per questa software house è un altro. Poco fa mi è venuta voglia di andare avanti un po’ nella campagna (connessione permettendo, lol) e all’avvio il gioco mi ha dato questo messaggio:

Alla Ubisoft hanno dei problemi ai server, pertanto il gioco non si può avviare in modalità online: tutti i miei salvataggi sono inaccessibili (già, i salvataggi online non sono disponibili sul PC del giocatore) e – naturalmente – non posso giocare assieme ad altri, per cui o ricomincio la campagna da capo, o gioco una mappa a caso, o puppo.

In questo momento, io e milioni di altri giocatori stiamo venendo defraudati di un prodotto che abbiamo acquistato legalmente. Non ci sono parole per esprimere il mio disgusto nei confronti di Ubisoft: nessun insulto potrebbe colpirli a sufficienza per compensare il loro atteggiamento vergognoso nei confronti degli acquirenti. Loro hanno paura della pirateria, pertanto noi dobbiamo pagare per un prodotto azzoppato da questa loro paura.

Ubisoft, ve lo dico chiaro e tondo: mi fate schifo.

 
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Pubblicato da su 08/01/2012 in DRM, Videogiochi

 

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[Rant] Skyrim mi ha rotto

Me lo ritrovo ovunque: Facebook, altri blog, siti web. Tutti sembrano giocare a Skyrim (al secolo The Elder Scrolls V) e ne parlano come se fosse un gioco avveniristico, entusiasmante, di ampio respiro. Mi ricordano gli Applefan per il modo in cui sono pronti a lodare in maniera sperticata qualcosa che non solo non vale il loro denaro, ma è pure una gran presa in giro da parte di chi lo produce.

Personalmente, dopo averlo provato posso dire che Skyrim è il gioco più brutto del 2011 (o perlomeno il più deludente), nonché uno dei peggiori che mi sia mai capitato di giocare. Ecco perché.

Motivo 1: È Oblivion impoverito

Ai tempi di Oblivion (al secolo The Elder Scrolls IV) il personaggio aveva diverse statistiche (otto), 21 abilità con relative perk (che si prendevano aumentando l’abilità e non passando di livello) e un segno zodiacale che gli conferiva bonus particolari. Se eravate maghi, c’era addirittura la possibilità di costruire da sé i propri incantesimi, determinandone effetto, gittata, area, costo… Bellissimo.

Cosa è rimasto di tutto questo in Skyrim? Quasi nulla. Il personaggio ha solo le risorse (vita, “magika” e stamina) e le abilità (18), più le perk che prende a ogni livello (carino, ma sembra di giocare a Fallout e in più si livella semplicemente alzando le skill e le perk si possono prendere a volontà, indipendentemente dalle skill alzate). Al posto dei segni zodiacali ci sono dei menhir sparsi per il mondo che fanno aumentare le skill di un certo tipo più in fretta, i cui buff si possono sostituire a piacere. È stata eliminata la possibilità di personalizzare gli incantesimi. Insomma, sono stati tolti un sacco di elementi per semplificare il gameplay; in alcuni casi il cambiamento ha senso (non bisogna progettare complessi piani di ottimizzazione delle statistiche), ma in generale mi sembra che i programmatori siano voluti venire incontro a un’attitudine casual che non mi sconfinfera più di tanto.

Motivo 2: La grafica è penosa

Ecco uno screenshot del gioco in qualità Alta:

Notare la distanza fra personaggio e pilone

Le texture sono ridicole, a livello di un gioco uscito anni fa, in particolare quelle ambientali; personaggi e mostri sono ancora ancora decenti. Per contrasto, ecco uno screenshot di Fallout 3 (uscito nel 2008):

Notare le texture dell'arma

Levate la luce dalle mani e vedrete che sono praticamente identiche. Il terreno è persino meglio nel gioco più vecchio! Eppure Skyrim riesce a essere più pesante: sul mio PC, Fallout 3 gira a 60 fps fissi, mentre Skyrim sta fra i 40 e i 50. E lo vendono a 50 euro. Che porcheria.

Motivo 3: Le quest fanno schifo

In quindici livelli di gioco, non ho mai trovato una quest che divergesse da uno di questi due modelli:

A) vai dal punto x al punto y, recupera l’ogetto z, riportalo a x;

B) vai dal punto x al punto y, uccidi il nemico n, torna a x.

Più che il gioco “epico” di cui parlano tutti, Skyrim sembra il gioco dei fattorini: il personaggio (e, per estensione, il giocatore) è un povero idiota costantemente sfruttato dagli altri, le cui azioni non hanno alcun significato. Giocando, ho avuto l’impressione che al mondo e agli abitanti di Skyrim non importasse una ceppa del sottoscritto e che, una volta passato, tutto rimanesse uguale; alla faccia dell’RPG! Ai tempi di Baldur’s Gate (perlomeno del 2, il primo non lo ricordo bene) si poteva diventare conte o arcimago, salvare o dannare l’anima dei propri compagni (ricordate la quest di Anomen?), immergersi in sidequest epiche e viaggiare fra i mondi; in Skyrim si può al massimo ammazzare un altro drago. Magari più avanti il gioco migliora, ma finora è una noia mortale.

L'entusiasmante finale di una quest entusiasmante

Motivo 4: È bilanciato da schifo

In Skyrim, il livello dei dungeon è fisso; questo significa che mostri e boss avranno la stessa forza, indipendentemente da quando ci entrate. Il che può provocare disastri se capitate in un dungeon troppo difficile quando siete ancora di livello basso, anche perché non c’è nessun segnale che vi avverte della cosa e, spesso, la vera difficoltà dei dungeon non è subito evidente. Quando ero di dodicesimo livello, sono incappato nella quest What lies beneath: un dungeon dove, poco prima del bossfight, si arriva a un punto da cui non si può più tornare indietro (in cui naturalmente la mia compagna, Lydia, è rimasta incastrata; vedi il punto 5), dopo il quale ci sono ancora qualche corridoio e una camera sotterranea. Quest’ultima è piena zeppa di Chaunus, mostri che sputano acido e sono discretamente forti in corpo a corpo; assieme a loro c’è il boss, Chaunus Reaper. Costui era più veloce del mio personaggio, sputava un acido che mi corrodeva più in fretta di quanto potessi curarmi con la magia di cura (due scaracchi ed ero morto) e poteva ammazzarmi con un singolo attacco in corpo a corpo. Ho già detto che, a questo punto del dungeon, non si può più tornare indietro? Ho dovuto sfruttare ogni singolo bug dell’IA e del pathfinding, nonché scaricare un bastone magico, per vincere; altrimenti avrei dovuto creare un altro personaggio e ricominciare il gioco da capo. Tutto perché qualche imbecille ha messo un dungeon troppo difficile, senza indicazione alcuna della difficoltà, in un punto dove il giocatore può incapparci in qualunque momento.

Vogliamo parlare poi dei giganti, che girano tranquilli e beati per il mondo e possono uccidere con un sol colpo? Alcuni, con relativi mammut, se ne stanno a pochi minuti a piedi da città densamente popolate… e non succede un bel niente. Ci si aspetterebbe una strage, invece quelli se ne stanno tranquilli e beati a camminare avanti e indietro. I draghi (che a inizio del gioco qualcuno dice essere scomparsi da secoli, ma poi appaiono come funghi) sono penosi, debolissimi, muoiono come niente. Ed è ormai famosa la storia di quel giocatore che ha ucciso senza fatica un principe dei demoni, è uscito dalla grotta ove questi era rinchiuso, ha visto un comunissimo orso ed è fuggito urlando… perché la potenza dei “mostri erranti”, quella sì che scala con il livello del personaggio! Guarda caso, quest’ultimo era uno degli elementi più criticati di Oblivion… e in questo gioco così innovativo, è rimasto.

Motivo 5: Si sono dimenticati IA e pathfinding

Qualunque cosa si muova liberamente (ossia non infesti una locazione fissa, come gran parte dei PNG) è stupida. Sempre. I mostri rimangono bloccati da ostacoli che potrebbero aggirare con facilità (una volta ho battuto un boss salendo dei gradini e facendo due passi a sinistra… lui si è bloccato sotto di me e io gli ho tirato contro di ogni) e i compagni del personaggio principale non sono da meno: più di una volta mi sono trovato a combattere da solo perché quella cretina di Lydia era rimasta ferma chissà dove.

Lydia: non ha un'aria molto intelligente...

Con mostri così stupidi, viene a mancare il senso dello sfida: il giocatore, se vuole essere “onesto”, deve lottare contro la stupidità artificiale per far sì che i mostri possano attaccarlo, mettendo però in questo modo a rischio il proseguimento stesso del gioco! Non si può pretendere che sia  il giocatore a sfidarsi da solo, vivendo un conflitto di interessi di questo genere.

I compagni, poi, sono dei veri fenomeni. Si possono controllare, ma in modo molto rozzo (figuratevi che per farlo bisogna aprire la finestra di dialogo, quindi non si possono dare ordini nel mezzo dell’azione), e la loro stupidità è incredibile: puntualmente, quando ho bisogno che Lydia vada in mischia, lei estrae un arco (anche se non ne ha uno nell’inventario) e si mette tutta allegra a tirare frecce ai nemici che dovrebbe ingaggiare con la spada. Inoltre, come le altre creature, anche loro rimangono spesso bloccati e non riescono a superare ostacoli assolutamente demenziali (incluse, a volte, delle semplici scale). In altre parole, servono solo per lo scopo espresso da Lydia: trasportare i pesi per conto del personaggio, agendo in pratica da secondo inventario.

Motivo 6: Il fuoco amico in un gioco del genere è una boiata

Ebbene sì: in Skyrim c’è il fuoco amico. È possibile danneggiare anche i propri alleati con frecce, incantesimi e persino attacchi in mischia, se non si sta attenti, e se si infligge loro troppo danno, questi si rivolteranno contro di noi. È inutile dire come questo renda giocare certi tipi di personaggio (mago, arciere), che solitamente si affidano ad alleati da corpo a corpo, molto difficile: un minimo errore e il nostro prezioso scudo umano compagno si unirà ai nemici, dimenticando in un lampo il fatto che si fossero picchiati fino a un istante prima per aiutarli nel tentativo di mazzuolarci. Naturalmente, i compagni non hanno la minima idea del fatto che dovrebbero lasciarci la linea di fuoco libera e fanno da scudi umani ai nemici in modo superbo.

Per carità, il fuoco amico è realistico… ma anche fastidioso. E in un gioco in cui si può aprire un menu (il che mette automaticamente in pausa l’azione) e bersi cinquanta pozioni mentre i nemici possono fare nulla, direi che un dettaglio come l’assenza del fuoco amico non avrebbe stravolto l’atmosfera, non vi pare?

Motivo 7: È pieno di cazzate random

Ci sono degli elementi di Skyrim che paiono inseriti solo per dar fastidio. I cavalli? Un modo per far buttare soldi al giocatore: non si può combattere o lanciare incantesimi a cavallo, i compagni non possono salirci (quindi, se vogliamo il loro aiuto, ci tocca aspettarli o andare a piedi… il che nullifica il vantaggio dato dal cavallo!) e, ciliegina sulla torta, se vogliamo tornare in un luogo che abbiamo già visitato basta cliccarci sopra e il viaggio è istantaneo. La maggior parte delle città sono poi raggiungibili in carretto, pagando una tariffa minima. Ergo: l’unica utilità dei cavalli è apparire nei trailer per far sembrare figo il gioco.

Vogliamo parlare delle guardie che tutto vedono e tutto sanno? Se il giocatore commette un furto e viene scoperto, le guardie gli sequestrano tutti gli oggetti che ha rubato nel corso della sua carriera… compresi quelli rubati altrove, magari a mezzo mondo di distanza, che le guardie non potrebbero a rigor di logica riconoscere come rubati! Eppure succede, perché chi ha programmato questa parte del gioco aveva fretta e così ha semplicemente appiccicato l’etichetta “rubato” a tutti gli oggetti altrui presi dal giocatore, col risultato che le guardie se ne appropriano in ogni caso. Bello, eh? Sensato, eh?

Vogliamo poi parlare del dual wielding che non funziona? Equipaggiare due incantesimi o armi è un dramma: se si vuole cambiare combinazione, non basta aprire il menu e dare il comando, bisogna prima equipaggiare un nuovo oggetto in entrambe le mani e poi toglierlo e inserire quelli nuovi. Il perché non si sa. Ah, e naturalmente tutto ciò va fatto utilizzando i bellissimi menu che – non c’è scritto da nessuna parte – sono configurati come se il giocatore usasse il pad per navigarci dentro… e nei quali il mouse a volte funziona, a volte no.

Vogliamo poi parlare del legno che prende fuoco, ma non brucia (non esistendo, in tutto il gioco, un singolo oggetto o elemento del paesaggio distruttibile)? O, viceversa, dei liquidi altamente infiammabili che ogni tanto si trovano sparsi sul pavimento delle caverne? O del fatto che, quando si è ingombrati, non si può correre, ma si può saltare? Che senso ha tutto questo? Nessuno, appunto.

La conclusione

The Elder Scrolls V: Skyrim è un gioco orrendo, che non ho comprato quando era in offerta a 30 euro e non comprerò fino a quando non sarà patchato e sotto i 25 euro. Allo stato attuale delle cose, è una presa per i fondelli: dal gioco mancano delle parti essenziali come l’IA e il bilanciamento. Non è che sono scarsi, è che proprio mancano. Assenti ingiustificati. Ora come ora, Skyrim non può essere considerato un videogioco decente.

Chiudo l'articolo col rebus più orrido mai realizzato sul gioco, perché sì

 
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Pubblicato da su 04/01/2012 in Rant, Videogiochi

 

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[Rant] Perché i DRM sono il Male: EA Games e Origin

Il mese scorso è uscito Battlefield 3, l’ultimo episodio della saga di sparatutto in prima persona che saltella sui genitali di Modern Warfare e compagnia bella in quanto a qualità (fatta salva la solita marea di bug). La software house che lo produce, EA Games, ha fatto agli acquirenti lo scherzetto di costringerli a usare la piattaforma il DRM Origin per acquistare e utilizzare il prodotto: dovete installare Origin per giocare a Battlefield 3, dovete scaricare il gioco tramite Origin (che, peraltro, non supporta l’interruzione del download, quindi non potete fermarvi e ricominciare in seguito: dovete scaricare tutti i dodici giga in una volta) e per giocarci dovete avere Origin aperto.

L'ottica olografica di BF3. Bella e funzionale

Proprio oggi ho avviato Origin per giocare a Battlefield e mi è apparso un messaggio di errore: i server di autenticazione non erano raggiungibili (non a causa mia, visto che la mia connessione funzionava benissimo e poco dopo è apparso su Battlelog un messaggio del tipo “sappiamo dell’errore, stiamo investigando”) e pertanto la piattaforma il DRM si sarebbe avviato in modalità offline… impedendomi di giocare a Battlefield 3, dato che per farlo occorre avere Origin in modalità online. Per fortuna, ho scoperto che avviare il gioco da Battlelog consente di aggirare il problema di Origin, ma per i giochi non basati su Battlelog, che si fa? Non si gioca in multiplayer perché le stesse persone che ti danno del potenziale ladro non sono capaci nemmeno a fare il loro mestiere?

Chi usa i DRM sui propri prodotti è come lo Stato, che non sa fare il suo mestiere e punisce VOI per questo

Oggi, per alcune ore, io e milioni di altri utenti siamo stati espropriati dei giochi che abbiamo comprato perché i produttori hanno voluto “tutelarsi” utilizzando uno strumento (il DRM) che fa acqua da tutte le parti. In nome di cosa, mi domando, è loro concesso di fare questo? I loro diritti? E l’acquirente non ha il diritto di usare ciò che ha comprato in santa pace? Evidentemente no, mi rispondo da solo. I consumatori devono solo pagare e stare zitti, senza avere diritto a risarcimenti per la scarsa qualità di quello che ricevono in cambio dei loro soldi (bug a spruzzo, alcuni dei quali noti da anni, come il Punkbuster che kicka gente a caso tranne i cheater) e senza nemmeno poterlo usare quando gli pare. Questo, secondo alcuni, è un modello di scambio perfettamente morale. Meditate gente, meditate. “^_^

 
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Pubblicato da su 16/11/2011 in DRM, Rant, Videogiochi

 

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“Gioventù demente”: 150 anni di fail italiano concentrati in 4 giga

Di solito non mi occupo di videogiochi sul blog (anche perché, se lo facessi, parlerei di Shogun II in ogni articolo e la cosa dopo un po’ verrebbe a noia), ma non posso rimanere in silenzio di fronte a Gioventù Ribelle, sparatutto in prima persona uscito in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dall’Unità.

La base di tutto è il motore di Unreal, vecchio di decenni, condito con tutta una serie di schifezze quali texture pessime (guardate le pareti della grotta e gli stivali bicolori dei bersaglieri, sui cui l’autore del video – che non sono io – giustamente si sofferma), animazioni inesistenti (le armi non hanno parti mobili: il cane della pistola non si solleva né si abbassa quando l’arma spara) e numerosi bug, come i nemici che non attaccano nonostante il personaggio sia davanti ai loro occhi. Non ci sono aggiunte originali, a parte la pessima grafica: tutto è importato pari pari.

Non parliamo poi dell’audio, preso dal gioco originale e non modificato, col risultato che nel “gioco dell’Unità d’Italia” si sentono continuamente gridare frasi in Inglese, per non parlare delle scritte che compaiono sullo schermo e si riferiscono al gioco player versus player. I suoni degli spari, essendo presi anch’essi da Unreal, suonano falsi persino a chi non se ne intende di armi antiche.

Dal punto di vista tecnico, insomma, Gioventù ribelle non è altro che un reskin, ossia un rivestimento, di un gioco vecchio per il resto lasciato inalterato. Non si capisce a cosa dovrebbe servire un gioco del genere: probabilmente a scopi didattici, ma dubito che qualunque giovane appassionato di sparatutto perderebbe il suo tempo dietro a un aborto come questo e non gli preferirebbe, che ne so, Bad Company 2.

Il peggio, però, sono i contenuti. A cominciare dal titolo: Gioventù ribelle è del tutto fuori luogo, visto che il protagonista è un ufficiale dell’esercito e, dunque, di ribelle non ha proprio niente. La “trama” si poggia su una premessa commovente nella sua stupidità: se si vuole chiedere la resa di un nemico (in questo caso il Papa), farlo infiltrando un agente nel suo territorio è stupido all’inverosibile (peraltro, se a portarvi il messaggio fosse un tizio che ha appena ammazzato decine dei vostri uomini, voi come la prendereste?).

Le armi sono completamente sbagliate. Il revolver dovrebbe avere sei colpi, ma ne spara molti di più senza bisogno di essere ricaricato (e ci credo: nel motore di Unreal non ci sono animazioni di ricarica, visto che in quel gioco non era prevista). Peggio ancora per quanto riguarda il fucile Chassepot, la cui versione storica non aveva neppure il caricatore: i proiettili andavano inseriti uno per uno dopo aver sparato ciascun colpo! Senza contare che l’arma, la quale, come si deduce dal nome, è di produzione francese, non mi risulta sia stata adottata dall’esercito italiano (ma la mia conoscenza in materia si limita a Wikipedia, quindi potrei sbagliarmi). E il gioco dovrebbe servire ai ragazzi per imparare la Storia? Sul serio?

Indagando un po’ si scopre che il gioco è frutto di un progetto del Ministero della Gioventù, realizzato (pare) gratuitamente dal “Gruppo di Filiera dei Produttori Italiani di Videogiochi di Assoknowledge – Confindustria SIT” (qualunque cosa esso sia). Dal comunicato stampa si legge che ci saranno altri due episodi – sigh! -, sorta di prequel ambientati nel corso dell’Assedio di Gaeta e dei giorni della Repubblica Romana. Mi sembra strano che nessuno abbia “mangiato” su questo progetto, essendo una commissione pubblica (e i soldi pubblici, si sa, in Italia sono sempre “soldi non miei” per chi governa), ma non ho elementi che dimostrino il contrario.

Visto quanto emerge dai video di gameplay (uno dei quali è quello che ho linkato), ci si aspetterebbe che la Rete sia piena di commenti negativi in proposito; invece no. Studenti.it riporta semplicemente il comunicato stampa del Ministero e lo stesso, con qualche piccola modifica, fa l’edizione online de La Stampa, dimostrando (se ce n’era bisogno) che il giornalismo italiano, semmai, andrebbe rinominato “passacartismo”.

 
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Pubblicato da su 18/03/2011 in Rant, Uncategorized, Videogiochi

 

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