RSS

Archivi categoria: Slice of life

Il Baka su Melt-a-Plot

Ebbene sì, ci sono caduto anch’io.

Non poteva mancare questa citazione

Non poteva mancare questa citazione

Per chi non lo sapesse, Melt-a-Plot è una bizzarra creatura della Rai che si nutre della linfa vitale degli scrittori in erba. Si tratta, in sostanza, di un progetto a contribuzione libera in cui tutti, partendo da spunti comuni, possono inserire i propri contenuti a colpi di 140 caratteri alla volta. Il risultato sono storie ramificate a volte piuttosto bizzarre. Un buon 90% è schifosino, ma c’è anche qualcosa che va oltre la banalità.

Per chi fosse interessato alle mie schifezze, questo è il mio profilo su Melt-a-Plot. Così sapete anche i miei veri nome e cognome e potete stalkerarmi, se vi va.

Come? Che fine ho fatto? Beh, sono ancora vivo, a meno che a scrivere non sia il mio gemello malvagio (ora mi vengono le crisi di identità). Sono stato occupato a scrivere improbabili racconti in inglese sperando nella pubblicazione, a tradurre, a correggere bozze e a giocare un po’ al PC. Ho trascurato il blog perché 1) non paga e 2) richiede più impegno che videogiocare. Brutta cosa, lo so. Per farmi perdonare, magari farò qualche articolo. Sì, lo so, ho già detto in passato che avrei ripreso e poi ho fatto poco o niente. Ma è questo il bello dell’essere un blogger amatoriale: posso dire quello che voglio e non ci perdo nulla a non mantenere le promesse. Un po’ come fare il politico, ma con meno procedimenti a carico.

Vi lascio (per il momento, si spera) con la mia ossessione più recente: 7734 dei Sabaton.

 

Annunci
 
2 commenti

Pubblicato da su 15/09/2013 in Roba che scrivo, Slice of life

 

Tag: , , ,

Catene di Sant’Antonio

Raccogliendo la sfida lanciata dalla mia bambola meccanica preferita qui, vi racconto…

Undici cose di me 

(di cui a nessuno importa)

– L’ultima volta che ho pianto è stato il 15 novembre del 2010, quando è morto il mio cane. Non ho pianto quando è morto mio padre, il che immagino faccia di me un pessimo essere umano.

– Adoro le caramelle, in particolare quelle gommose; di recente ho scoperto i jelly bean, di cui vado pazzo. Sono capace di mangiarmi come niente mezzo chilo di dolciumi.

– Gioco di ruolo da circa quattordici anni. Ho cominciato con D&D, Cyberpunk, Vampiri e altri giochi tradizionali, ma negli ultimi anni mi sono appassionato ai giochi di nuova generazione: Cani nella VignaPolarisRavendeath e simili.

– Un’altra mia grande passione sono i videogiochi. Il mio preferito in assoluto è League of Legends, per colpa del quale ho perso innumerevoli ore di vita e nonvogliosaperequanti euro per l’acquisto di contenuti aggiuntivi.

– Sono terribilmente asociale, del tipo che faccio finta di non vedere le vecchie conoscenze quando le incontro per strada. Fanno eccezione alcune persone, che sono abbastanza lieto di rivedere da spingermi a vincere questa bizzarra abitudine.

– Nonostante sia pacifista, mi sono fatto attaccare dal Duca la passione per le armi da fuoco. Continuo a ripetere, a me stesso e agli altri, che si tratta di semplice documentazione.

– Su internet tendo a essere una pessima persona. Dal vivo sono molto più mansueto. Sul serio.

– Sono andato in palestra per circa sette anni, dal secondo anno delle superiori fino alla laurea triennale (mi pare; sono un po’ confuso su quando abbia iniziato). Due anni dopo aver smesso di fare attività fisica, mi sono venute due ernie discali. Ma che culo.

– Credo che il rispetto vada meritato e non dato per scontato. Cortesia e gentilezza sono cose buone e giuste, ma le opinioni non sono tutte uguali e non sempre un’idea vale quanto un’altra.

– Fino a un paio di mesi fa, non avevo mai cucinato nulla di più elaborato di un uovo sodo, e anche quello piuttosto raramente. Negli ultimi tempi, anche per via della dieta che sto seguendo, mi sono avvicinato ai fornelli e devo dire che trovo la cucina abbastanza divertente. Se solo non bisognasse pulire dopo!

– Dal vivo, ho la tendenza a essere volgare. Molto. Mi identifico parecchio in questa striscia del mitico Eriadan, per dire. Questo non significa che vada in giro a insultare persone a casaccio, ma di sicuro non sono un’educanda.

Tutte cose interessanti, nevvero?

Ciò detto, passo a rispondere alle…

Domande di Steamdoll

1) A quale fatto storico avresti voluto assistere?

La battaglia di Waterloo, giusto per capire di chi è stata la colpa.

2) Di quale invenzione vorresti essere stato il creatore?

Il cristianesimo conta come invenzione? (lol) Se la risposta è “no”, direi Google.

3) Quale personaggio di libro o fumetto vorresti essere?

L’Uomo Ragno, il più umano dei supereroi.

4) Quale specie condanneresti all’estinzione potendo giocare a Madre Natura?

Nessuna: poi mi toccherebbe riequilibrare interi ecosistemi e non ne avrei la minima voglia.

5) A quale personaggio storico avresti mai giurato assoluta lealtà?

Gandhi, per il semplice motivo che, sentendomi giurare, si sarebbe fatto una risata e mi avrebbe invitato a bere un the.

6) Qual è il deus ex machina che ritenete più fastidioso nella storia della letteratura?

Tom Bombadil ne Il Signore degli Anelli.

7) Vegetariano o carnivoro?

Carnivoro. Ho molti vizi, ma il vegetarianesimo non rientra fra questi.

8) Qual è il motivo migliore per cui scatenare una guerra?

L’opportunità di guadagnare qualcosa per il proprio Paese a scapito di un altro Paese. Le guerre basate su principi morali, se mai sono esistite davvero, sono altrettanto sanguinose e non hanno mai portato a niente.

9) Warhammer o World of Warcraft?

Warhammer, purché le miniature me le monti e dipinga qualcun altro.

10) Selezione naturale, eugenetica o accanimento terapeutico?

Eugenetica, nel senso di “facciamo il possibile affinché i nostri figli nascano sani” (e non “con gli occhi blu”). Considererei un mostro chiunque, pur avendo a disposizione tecniche sicure ed efficaci per garantire al proprio bambino una vita sana, scegliesse di non farlo.

11) Il modo più truce che immagini per uccidere qualcuno qual è?

Aprire il ventre del malcapitato, tagliare l’intestino verso il fondo, inchiodarlo a un albero e costringere il poveretto a camminare in cerchio fino a quando non si è srotolato del tutto.

____________________________________________________________________________________________

Il gioco non finisce qui, chiaramente. Riporto le regole, stabilite dallo Psicopompo:

Vanno elencati undici fatti su noi stessi, si risponde alle undici domande formulate dai blogger che ti hanno coinvolto, e si designa qualche altro per rispondere alle nostre.

In pratica, una catena senza fine che durerà fino alla fine dei secoli.

Ecco dunque le mie undici domande:

1) Se potessi trascorrere 24 ore in compagnia di un personaggio immaginario, chi sceglieresti e cosa ci faresti?

2) Qual è il tuo genere letterario preferito?

3) Se potessi cancellare un evento storico qualsiasi, quale cancelleresti?

4) Preferisci i cani o i gatti?

5) Leggi fumetti? Se si, quali?

6) Hai una credenza magica che ti fornisce scorte infinite di un dato cibo. Cosa contiene?

7) Qual è il lavoro dei tuoi sogni?

8) Ebook o carta stampata?

9) La prima figuraccia (tua) che ti viene in mente?

10) Cosa non cambieresti mai di te, per nessuna ragione al mondo?

11) Qual è l’acquisto più stupido che hai fatto nel corso del 2012?

Le vittime designate sono:

Amnell

Crysalis

Mattia Nicchio

Wherehare

Enjoy.

(random song is random)
 
2 commenti

Pubblicato da su 26/09/2012 in Slice of life

 

Tag: , , , , , ,

Insisto nel dire che la critica è libera

Non occorre farmi saltare la cassetta delle lettere con i petardi, come qualcuno ha fatto intorno alle 22,15 di ieri notte. Sul serio.

 
2 commenti

Pubblicato da su 28/05/2011 in Slice of life

 

Tag: , ,

Grandi speranze deluse in poche ore

L’altroieri mi sono trovato nella casella di posta elettronica la seguente comunicazione dell’Ufficio Stage e Orientamento al Lavoro della mia (ex) Università:

Gentile laureato

l’Ufficio Orientamento al Lavoro ha il piacere di informarti che saranno realizzati “Incontri di orientamento al lavoro volti ad agevolare il tuo ingresso nel mondo del lavoro.

Gli incontri si configurano come workshop sulle professioni che consentono ai partecipanti di conoscere i profili professionali richiesti dalle aziende, i criteri e le modalità di selezione, i piani di formazione, i percorsi di carriera.

Gli incontri si configurano come presentazioni di aziende impegnate in campagne di recruiting e prevedendo la consegna di curricula vitae ai referenti aziendali.

Gli incontri si terranno in Aula Silos di Ponente D (Via Cantarane 24) dalle ore 14.30 secondo il seguente calendario:

 

6 Aprile – Fondazione Accademia di Comunicazione

“Finalmente un’esperienza di lavoro – I professionisti del marketing”

 

13 Aprile – Consorzio CTM Altromercato

“Lavorare in Altromercato: professionalità nel no profit”

 

20 Aprile – Unicredit

“Employer branding 2011”

 

27 Aprile – PricewaterhouseCoopers

“Il percorso professionale nel settore della revisione”

 

4 Maggio – AGSM Verona

“I profili professionali e le modalità di recruiting”

 

11 Maggio – Volkswagen Group Italia

“Top employer branding”

 

18 Maggio – Credem Banca

“Creare valore nel tempo”

 

25 Maggio – Unilever

“Unilever: great things come to those who want”

 

La partecipazione agli incontri è libera e gratuita.

 

Cordiali saluti

Ufficio Orientamento al Lavoro

Visto che si parlava di prospettive di lavoro e che io, come ben sapete, sono disoccupato, ho deciso di andare all’incontro di oggi, che era pubblicizzato così: si parla di workshop su alcune professioni della comunicazione, con la supervisione di professionisti del settore. In particolare, l’Ufficio Orientamento scrive:

Gli incontri si configurano come presentazioni di aziende impegnate in campagne di recruiting e prevedendo la consegna di curricula vitae ai referenti aziendali,

Ho pensato che si trattasse di un’occasione per farsi notare. Come avrete intuito, mi sono sbagliato come nel caso de Il re lupo. Anzi, peggio: nel caso del fumetto ho solo buttato via cinque euro e novanta, mentre oggi ho visto nascere e morire una speranza nel giro di poche ore.

Innanzi tutto, non c’è stato nessun workshop. La relatrice ha parlato per tutte le tre ore e mezza dell’incontro, salvo che per una pausa di un quarto d’ora circa, presentando le professioni della comunicazione e promuovendo l’Accademia in cui insegna lei stessa. Niente di male, intendiamoci, sopratutto perché l’argomento mi interessava, ma sono rimasto fortemente deluso per i motivi sopra indicati. Non so se la colpa sia della Fondazione Accademia di Comunicazione o dell’Ufficio Stage.

Tuttavia, quando la professoressa ha parlato degli stage dell’Accademia di Comunicazione (poca teoria, molta pratica; lavoro su commissioni vere e proprie da parte di grandi aziende), ho pensato che, forse, non avevo perso il mio tempo dopotutto. Al termine dell’incontro ho preso una delle brochure della Fondazione e, leggendola, ho trovato molto interessante i contenuti e le modalità del Master in copywriting, sopratutto perché (nella brochure) è scritto che il 100% dei partecipanti al Master ha trovato lavoro dopo lo stage. Per principio sono contrario al lavoro gratis, ho pensato, ma se c’è veramente questa possibilità

Guardando il sito dell’Accademia, tuttavia, le mie speranze sono crollate del tutto. Innanzitutto, nella pagina Informazioni pratiche sui corsi di Accademia si legge qualcosa di un po’ più approfondito e inquietante rispetto a quanto scritto nella brochure:

Soltanto negli ultimi due anni il ritmo dell’inserimento nel mondo del lavoro si è leggermente ridimensionato a causa della crisi in cui versa non solo il mercato italiano ma anche – e soprattutto – il mercato internazionale. Comunque, non solo tutti gli studenti hanno avuto ottimi stages, ma stanno collocandosi, se pure più lentamente del solito, nel lavoro a contratto, raggiungendo la percentuale del 98% di inseriti.

Fra 100% e 98% c’è poca differenza, d’accordo, ma non mi piacciono gli arrotondamenti di questo tipo. Inoltre, la definizione di “lavoro a contratto” è spaventosamente vaga e fa correre immediatamente il pensiero ai famigerati “mille euro al mese a tempo determinato senza ferie, malattia, tredicesima, ecc ecc”. Le rubriche della posta dei quotidiani sono piene di lettere di gente che ha fatto Master ed è finita così. Ne varrà veramente la pena? ho cominciato a pensare.

La cosa che mi ha veramente distrutto, in ogni caso è la voce Rette. In base al reddito dei miei genitori, infatti, dovrei pagare undicimila euro l’anno, ossia ventiduemila euro per due anni di studio e uno stage (presumibilmente) non retribuito di sei mesi. Fanno trenta mesi di mancato guadagno, con una spesa folle per le disponibilità economiche della mia famiglia. Per cosa? Un collocamento non garantito e con ogni probabilità precario?

Io non posso permettermi quella cifra. Certo, potrei chiedere un prestito d’onore, ma se non trovo lavoro, come diavolo faccio a restituirlo? E se lo trovassi, ma non fosse ben retribuito, cominciare con ventiduemila euro di debiti (più interessi) sarebbe veramente auspicabile?

So bene che i Master costano, ed è giusto che sia così (frequentarne uno è un privilegio, non un diritto), ma ci sono rimasto veramente male. Se venissi da una famiglia ricca, potrei anche provarci; per come stanno le cose, invece, non me la sento di esporre me stesso e i miei genitori a un rischio del genere. Mi è tornata in mente una battuta che ho fatto a mia madre, qualche tempo fa, quando voleva convincermi a partecipare a un altro Master (molto meno costoso): “Quei soldi sarebbero investiti meglio se li spendessi in bustarelle per farmi assumere da qualche parte.” Ora suona ancora più amara, perché se per avere una vaga speranza di lavorare onestamente devo spendere più di quanto posso permettermi, forse sarebbe davvero meglio fare così.

P.S. Ho appena notato che sono saltati un po’ di link, sopratutto a video, nell’articolo su “Gioventù Ribelle”; mò ci metto mano.

 
2 commenti

Pubblicato da su 06/04/2011 in Lavoro, Slice of life, Uncategorized

 

Tag: , , , , , , , ,

Perché i giovani sono imbecilli

Tempo fa, mia madre ebbe modo di parlare con la direttrice di una rete televisiva locale. Nel corso della discussione venne fuori il mio nome (per chi non lo sapesse, vorrei diventare giornalista). La signora, gentilmente, si disse disposta a prendermi come aiuto per seguire l’economia locale, posto che:

1) fossi pronto a lavorare gratis, perché (testuali parole riferitemi da mia madre) “finché ci sono gli stagisti che fanno 14 ore al giorno senza prendere un euro, non mi lasciano assumere nessuno”;

2) tenessi nascosto il fatto che sono figlio di mia madre, che per lungo tempo è stata esponente di un partito avverso all’editore della televisione.

Ora, il punto 2) è comprensibile, anche se riferire una tale meschinità mi imbarazza non poco. Ma il vero dramma è il punto 1). Come possono i giovani pretendere un futuro, se poi, da bravi coglioni, lavorano gratis inseguendo la carota di un’assunzione che probabilmente non arriverà mai? L’unico a trarre vantaggio dal loro comportamento è il datore di “lavoro” (chiamare “lavoro” delle prestazioni professionali a titolo gratuito fa quasi ridere), che non spende nulla e non ha alcun interesse a migliorare la posizione degli sventurati. Le persone capaci, invece, lo prendono in quel posto, dal momento che l’esistenza stessa di questi “lavoratori” mina le loro possibilità di ottenere l’assunzione (fra la persona capace, ma che vuole essere pagata, e quella meno capace, ma che lavora gratis, il tipico imprenditore italiano sceglie sempre la seconda).

I peggiori nemici dei giovani lavoratori, a quanto pare, non sono i “padroni”, ma i giovani imbecilli.

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 18/12/2010 in Rant, Slice of life

 

Tag: , , , , , , ,

Ciao, Spider

Oggi ho dovuto portare Spider, il mio vecchio cane, a far sopprimere.

È stato brutto, ma non si poteva fare altrimenti. Spider soffriva molto, era ridotto a uno scheletrino e non riusciva più nemmeno a bere dell’acqua. Dopo che lui ha dato a me e alla mia famiglia quattordici anni di amore, era giusto lasciarlo andare.

Essere padroni di un cane significa anche dover prendere decisioni come questa.

Siamo stati con Spider fino a quando non ha chiuso gli occhi, per non lasciarlo solo. Non vogliamo vedere il suo corpo, né le sue ceneri. Vogliamo ricordarlo come un cane vivace, coccolone e ingordo; questo era Spider, non quello che era diventato negli ultimi mesi.

Se c’è un Paradiso per i cani, Spider merita di andarci; se essere un bravo cane vuol dire dare ai padroni tanta gioia, Spider era il migliore.

Ciao, Spider. Corri felice nei prati del Cielo.

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 15/11/2010 in Slice of life

 

Post-Lucca Comics & Games

Quest’anno il Lucca Comics & Games mi ha entusiasmato un po’ meno rispetto alle volte precedenti. Sarà che, alla terza volta che ci vado, comincio a vedere la fiera meno come un grande Paese dei balocchi e più come… un grande Paese dei balocchi, lol. Nel senso che mi sono ritrovato con poca roba da fare e ho finito per annoiarmi in alcuni momenti; aggiungiamo il fatto che quest’anno ho voluto spendere con oculatezza e ho finito col risparmiare soldi (brr!) e il risultato non è proprio eccezionale.

Ma!

Ci sono stati anche momenti positivi. La musica dal vivo non era male, sopratutto i Freeway; il secondo gruppo (quello con la cantante vestita da Stella della Senna per intenderci) non ho ben capito chi fossero, ma anche loro erano bravi. Ho poi giocato un paio di demo molto divertenti: in particolare consiglio a tutti Shock: (coi due punti), un gioco di ruolo masterfull attraverso il quale si creano storie di fantascienza sociale (Blade Runner, l’Io robot originale, Straniero in terra straniera, ecc). Magari ne parlerò in uno dei prossimi articoli.

I miei pochi lettori mi scusino per la lentezza con cui scrivo in questo periodo e, sì: prima o poi lo finisco quel benedetto pezzo su Maria Teresa d’Austria. :-)

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 04/11/2010 in Giochi di ruolo, Slice of life

 

Tag: ,

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: