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Ma come le fanno le localizzazioni?

L’inglese è una lingua che ho sempre amato. È precisa, sintetica, funzionale. Non è ancorata a relitti come il congiuntivo. Puoi inventarti espressioni e parole composte senza sentirti ridicolo. Anche se non è la mia lingua madre (ma ho il mio bel certificato di competenza C1 da qualche parte), mi piace molto usarla e faccio esercizio ogni volta che posso. Inoltre, mi incaponisco quando vedo gente che la massacra o traduce in modo ignorante, non avendo idea di quello a cui si riferiscono le espressioni inglesi o (peggio) avendone idea e traducendo volutamente sbagliato in nome di principi dalla dubbia fondatezza. Il che ci porta all’argomento del post.

Di recente è uscito Il mondo dell’Apocalisse, l’edizione italiana di Apocalypse World, un gioco di ruolo di D. Vincent Baker. Apocalypse World usa un mucchio di espressioni in slang o totalmente inventate, pertanto non è sufficiente tradurre: bisogna localizzare, cioè ritrovare le espressioni nella lingua  in cui tradurre (in questo caso l’italiano) che hanno valore corrispondente a quelle nella lingua da cui si traduce (in questo caso l’inglese). Un esempio a caso di localizzazione è “Fuck off!” tradotto con “Levati dalle palle!”: nell’originale non c’è alcun riferimento ai genitali maschili, ma questa è l’espressione italiana volgare usata per dire sgarbatamente a qualcuno di andarsene. Localizzare è un mestiere difficile, che richiede un’ottima conoscenza di due lingue molto diverse; inutile a dirsi, è una di quelle cose che molto spesso viene fatta male. Nel caso dell’edizione italiana di Apocalypse World, in generale siamo a un livello discreto, con punte di orrore cosmico da far saltare in aria chiunque sulla sedia.

Comunicazione di servizio per troll & flamer: Sono pronto a scommettere che qualcuno di voi sarà preso dalla voglia irresistibile di venire a fare “gne gne pio pio” anche qui. Fate pure. Qui non ci sono amicizie da mantenere, non c’è conflitto di interessi (chessò, quello dato dall’essere contemporaneamente moderatori di un forum e autori della traduzione) e nessuno vi censurerà. Come ho sempre detto, il blog è aperto a ogni forma di critica, anche le più dure; ricordate solo che nessuno difenderà il vostro amor proprio e che, come al solito, le offese ad altri commentatori e quelle non motivate a danno di terzi non sono tollerate.

Copertina dell’edizione americana. Quella italiana è uguale, solo più chiara e col titolo tradotto

Prendiamo le traduzioni dei nomi dei personaggi (potete trovare gli originali qui). Angel è diventato “angelo”, ma questa era facile. Battlebabe (battle significa ovviamente “battaglia” e babe è un’espressione usata per riferirsi a una persona attraente di ambo i sessi) è stato reso con “schianto” e questo mi fa storcere il naso: c’è il significato di babe, ma non quello di battle. Qualcuno, scherzosamente, si riferisce a questo personaggio come bimbattaglia, che in realtà non è così male (l’effetto che fa la parola “bimba” riferita a una che ti punta una .44 Magnum in faccia dà da pensare ^_^), ma è appunto una battuta; io avrei usato Sventola, che è sia un modo abbastanza volgare di apprezzare la bellezza sia un riferimento alla violenza.

Il Brainer è diventato “Strizza cervelli” (staccato, gli dei oscuri sanno perché), che ci sta, mentre il Chopper (capo di una banda di motociclisti assatanati)… è rimasto Chopper. Il che è quantomeno strano: se Battlebabe è diventato Schianto, Chopper non poteva diventare, chessò, Casinista (chopper significa letteralmente “elicottero” e richiama il rumore che fanno le pale) o semplicemente Motociclista o Capobanda? Che senso ha tradurre un’opera lasciando termini a caso in lingua originale? Mah!

Driver è diventato Pilota in italiano. Considerato che il personaggio è un tizio che guida un auto, forse Guidatore sarebbe stato più corretto, ma anche Pilota ci sta; menzione speciale, invece, per il nome della sua mossa principale (le mosse sono cose che i personaggi fanno e che hanno effetti meccanici nel corso del gioco), che da A no shit driver (“Un guidatore/pilota con le palle”) è diventata Proprio un pilota. Eh sì, perché qualcuno avrebbe potuto fare confusione e pensare che fosse un fiorista, con quella jeep chiaramente molto utile per trasportare vasi e piante…

La traduzione ufficiale di Gunlugger (letteralmente “un tizio che si porta dietro delle armi”) è Arsenale, che ci sta. Un po’ meno quella di Hardholder, che è Fortificatore mentre dovrebbe essere qualcosa di simile a Tenutario (grazie a giullina per il suggerimento); in effetti, considerato che una delle opzioni che costui può scegliere per la sua holding (tradotto come “tenuta”) è “la tua tenuta è per lo più tende, tettoie e pareti di legno”, a uno verrebbe a chiedersi cosa c’entrino le fortificazioni. “^_^

Con l’Hocus trasformato in Misticatore cominciano le parole inventate (sul Devoto-Oli 2009 non c’è traccia di questa parola, né di un verbo “misticare”, e cercando su Google si trova solo il nome di un ristorante). Il verbo to hocus significa adulterare, drogare o imbrogliare e il personaggio in questione è una specie di profeta, quindi perché non chiamarlo Ciarlatano? L’Operator è diventato Operatore e va bene, mentre indovinate come hanno tradotto Savyhead (savy significa consapevole, saggio, sapiente)?

“Indovina indovinello, chi traduce col cappello?”

L’hanno tradotto come SAPIENTESTA.

Esatto: hanno tradotto alla lettera una parola composita! Mi ricorda quando, al liceo, si traduceva dal latino o dal greco e si buttavano giù frasi senza senso piuttosto che sforzarsi di trovarne uno. La cosa divertente è che hanno anche provato a giustificare la scelta in questo modo:

Comunque a Vincent [l’autore del gioco, ndbakakura] la faccenda è stata spiegata così:
————————————–
SAVVYHEAD
for this our proposal is “ingegnatore”. It is not a real word but “Ingegno” is your rational intelligence, the one you can put to practical applications. “ingegnatore” sounds like someone who uses ingegno. Also this made up word reminds a bit of “ingegnere” (engineer).
[…]
we just came up with an idea for translating SAVVYHEAD that maybe is better than the previous one I sent.
It could become SAPIENTESTA which is a made up word composed of SAPIENZA (wisdom, erudition, mastery) and TESTA (head).
I liked it so much I wanted to submit it to you.
————————————–

Cioè, hanno sottoposto la traduzione al giudizio di uno che non conosce l’italiano (peraltro usando analogie che non c’entrano nulla, visto che “sapienza” in italiano è diverso da “wisdom” – che non riguarda la conoscenza, ma la capacità di giudizio –  e non c’entra nulla con mastery, che è “padronanza” – anche la radice è simile: il master è il “padrone” di uno schiavo)? Ma LOL.

Savyhead si poteva tradurre benissimo con Ingegnatore (hanno una buona idea e la scartano; mah…), oppure con Sapientone, che in fondo è “uno che ne sa” e richiama il linguaggio da individuo con la licenza elementare che, a giudicare dagli esempi, è tipico di molti abitanti del Mondo dell’Apocalisse. Sapientesta non è una traduzione, ma una dichiarazione di incapacità.

Una testa. Non mi sembra sapiente, però!

Concludiamo la carrellata dei nomi dei personaggi con lo Skinner, letteralmente un tizio che lavora le pelli ma che in AW è un individuo incentrato sui concetti di bellezza e seduzione (per questo tradurre come “schianto” il nome di un tizio incentrato su combattimento e pericolo mi pare un po’ confusionario, ma vabbeh). In italiano è diventato Conciatore, che mi sembra c’entri poco ma, onestamente, non saprei azzardare una traduzione migliore.

Passiamo ad altro, per la precisione a qualcosa che farebbe rabbrividire il Duca. In Apocalypse World è tratteggiato un mondo in cui l’unica cosa che abbonda sono benzina e proiettili, come dimostrato dal fatto che praticamente tutti i personaggi usano armi da fuoco. Nel manuale in inglese, il Gunglugger/Arsenale ha “mg” (machinegun) e “smg” (sub machinegun) nella lista delle armi a sua disposizione; in italiano, questi due sono diventati rispettivamente mitra e mitraglietta.

Ma come? Ma se machine-gun indica un’arma automatica piuttosto pesante e munita di forcella per stabilizzarla, che usa nastri di munizioni da fucile, mentre un mitra (in inglese sub-machine gun) è un fucile automatico alimentato da un caricatore di munizioni da pistola! Il sub- in sub machinegun sta proprio per sub-caliber, un’indicazione del fatto che le cartucce sono più piccole e meno potenti (per ridurre il rinculo) rispetto a quelle di una vera mitragliatrice (machinegun). Lo stesso autore del gioco scrive, in un passaggio del capitolo dedicato all’equipaggiamento:

MG stands for machine gun, of course, and it means a belt-fed
but luggable thing like an M-60.

Il passo è presente anche nella versione italiana:

Mitra significa un’arma trasportabile con munizioni a nastro, come un M-60.

Ora, un M-60 (come sa chiunque si prenda la briga di fare una dannata ricerca su Google per informarsi) è una bestia di questo genere:

10,1 chilogrammi di peso, 1,1 metri di lunghezza; un arnese dannatamente serio

Chiamare mitra un M-60 denota solo ignoranza della peggior specie: quella di chi non sa e non vuole sapere, non si documenta, non ha rispetto per il lettore. Machinegun significa “mitragliatrice” e così va tradotto! E, fra parentesi, “mitraglietta” in inglese si dice machine pistol, espressione che non compare affatto nel manuale in lingua originale. Come a dire: non solo sbagliamo le traduzioni, ce le inventiamo anche. “^_^

Riassumendo: nella lingua dei discendenti dell’Impero romano, machinegun = mitragliatrice e submachine gun = mitra. Nella lingua dei traduttori di AW, machinegun = mitra e submachine gun = mitraglietta. Naturalmente, anche per questa scelta c’è una giustificazione che scatenerebbe lanci di pomodori in qualunque Paese tranne il nostro:

Tradotte letteralmente sarebbero mitragliatrice e mitra. Ma senza aggiungere estese note storiche, è difficile far vedere in un manuale la differenza fra “mitragliatrice” e “mitra”, facendo capire che anche la prima è un arma usabile a mano. La scelta che è stata fatta di usare “Mitra” e “mitraglietta” mi pare quindi una semplice scelta di traduzione, non un errore.  Soprattutto in un gioco che è così “preciso” nella classificazione delle armi da considerare “9 millimetri” la categoria generale delle pistole a caricatore e “revolver calibro 38” la categoria generale delle pistole a tamburo.

Ehm, solo io noto che nella versione originale l’autore usava i termini giusti? È la stessa persona che ha usato “9 millimetri” e “calibro 38” come categorie generali, eh, non sono individui diversi. Se ha fatto queste scelte, una ragione ci sarà stata; perché rispettarne una e ignorare l’altra? Mi sembra che, a voler essere più cattolici del Papa, si abbia finito per diventare induisti. Ma queste affermazioni mi qualificano come un troll, quindi non datemi retta. “^_^

Il mitra Thompson, prima “submachine gun” della storia. Pesava intorno ai 5 kg ed era lungo dagli 850 agli 810 mm, a seconda del modello. Non esattamente una mitraglietta

Sempre a proposito di armi: uno shotgun non è una “doppietta”, dal momento che può avere una sola canna mentre quest’ultima (per definizione) ne ha due. Qualcuno aveva pensato di tradurlo come “fucile da caccia”, ma poi si è reso conto che esisteva già un hunting rifle e ha cambiato idea… Come faccio a saperlo? Perché lo stesso “qualcuno” si è dimenticato di aggiornare la traduzione, col risultato che in alcuni punti shotgun è tradotto come “doppietta”, in altri come “fucile da caccia” (e, ovviamente, quest’ultimo risulta avere due profili molto diversi, dato che a volte corrisponde allo shotgun e altre all’hunting rifle). È una svista che può capitare, ma visto il contesto di incuria in cui viene a trovarsi, non è che il pensiero mi consoli più di tanto. “^_^

I nomi delle “mosse” sono stati tradotti quasi tutti in modo corretto… con la solita eccezione che fa rivoltare le budella. Si tratta della mossa che in inglese si chiama going aggro, dove aggro deriva da aggressive (“aggressivo”; il Cambridge lo definisce ” violent or threatening behaviour, especially between groups of young people“). Il manuale americano descrive così la mossa:

Going aggro means using violence or the threat of violence to
control somebody else’s behavior, without (or before) fighting. If
the character has the drop on her enemy, or if the enemy won’t
fight back, or if the character is making a show of force but isn’t
disposed to really fight, it’s going aggro.

Insomma, si tratta di ciò che in italiano è detto aggredire: l’uso della violenza su chi non può o non vuole difendersi (secondo il Devoto-Oli, “affrontare proditoriamente e con violenza, assalire”). Volendo restare nel gergale, si poteva usare “spacconare” o “spacconeggiare“, che probabilmente non esistono (sul dizionario non ci sono) ma derivano entrambi da “spaccone”, ovvero un tizio che fa il bullo ma non è disposto a mettersi davvero alla prova. Naturalmente, tradurre in questo modo era troppo semplice, così gli addetti ai lavori hanno pensato di utilizzare un termine che non c’entra un tubo: aggrare.

Un termine che probabilmente conosce una persona su mille, visto che un sacco di gente (ragazzini inclusi) non sa cosa siano i MMORPG e crede che l’ultimo Call of Duty e i suoi prequel siano gli unici videogiochi esistenti. Una parola che non è italiana, ma è l’italianizzazione verbalizzata di aggro, ovvero (nel contesto) il comportamento scriptato di quegli oggetti virtuali (i mostri) che aggrediscono i personaggi dei giocatori. Ma sopratutto, una parola che non ha assolutamente il significato di going aggro, dal momento che si riferisce alla provocazione della violenza (il tank del gruppo aggra i mostri per tirarseli addosso e assorbire il loro danno, mentre i DPS li percuotono) e non, come going aggro, al suo uso contro qualcuno che non sta usando la forza. Un pasticcio.

Per concludere, un ultimo dettaglio di lulz. Il manuale contiene numerose illustrazioni che rappresentano personaggi esemplificativi, donne e uomini. In inglese, lingua asessuata, le didascalie sono tutte del tipo “[nome proprio del personaggio] + a/an + [nome della tipologia a cui il personaggio appartiene]”, come in “Keeler, a Gunlugger” o “Uncle, an Hardholder“. In italiano si è usato “[nome proprio del personaggio] + un + [nome al maschile della tipologia a cui il personaggio appartiene]”: “Keeler, un Arsenale” o “Zio, un Fortificatore”. Peccato che Keeler sia una donna, quindi ci si dovrebbe riferire a lei come a “un’Arsenale”. Lo stesso errore (o scelta – indifendibile – che dir si voglia) si ripete in tutte le didascalie, con donne che vengono trattate linguisticamente come se fossero uomini: “Marie, uno strizza cervelli”, “Pesca, un conciatore” (da notare che l’illustrazione mostra quest’uomo a torso nudo, con il seno bene in vista… sigh!). Is it a trap?

È un maschio. Ora potete odiarmi per avervelo detto

Per essere completamente onesto, chiuderò l’articolo dicendo che Il mondo dell’Apocalisse, nonostante gli obbrobri di cui sopra, è un prodotto perfettamente utilizzabile: chi non conosce l’originale avrà solo un paio di momenti “WTF?!”, ma alla fine sarà in grado di capire tutto. Non conviene acquistare l’edizione italiana se avete già quella originale, perché non ci sono contenuti extra e l’unica “revisione” riguarda la distanza a cui è possibile utilizzare le granate. Se il gioco vi manca del tutto e non conoscete bene l’inglese, vi consiglio di comprare questa versione: la qualità del prodotto, adattamento a parte, è ottima.

Excelsior!


 
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Pubblicato da su 12/11/2011 in Giochi di ruolo, Inglese, Rant

 

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