RSS

Archivio mensile:marzo 2013

Ma come le fanno le pubblicità? La campagna Aston Martin

È passato un bel po’ di tempo dall’ultima volta che ho parlato di pubblicità. È ora di rimediare.

used-aston-martin-not-the-first-but-do-you-care

L’ad qui sopra è della Aston Martin. Avete cinque minuti di tempo per indovinare di cosa parla.

 

 

 

 

Automobili usate. Facile, no? Non importa che nell’immagine non ci sia nemmeno l’ombra di un’auto e che chi non conosce l’azienda può non avere la minima idea di quello che fanno (auto di lusso); chiunque, dopo aver visto questa meraviglia su un cartellone stradale, parcheggerebbe in doppia fila per tirar fuori lo smartphone e googlare il nome, no? Mmm, forse no. Personalmente, io credevo che si trattasse di una pubblicità di cucine usate.

Questo è soltanto uno dei gravi problemi di questa pubblicità (e no, non sto parlando e non voglio parlare di sessismo. Qui si fanno discorsi tecnici. Se volete farne di altro genere, fateli altrove). Il secondo è l’assenza di una qualsiasi reason why, cioè di una motivazione per cui il destinatario del messaggio dovrebbe acquistare il prodotto reclamizzato… cosa difficile, del resto, quando non si sa nemmeno qual è il prodotto in questione.

Sherlock Holmes movie image

No shit.

Terzo e ultimo errore grave dell’agenzia pubblicitaria è la scelta del doppio senso a tema sessuale. In primo luogo, l’uso del sesso (in particolare delle donne poco vestite) in pubblicità è talmente diffuso che, ormai, annoia; in secondo luogo, le signorine discinte interessano solo una fetta dei potenziali acquirenti (uomini etero- e bisessuali, donne omo- e bisessuali e alcuni transessuali) che immagino sia intorno alla metà. Ma tanto, di questi tempi, le vendite vanno benissimo e ci si può permettere di escludere buona parte della clientela dai messaggi, no?

La battuta a sfondo erotico è anche carina (in senso puramente intellettuale; non mi pronuncio sul fatto se sia “sessista” o meno, non mi interessa), ma è tutto ciò su cui si basa l’ad. Ok, a parte un discreto paio di natiche.  Mancano un riferimento al prodotto e un motivo per acquistarlo, nonché quel minimo di fantasia necessario a sfruttare, in pubblicità, qualcosa di diverso da una donna seminuda. Siamo nel 2013 e sarebbe anche ora di vedere qualcosa di nuovo, invece dei soliti espedienti delle agenzie per far pagare fior di quattrini ai clienti. Poi ci si lamenta che questi ultimi preferiscono far realizzare gli ad a personale interno che non ha le competenze necessarie; ma tanto, se chi le dovrebbe avere le usa in questo modo…

In compenso, noi qui non facciamo pubblicità, dunque possiamo postare Salma Hayek

In compenso, noi qui non facciamo pubblicità, dunque possiamo postare Salma Hayek

 

P.S. Sì, lo so che vi ho promesso altri articoli. Mea culpa.

 
10 commenti

Pubblicato da su 27/03/2013 in Pubblicità

 

Tag: , , , , ,

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: