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La donna e la spada: guerriere nella fantasy

15 Gen

Dopo il post sulle donne nella fantasy e dopo aver riletto quello (più complesso e articolato) di Steamdoll, mi è venuto in mente di scriverne uno riguardo un sottotipo specifico: quello delle donne guerriere, personaggi che ormai si vedono molto spesso nel mio genere preferito. L’articolo, però, non riguarda tanto i personaggi in sé, quanto la possibilità concreta della loro esistenza; in altre parole, ha senso dire che le donne possono combattere come e meglio degli uomini?

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“Scegli le tue parole con attenzione, blogger…”

La risposta, con tanti saluti al femminismo di bassa lega (quello per cui il culo della Vedova Nera nel poster del film dei Vendicatori è l’oggetto delle discussioni più profonde), è no, salvo eccezioni. Perlomeno, non in un contesto fantasy/medievale e sicuramente non in quello di una società come quella – non per niente mitologica – delle Amazzoni. Non ho informazioni sulle donne nelle forze armate moderne, mentre so per certo che sono una risorsa eccezionale nelle forze dell’ordine (a tal proposito, consiglio di leggere il capitolo di Violence: A Writer’s Guide dedicato al rapporto fra donne ed esercizio della violenza; Miller ne sa).

Diamo cinque minuti alla rappresentanza del girrrrrl power in sala per sfogarsi e poi riprendiamo, via.

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Aaah, le token minorities, che bella cosa! ^_^

Il primo problema riguardo le donne guerriere è di natura biologica. Una donna, in media, è più leggera di un uomo e ha una massa muscolare inferiore; di conseguenza, a parità di addestramento, la sua forza e la sua velocità sono ben lontane da quelle di un “collega” maschio (la velocità dipende dalla forza esplosiva e, dunque, dalla muscolatura; i culturisti si muovono lentamente perché i loro muscoli pompati sono stati costruiti per essere guardati e non usati). Per questo le donne non competono assieme agli uomini nelle arti marziali e negli altri sport “di combattimento” (inclusa la scherma, che di violento non ha più nulla): perderebbero in partenza.

So cosa state pensando: “una donna sveglia e ben addestrata può tenere testa a qualsiasi uomo!” Vi correggo: qualsiasi uomo tranne uno altrettanto sveglio e ben addestrato. A parità di condizioni, l’uomo vince. Questo non significa che una donna non possa combattere contro un uomo e vincere; è solo molto, molto difficile.

Esistono eccezioni (donnoni altissimi e muscolosi), ma si tratta, appunto, di casi rari, non certo sufficienti alla nascita di eserciti o addirittura intere nazioni in cui sono le donne a combattere. A meno che non abbiano dalla loro qualche vantaggio speciale (di cui parlerò fra poco), queste società verrebbero probabilmente soggiogate dopo la loro prima guerra… oppure scomparirebbero. Visto che mandare i riproduttori a morire, dal punto di vista evolutivo, non è proprio una strategia vincente.

La lungimiranza dell'autore fantasy medio ha conseguenze positive quanto l'ottimismo del Dodo

La lungimiranza dell’autore fantasy medio ha la stessa utilità dell’ottimismo del dodo

Supponiamo che ci siano due tribù (esempio mutuato da Miller, con qualche aggiustamento). Nella tribù A sono le donne a combattere; nella B, gli uomini. Immaginiamo che ciascuna di queste due tribù sia composta di 100 individui, metà maschi e metà femmine.

Un giorno, le due tribù si fanno la guerra. In una battaglia sanguinosissima, dei cinquanta uomini e delle cinquanta donne sopravvivono soltanto un individuo per parte, che torna a casa pesto e sanguinante a portare la triste notizia. La tribù A, ora, ha un grosso problema.

L’unico uomo sopravvisuto della tribù B potrebbe, in teoria, mettere incinte tutte e cinquanta le donne, il che risulterebbe in cinquanta nuovi membri nove mesi dopo (dico “in teoria” perché è probabile che alcune donne siano troppo vecchie per avere dei figli, troppo giovani o sterili, e perché non augurerei a nessuno di trascorrere nove mesi in compagnia di cinquanta donne incinte). Ma nella tribù A rimane una sola donna, che nello stesso periodo potrà avere un solo figlio… ed è meglio che non le capiti nulla, che il bambino nasca sano e che lei non muoia di parto. Anche così, è molto probabile che il numero delle morti supererà quello delle nascite negli anni a venire; la tribù è condannata.

Tutto ciò non mi impedirà di chiedere la mano di questa donna

Tutto ciò non mi impedirà di chiedere la mano di questa donna

Questi sono i motivi per cui, nel corso della Storia e ancora oggi, la stragrande maggioranza dei combattenti è costituita da uomini: lo fanno meglio e sono sacrificabili.

Prima ho accennato a delle “eccezioni” che potrebbero rendere più plausibile l’esistenza di donne combattenti. Di cosa si tratta? Principalmente, di due categorie di cose:

  • mezzi soprannaturali che consentono alle combattenti di competere alla pari con avversari maschi senza scrupoli (un uomo che si trattiene, per motivi di cortesia o perché si trova con le mani legate da regole artificiali, è una cosa; uno che vuole ammazzare e stuprare – non necessariamente in quest’ordine – la protagonista, è un’altra);
  • tecnologie (armi, difese, ecc) non disponibili all’avversario tipico.

Nel primo caso potrebbero rientrare droghe e pozioni che suppliscano alla succitata inferiorità muscolare delle donne (un po’ come accade con gli Witcher di Sapkowski, che affrontano i mostri “dopandosi” con misture alchemiche), magia, benedizioni divine e quant’altro; nel secondo, cose come le armi da fuoco (un moschetto è comunque pesante, ma è più facile addestrare una donna al suo utilizzo che a combattere con trenta chili di metallo addosso). Antieroico? Forse. Di sicuro plausibile e rispettoso dell’intelligenza dei lettori, ma soprattutto delle lettrici, che non hanno bisogno di essere prese in giro da scrittori che propongono donne mascolinizzate e mondi impossibili in cui farle muovere.

Provate a pensarci. Quante donne guerriere della fantasy non sono altro che maschi sotto mentite spoglie, che non hanno il ciclo e vanno a letto con un sacco di uomini (per mostrare indipendenza sessuale, immagino) ignorando il fatto che una gravidanza bloccherebbe la loro vita avventurosa per un bel pezzo? Quand’è stata l’ultima volta che avete letto del fabbro della compagnia che protesta perché deve farsi in quattro per forgiare tutto su misura all’unica donna presente, a cui nessuno dei morti ha potuto lasciare in eredità niente del proprio equipaggiamento? Sono d’accordo con Steamdoll quando scrive che “creare un mondo maschilista per far risaltare l’unica eroina che va controcorrente non è una buona soluzione narrativa”, ma aggiungo che anche crearne uno in cui la donna che combatte è trattata (dagli altri personaggi e dallo scrittore stesso) come se fosse un uomo è altrettanto ridicolo.

Picchiera regia del periodo della guerra civile inglese

Picchiera regia del periodo della guerra civile inglese. La mia seconda opzione per il matrimonio

(buona parte delle immagini dell’articolo sono tratte da questa pagina)
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10 commenti

Pubblicato da su 15/01/2013 in Letteratura

 

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10 risposte a “La donna e la spada: guerriere nella fantasy

  1. ladysteamdoll

    19/01/2013 at 6:39 am

    D’accordo dall’inizio alla fine, ma è abbastanza ovvio.
    Personalmente apprezzo la scelta di dare un motivo sovrannaturale o tecnologico, ma potrebbe anche essere evolutivo. Nessuno considera che l’anatomia umana in un romanza fantasy potrebbe essere anche molto diversa, non è un romanzo storico. Perciò mi sta anche bene che Nihal possa essere più veloce dei suoi colleghi maschi in quanto mezzelfo, i veri problemi di Nihal – purtroppo – sono altri.

    Anzi: differenziare le razze di solito è un’ottima idea, e così una donna elfo potrebbe avere ragione di un orco maschio basandosi sulla velocità. Certo, se l’orco maschio per sbaglio la prende la sfonda con una martellata, ma questo è un altro discorso.

    Nel caso dell’all humans chiaramente ci vuole un po’ più di ragionamento. L’incremento delle protagoniste femminili dei fantasy direi che non possa portare nulla di buono, e va di pari passo temo con l’incremento delle scrittrici fantasy femmin(ist)e.

     
    • bakakura

      19/01/2013 at 2:51 pm

      “Anzi: differenziare le razze di solito è un’ottima idea, e così una donna elfo potrebbe avere ragione di un orco maschio basandosi sulla velocità. Certo, se l’orco maschio per sbaglio la prende la sfonda con una martellata, ma questo è un altro discorso.”

      Stavo per obiettare, ma mi è venuto in mente che le ragioni per la velocità superiore della combattente potrebbero risiedere non a livello muscolare, ma neurologico: magari gli elfi hanno un sistema nervoso efficentissimo, che trasmette gli ordini del cervello con un intervallo ridottissimo, mentre gli orchi viaggiano ancora a carbone. Qualche neurologo là fuori può confermare la plausibilità dell’idea?

       
  2. nurades

    20/01/2013 at 7:37 pm

    Le fibre nervose efferenti per le fibre muscolari extrafusali sono di tipo Aα, le più veloci del sistema nervoso. Hanno un diametro massimo di 20 micrometri, sono mielinizzate e trasmettono i potenziali di membrana a una velocità massima di 120 m/s. I neuroni della corteccia motoria trasmettono il piano motorio agli α-motoneuroni del tronco encefalico, i quali scaricano lungo i propri assoni fino alle fibre muscolari bersaglio; a questo punto i muscoli si contraggono e trasmettono informazioni sul proprio stato all’SNC attraverso fibre nervose di tipo Aα e Aγ; queste informazioni vengono confrontate con il piano motorio in azione e portano ad ulteriori scariche efferenti per modulare l’attività motoria. Le fibre Aγ hanno una velocità di conduzione compresa tra 15 e 30 m/s.

    La latenza tra l’encefalo e i muscoli più distali del corpo (dita dei piedi) è quindi, nella peggiore delle ipotesi, un sessantesimo di secondo. L’attività modulatoria sul movimento comincia a metà strada, nelle corna grigie del midollo spinale, quindi è anch’essa molto veloce. Per minimizzare questa latenza si potrebbe immaginare un sistema con fibre nervose più grandi, che diminuiscano la resistenza del conduttore, ma per avere miglioramenti apprezzabili ci vorrebbero nervi troppo grandi. Visto che si parla di narrativa fantastica, potremmo ipotizzare una soluzione più radicale, per esempio nervi fatti di rame o d’oro e ben isolati.

    Questo comunque non porterebbe a un significativo aumento di prestazioni. Anche azzerando la latenza del segnale, il miglioramento in termini di reattività sarebbe minimo. Il sistema nervoso umano non è l’anello debole della catena; eliminare quel sessantesimo di secondo cambierebbe poco. Una specie umanoide con un sistema nervoso ideale che trasmetta gli impulsi alla velocità della luce sarebbe comunque svantaggiata, se avesse una struttura fisica analoga a quella di una donna umana.

    L’altra strada percorribile (a livello nervoso) sarebbe quella di un’innervazione muscolare che garantisca maggiore forza e potenza, come avviene con le grandi scimmie antropomorfe. Donne fortissime. Un simile sistema nervoso è incompatibile con le capacità motorie di manipolazione fine che ci rendono in grado di utilizzare le armi con efficienza, ma in fondo la natura è piena di esempi di animali che fanno cose a prima vista impossibili. Suppongo che possa esistere un sistema per fare un uomo che sia contemporaneamente abile come un essere umano e forte come uno scimpanzé. Una donna di questa specie sarebbe però un archetipo tutto diverso dalla dolce fanciulla elfica che sconfigge gli uomini in virtù della sua velocità fulminea. Sarebbe una trollbabe che strappa le braccia degli avversari a mani nude :D. Ecco, lei sì che potrebbe fare a pezzi (letteralmente) i suoi nemici maschi senza problemi.
    Altrimenti la dura realtà rimane quella che hai descritto nell’articolo, Bakakura. Nella specie umana la femmina ha capacità di combattimento infinitamente inferiori a quelle del maschio, persino quando i due sono di pari peso. Su questo la velocità di conduzione delle fibre nervose può far poco e niente.

     
    • bakakura

      20/01/2013 at 7:40 pm

      Grazie mille per le informazioni! E complimenti per la citazione di Trollbabe :D

       
  3. cassiana

    22/01/2013 at 12:22 pm

    C’è un’ampia letteratura sulla plausibilità delle donne guerriero e in linea di massima sono d’accordo con te. Però non è totalmente impossibile che una donna possa guadagnarsi da vivere combattendo se lo scrittore sa fare il suo mestiere e rende plausibile la cosa. E non sto parlando delle pupe col bikini di bronzo tanto care a un certo tipo di fantasy. Mi vengono alla mente per esempio le Rinunciatarie (o libere amazzoni) di Marion Zimmer Bradley che a parte qualche eccezione non sono donne diverse dalle altre eppure sanno benissimo difendersi da sè. Perchè se è vero che tra due grandi eserciti probabilmente un esercito di sole donne avrebbe la peggio forse in singolar tenzone una donna ben allenata e molto abile potrebbe anche avere la meglio. Poi non voglio farmi alfiera del femminismo a tutti i costi ma penso che come categoria la donna guerriero pur con tutte le limitazioni del caso non sia un’idea troppo peregrina. A questo proposito Davide Mana ha scritto un paio di articoli molto interessanti! Ti lascio il link se vuoi approfondire! http://ilfuturotornato.com/2012/10/02/breve-storia-ed-evoluzione-del-bikini-di-bronzo-parte-prima/
    http://ilfuturotornato.com/2012/10/03/breve-storia-e-evoluzione-del-bikini-di-bronzo-parte-seconda/

     
    • bakakura

      22/01/2013 at 1:30 pm

      Il ciclo di Darkover è nella lista dei libri che vorrei leggere, ma purtroppo ho letto solo i primi due romanzi, in cui questo argomento non è molto ben trattato :-( Rimedierò, comunque.

      I link sono davvero interessanti; grazie!

       
  4. F.A.

    12/02/2013 at 5:46 pm

    Ciao, scusate, ma trovo tutta questa faccend, a un po’ ridicola e maschilista. Scomodare addirittura antropologia e neurobiologia (peraltro con cognizione di causa, per carità) per giustificare o meno la credibilità dei personaggi donna nella fiction fantasy. Sottolineo: Credibilità. Fiction. Fantasy.
    La credibilità di un elemento in una narrazione ha POCHISSIMO a che fare con l’effettiva realtà del mondo fisico. Mi spiego, stiamo parlando di:
    1) Credibilità: è diversa dalla realtà, tanto è vero che certe realtà fisiche sono completamente controituitive (es. teoria della relatività).
    2) Fiction: parliamo di una narrazione, di storie
    3) Fantasy: genere narrativo
    Insomma: la credibilità di un elemento fantasy ha molto più a che fare con concetti come il “canone” del genere, la coerenza di un universo narrativo, la sua adattabilità a contributi diversi etc… Chiamare in causa antropologia o altri elementi fisici reali ha più a che fare col modo di approcciarsi al genere di chi lo fa che col genere stesso (presumo un’attitudine molto “simulativa”, attenta a dettagli, “regolamenti”, etc…). Insomma: una donna guerriero o una legione di donne sono tranquillamente inscrivibili in un’universo fantasy, (es: i draghi non sono molto reali né ubbidiscono in senso stretto alla fisica, ma toh, eccoli). Tutto dipende dalla non sospensione dell’incredulità: in un’universo di finzione dato, l’autore\i parte da certe “regole” (che possono o meno ottemperare, essere più o meno simili a quelle del mondo reale) e su esse costruisce. Se un nuovo elemento viola queste premesse sarà facilmente giudicato estraneo. Se un elemento viola i canoni del genere idem. Per fare un esempio: medieval fantasy: spade laser? Niet. Gente che vola? Si, ma a che condizioni (usa la magia? ok, perchè la amgia è ottemperata. vola e basta di suo? No). Insomma, la giustificabilità di un elemento dipende da come l’universo finzionale è costruito (anche da come se ne appropriano e lo rielaborano i fans, volendo).

    Insomma: non considerare credibile la presenza di donne guerriero e\o società guerriere matriarcali in un dato universo fantasy (sarebbe meglio specificare quale e non buttaral sul fantasy tout court, è come dire: la presenza di “indios nel noir”) è legittimo, ma le ragioni hanno a che fare con la vostra senibilità\modo di concepire il genere fantasy\capacità immaginativa\livello di sospensione dell’incredulità che con giutificazioni scientifico-tecniche. Provate a capire perchè non vi piace l’idea di donne-guerriero nella fiction fantasy partendo dalla fiction fantasy e non nascondetevi dietro il dito dello spiegozzo tecnico.

    Buon proseguimento

    Filippo
    PS: già, non sono una donna.

     
    • BlackKnight

      11/03/2013 at 10:08 am

      Probabilmente quello che non piace delle donne guerriere è che siano più abili degli uomini NONOSTANTE non ci sia nessun valido motivo per cui dovrebbero esserlo. E’ inutile nascondersi dietro ad accuse di maschilismo (non che sia il tuo caso): le donne sono più deboli, fisicamente, degli uomini. Io non sono un soldato ne sono addestrato in alcun modo, quindi se una donna di ottanta chili, maestra di arti marziali, decide di picchiarmi, soppongo di non poter fare nulla per impedirglielo.
      Ne ho alcun dubbio che una guerriera medievale armata di spada e corazza di acciaio possa aver facilmente ragione di un’intero villaggio. Ma questi sono casi di donna addestrata contro uomini non addestrati. A parità di addestramento, secondo logica, la donna perde.
      Quindi Nihal non è fastidiosa perchè combatte bene, no: è fastidiosa perchè combatte MEGLIO del 90% degli uomini, nonostante sia più piccola e debole. Tra l’altro è in grado di avere ragione, dopo un mese scarso di addestramento saltuario, su dieci apprendisti Cavalieri dei Draghi (i migliori guerrieri del mondo, eh, mica fuffole), di cui uno è pure un mercenario professionista che avrà dieci anni di guerra alle spalle e che combatte con la frusta, arma che non ha mai visto e non sa contrastare!
      Brianne di Tarth (scusate se sbaglio il nome) è una guerriera del Trono di Spade. Ma è descritta come una donnona dalle spalle larghe, muscolosa e massiccia, non è una modella con la quarta che indossa un’armatura che lascia in bella vista la scollatura, e DI SICURO non vince perchè è “agile e veloce”, ma perchè è abile e forte come un uomo (parecchi personaggi infatti la scambiano per tale). Questo è realismo. Brianne è una vera guerriera, e non da fastidio a nessuno che sconfigga mercenari a destra e sinistra. Nihal e compagnia invece sono irrelistiche e fasulle al massimo, e stanno sulle palle a tutti. Questa è la realtà.

       
      • bakakura

        11/03/2013 at 12:10 pm

        Grazie per il commento! Tutto ciò mi ricorda che devo finire il prossimo articolo sulle donne guerriere… “^_^

         
  5. Ivana

    03/07/2016 at 12:05 am

    Scusami, la domanda che ti sto facendo non è per commentare ciò che hai scritto, cmq, vorrei sapere se possibile, chi è l autore della p,rima immagine della donna guerriera a calvallo… grrrassiee :)

     

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