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Archivio mensile:settembre 2012

Catene di Sant’Antonio

Raccogliendo la sfida lanciata dalla mia bambola meccanica preferita qui, vi racconto…

Undici cose di me 

(di cui a nessuno importa)

– L’ultima volta che ho pianto è stato il 15 novembre del 2010, quando è morto il mio cane. Non ho pianto quando è morto mio padre, il che immagino faccia di me un pessimo essere umano.

– Adoro le caramelle, in particolare quelle gommose; di recente ho scoperto i jelly bean, di cui vado pazzo. Sono capace di mangiarmi come niente mezzo chilo di dolciumi.

– Gioco di ruolo da circa quattordici anni. Ho cominciato con D&D, Cyberpunk, Vampiri e altri giochi tradizionali, ma negli ultimi anni mi sono appassionato ai giochi di nuova generazione: Cani nella VignaPolarisRavendeath e simili.

– Un’altra mia grande passione sono i videogiochi. Il mio preferito in assoluto è League of Legends, per colpa del quale ho perso innumerevoli ore di vita e nonvogliosaperequanti euro per l’acquisto di contenuti aggiuntivi.

– Sono terribilmente asociale, del tipo che faccio finta di non vedere le vecchie conoscenze quando le incontro per strada. Fanno eccezione alcune persone, che sono abbastanza lieto di rivedere da spingermi a vincere questa bizzarra abitudine.

– Nonostante sia pacifista, mi sono fatto attaccare dal Duca la passione per le armi da fuoco. Continuo a ripetere, a me stesso e agli altri, che si tratta di semplice documentazione.

– Su internet tendo a essere una pessima persona. Dal vivo sono molto più mansueto. Sul serio.

– Sono andato in palestra per circa sette anni, dal secondo anno delle superiori fino alla laurea triennale (mi pare; sono un po’ confuso su quando abbia iniziato). Due anni dopo aver smesso di fare attività fisica, mi sono venute due ernie discali. Ma che culo.

– Credo che il rispetto vada meritato e non dato per scontato. Cortesia e gentilezza sono cose buone e giuste, ma le opinioni non sono tutte uguali e non sempre un’idea vale quanto un’altra.

– Fino a un paio di mesi fa, non avevo mai cucinato nulla di più elaborato di un uovo sodo, e anche quello piuttosto raramente. Negli ultimi tempi, anche per via della dieta che sto seguendo, mi sono avvicinato ai fornelli e devo dire che trovo la cucina abbastanza divertente. Se solo non bisognasse pulire dopo!

– Dal vivo, ho la tendenza a essere volgare. Molto. Mi identifico parecchio in questa striscia del mitico Eriadan, per dire. Questo non significa che vada in giro a insultare persone a casaccio, ma di sicuro non sono un’educanda.

Tutte cose interessanti, nevvero?

Ciò detto, passo a rispondere alle…

Domande di Steamdoll

1) A quale fatto storico avresti voluto assistere?

La battaglia di Waterloo, giusto per capire di chi è stata la colpa.

2) Di quale invenzione vorresti essere stato il creatore?

Il cristianesimo conta come invenzione? (lol) Se la risposta è “no”, direi Google.

3) Quale personaggio di libro o fumetto vorresti essere?

L’Uomo Ragno, il più umano dei supereroi.

4) Quale specie condanneresti all’estinzione potendo giocare a Madre Natura?

Nessuna: poi mi toccherebbe riequilibrare interi ecosistemi e non ne avrei la minima voglia.

5) A quale personaggio storico avresti mai giurato assoluta lealtà?

Gandhi, per il semplice motivo che, sentendomi giurare, si sarebbe fatto una risata e mi avrebbe invitato a bere un the.

6) Qual è il deus ex machina che ritenete più fastidioso nella storia della letteratura?

Tom Bombadil ne Il Signore degli Anelli.

7) Vegetariano o carnivoro?

Carnivoro. Ho molti vizi, ma il vegetarianesimo non rientra fra questi.

8) Qual è il motivo migliore per cui scatenare una guerra?

L’opportunità di guadagnare qualcosa per il proprio Paese a scapito di un altro Paese. Le guerre basate su principi morali, se mai sono esistite davvero, sono altrettanto sanguinose e non hanno mai portato a niente.

9) Warhammer o World of Warcraft?

Warhammer, purché le miniature me le monti e dipinga qualcun altro.

10) Selezione naturale, eugenetica o accanimento terapeutico?

Eugenetica, nel senso di “facciamo il possibile affinché i nostri figli nascano sani” (e non “con gli occhi blu”). Considererei un mostro chiunque, pur avendo a disposizione tecniche sicure ed efficaci per garantire al proprio bambino una vita sana, scegliesse di non farlo.

11) Il modo più truce che immagini per uccidere qualcuno qual è?

Aprire il ventre del malcapitato, tagliare l’intestino verso il fondo, inchiodarlo a un albero e costringere il poveretto a camminare in cerchio fino a quando non si è srotolato del tutto.

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Il gioco non finisce qui, chiaramente. Riporto le regole, stabilite dallo Psicopompo:

Vanno elencati undici fatti su noi stessi, si risponde alle undici domande formulate dai blogger che ti hanno coinvolto, e si designa qualche altro per rispondere alle nostre.

In pratica, una catena senza fine che durerà fino alla fine dei secoli.

Ecco dunque le mie undici domande:

1) Se potessi trascorrere 24 ore in compagnia di un personaggio immaginario, chi sceglieresti e cosa ci faresti?

2) Qual è il tuo genere letterario preferito?

3) Se potessi cancellare un evento storico qualsiasi, quale cancelleresti?

4) Preferisci i cani o i gatti?

5) Leggi fumetti? Se si, quali?

6) Hai una credenza magica che ti fornisce scorte infinite di un dato cibo. Cosa contiene?

7) Qual è il lavoro dei tuoi sogni?

8) Ebook o carta stampata?

9) La prima figuraccia (tua) che ti viene in mente?

10) Cosa non cambieresti mai di te, per nessuna ragione al mondo?

11) Qual è l’acquisto più stupido che hai fatto nel corso del 2012?

Le vittime designate sono:

Amnell

Crysalis

Mattia Nicchio

Wherehare

Enjoy.

(random song is random)
 
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Pubblicato da su 26/09/2012 in Slice of life

 

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La scheda del personaggio di Kron (per il gioco degli eroi Marvel)!

Di recente ho provato il Marvel Heroic Roleplaying Game, gioco di ruolo che riproduce le gesta degli eroi Marvel. Consiglio a tutti di comprarlo: è molto divertente, costa solo 15 euro ed è scritto in un inglese semplice, alla portata di tutti o quasi. Si basa sul principio di prendere i personaggi Marvel e farli propri attraverso un sistema di gioco che consente di personalizzarli pur partendo da una base solida.

Su vari siti e blog, un sacco di gente si è messa a creare datafile (le “schede” dei personaggi) di eroi non solo Marvel, ma anche DC e chi più ne ha più ne metta, inclusi Mercer ed Heller della serie di videogiochi Prototype e zio Paperone (!!!). Armato di questa consapevolezza, mi sono messo a creare il datafile di Kron e questo è il risultato.

Precisazione numero 1: Sì, quella è una ragazza. Non ho immagini di Kron, perché non so disegnare e non sono riuscito a trovare un’illustrazione corrispondente alla mia visione del personaggio. Questa, che ho trovato qui, gli somiglia abbastanza da poter essere sua sorella; giusto il naso, forse, è un tantino troppo importante.

Precisazione numero 2: La traduzione è personale, non esistendone una ufficiale. Non mi ci sono rotto la testa sopra, ma è comunque decente. Ho lasciato i termini “solo”, “buddy” e “team” come in originale perché la traduzione sballava il template (opera, come indicato, di Brian Liberge). La sigla di Plot Point è rimasta PP a causa della mia pigrizia.

Precisazione numer 3: Questo è Kron come appare all’inizio del racconto omonimo (che trovate nell’Archivio, per gli smemorati). Avevo pensato di assegnargli una Pietra Miliare relativa al desiderio di rivalsa, ma volevo renderlo un personaggio giocabile anche fuori contesto; se la cosa vi disturba, fate finta che nella storia abbia preso una milestone fra quelle dell’Evento.

Per chi non conosce il gioco: quelle figure coi numeri dentro rappresentano dei dadi (la cifra è il numero delle facce). I personaggi hanno a loro disposizione dadi che hanno fra sei e dodici facce; maggiore la dimensione del dado, più efficace esso è in gioco. I dadi si tirano sempre in gruppi (o pool), composti come segue: 1 dado per l’affiliazione, 1 eventuale dato per un Tratto (a otto facce se il tratto è d’aiuto, a quattro facce se ostacola), 1 eventuale dado per un potere applicabile, 1 eventuale dado per una Specialità applicabile. Anche il Master, chiamato “Osservatore”, ha i suoi dadi, che tira (allo scoperto) contro quelli del giocatore. Chi ottiene il risultato migliore con la somma di due dei propri dadi, vince. Non vi sto a spiegare il resto, ma la base è questa.

Mi interessa molto ricevere impressioni e pareri, soprattutto da chi conosce il gioco. :-)

 
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Pubblicato da su 24/09/2012 in Giochi di ruolo

 

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Il Kindle si illumina d’immenso

Forse qualcuno non lo sa ancora, ma entro breve arriveranno due nuovi Kindle: la nuova versione del Kindle “base” e il Kindle Paperwhite, le cui grandi innovazioni consistono nel contrasto altissimo e nello schermo illuminato (ma non retroilluminato; ora vi spiego). Il primo sarà disponibile in Italia dalla settimana prossima; il secondo arriverà negli USA a ottobre.

Il nuovo Kindle “base”

La nuova versione entry level del Kindle è molto simile a quella attuale, con alcuni miglioramenti: caratteri più definiti, refresh più rapido, ecc. E poi è nero, cosa che non fa mai schifo. Sempre e comunque un buon acquisto, a cui sto pensando seriamente (l’Odissey è carino, però non si possono fare ricerche nel testo e la cosa è pesante), ma nulla di rivoluzionario. La vera novità è il Kindle Paperwhite.

Kindle Paperwhite

La prima caratteristica importante di questo nuovo modello di e-reader è il contrasto: bianchi bianchissimi e neri nerissimi (anche se ho il sospetto che le immagini siano state manipolate per farlo sembrare molto migliore dei Kindle vecchi, che in foto sembrano avere più “grigio di sfondo” di quanto non abbiano nella realtà). A giudicare dai video che ho visto, anche la velocità di cambio pagina sembra ottima.

Il Kindle Paperlight ha un’altra caratteristica che lo differenzia dalla maggior parte degli e-reader: una luce integrata che, a differenza degli schermi LCD, non viene emessa dallo schermo, ma riflessa da quest’ultimo. A sentire Amazon, dovrebbe essere equivalente alla luce ambientale e non dare fastidio agli occhi. In ogni caso, è possibile regolarla o spegnerla; tenendola accesa, l’autonomia del dispositivo è di otto settimane (immagino sia una stima ottimista, ma anche se fossero 5-6 non sarebbe male). Potenzialmente, un’ottima cosa.

Purtroppo, il Kindle Paperwhite ha un difetto abbastanza grave, almeno per me: come il Kindle Touch, non ha i pulsanti per girare pagina. Tutti viene fatto tramite il touchscreen, il che implica ditate ovunque o l’uso di un pennino apposito (molto scomodo qualora si voglia leggere a letto e, in ogni caso, assai meno semplice e funzionale dei pulsanti ambidestri del Kindle “normale”). Certo, il touchscreen ha diversi vantaggi… ma con quei maledetti pulsanti, il Paperwhite sarebbe stato per me un acquisto assicurato. Ora come ora, sono indeciso: l’idea di rinunciare ai tasti mi dà fastidio, ma il Paperwhite sembra davvero un ottimo prodotto. Mah.

 
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Pubblicato da su 08/09/2012 in ebook

 

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