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Ai miei tempi…

28 Mag

Quando ero giovane io, gli eroi erano ragazzi del posto: gli uomini si allenavano nel combattimento o studiavano la magia, le donne imparavano l’uso dell’arco e a disattivare le trappole, perché non si sa mai cosa rischi di trovare quando vai a cena in casa dell’odiato cuginetto. Ora, con tutti questi immigrati, non ci si capisce più niente: fra uomini coi mutandoni di pelo – e l’armatura dove sarebbe? -, donne che si vantano di saper usare bene le mani – un po’ di dignità, insomma – e negroni strafatti, sembra di essere al circo.

Quando ero giovane io, c’era un solo diavolaccio grosso da ammazzare e avevi finito. Non dovevi fargli fuori i fratelli, i cugini e tutta la famiglia estesa, per non parlare della servitù. Un paio di colpi e potevi andare a farti una birra. Oggi devi essere pronto a intervenire ventiquattrore su ventiquattro, perché non si sa mai se il coso che hai fatto fuori aveva un’amante e una nidiata di figli illegittimi tentacolati.

Vogliamo parlare delle donne? Quando ero giovane io, sapevano stare al loro posto; al massimo si dedicavano ai lavori di fino, come il tiro con l’arco e lo scassinare serrature. Oggi le vedi girare con spadoni pesanti quanto loro e ti chiedi che fine abbia fatto il buon senso. E come sono vestite! Ai miei tempi… d’accordo, ai miei tempi erano vestite allo stesso modo.

E le armi? Ai miei tempi si usava roba seria: spade, asce, mazze. Solido artigianato europeo. Ora si vede gente armata con la peggio roba made in china, dai coltelli “cerimoniali” che si romperebbero a tagliare il pane a dei tirapugni buoni solo in un vicolo buio di notte. E vogliamo parlare del look? Ai miei tempi, io giravo così:

Quanta gente vedete, oggi, indossare le care vecchie canottiere borchiate, la piastra proteggipacco e le indispensabili scarpe spaiate? Nessuno: fanno tutti i fighetti, indossano completini all’ultima moda e si stupiscono perché tutti li prendono in giro. D’accordo, spaccare crani di demoni è un lavoro sporco, ma vestirsi da froci non lo rende meno sporco.

I luoghi di lavoro, poi, ai miei tempi erano completamente diversi. Per dirla in parole povere, entravi in un buco e ne uscivi a fine giornata. Oggi ti tocca viaggiare per mezzo mondo e guadagni a malapena il necessario per mantenere l’equipaggiamento e quei parassiti che ti circondano, perché adesso ti tocca anche pagare le migliorie della bottega del fabbro – mica come ai miei tempi, dove gli artigiani avevano perlomeno la dignità di mantenere il proprio negozio da soli, coi soldi che gli davi in cambio dei loro servigi.  Che roba!

Sono tempi duri per gli eroi seri, questi, dico io. La gente non prende più sul serio la professione, pensano che sia un passatempo fra i tanti invece che un lavoro serio. Se andiamo avanti così, il mondo perirà presto.

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3 commenti

Pubblicato da su 28/05/2012 in Rant, Videogiochi

 

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3 risposte a “Ai miei tempi…

  1. PlatinumV

    29/05/2012 at 8:47 am

    La “canottiera borchiata” è impagabile! :-D
    V

     
  2. Fannes

    29/05/2012 at 10:06 am

    Ma poi ai miei tempi andavi al negozio solo per sentirti dire “wao! uacchenaidu forya?”, e poi compravi solo per cortesia! :D

     
    • bakakura

      29/05/2012 at 12:31 pm

      Questa cosa avrà un seguito, mi vengono in mente un sacco di idee nuove XD

       

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