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Archivio mensile:maggio 2012

Gente che cerca VIII

Era da un po’ che non postavo le chiavi di ricerca più assurde con cui la gente arriva su questo blog; per farmi perdonare, eccone una carrellata. ^_^

Non mancano, naturalmente, i soliti pervertiti, con chiavi di ricerca del tipo…

gnocca tedesca

gnocche nude

lesbice (sic!)

14 year old girl red hair piercing

gratis gift gnocca

cercasi culo

salvaschermo donne nude

fighe more

uomini muscolosi con la pistola
gnokko
maschione

C’è poi qualche amante del culturismo…

best male body

donne muscolose forza e potenza nelle braccia

C’è poi qualcuno che di donne (e di inglese) ne sa proprio poco…

female significato italiano

E, forse, una ragazza un po’ insicura di sé:

una ragazza bassa può essere bella

La risposta è: certo che sì ^_^
Qualcuno, amante delle torte a tema, ne cerca una ispirata alla carrozzeria della propria auto:

torta compleanno de mia fiancata

Qualcuno ha cercato:

quanto costa tradurre in inglese un libro di 300 pagine?

La risposta: svariate migliaia di euro. Se non avete i soldi, non chiedete. “^_^
Non mancano le chiavi di ricerva “WTF Google?!”, come…

geometria carcassa riduttore

simboli beowulf

Qualcuno si è reso conto di una grande verità:

lavorare gratis non è umiltà

Qualcun altro è arrivato fin qui con una ricerca in ideogrammi, e io mi domando come abbia fatto O_o

甲冑 少女

Qualcuno si pone una domanda…

lavorereste per un blog

… la risposta alla quale è sempre la stessa: se mi pagano in modo equo, sì. ^_^

Per questa volta è tutto; alla prossima! :-)

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Pubblicato da su 30/05/2012 in Comunicazioni di servizio

 

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Ai miei tempi…

Quando ero giovane io, gli eroi erano ragazzi del posto: gli uomini si allenavano nel combattimento o studiavano la magia, le donne imparavano l’uso dell’arco e a disattivare le trappole, perché non si sa mai cosa rischi di trovare quando vai a cena in casa dell’odiato cuginetto. Ora, con tutti questi immigrati, non ci si capisce più niente: fra uomini coi mutandoni di pelo – e l’armatura dove sarebbe? -, donne che si vantano di saper usare bene le mani – un po’ di dignità, insomma – e negroni strafatti, sembra di essere al circo.

Quando ero giovane io, c’era un solo diavolaccio grosso da ammazzare e avevi finito. Non dovevi fargli fuori i fratelli, i cugini e tutta la famiglia estesa, per non parlare della servitù. Un paio di colpi e potevi andare a farti una birra. Oggi devi essere pronto a intervenire ventiquattrore su ventiquattro, perché non si sa mai se il coso che hai fatto fuori aveva un’amante e una nidiata di figli illegittimi tentacolati.

Vogliamo parlare delle donne? Quando ero giovane io, sapevano stare al loro posto; al massimo si dedicavano ai lavori di fino, come il tiro con l’arco e lo scassinare serrature. Oggi le vedi girare con spadoni pesanti quanto loro e ti chiedi che fine abbia fatto il buon senso. E come sono vestite! Ai miei tempi… d’accordo, ai miei tempi erano vestite allo stesso modo.

E le armi? Ai miei tempi si usava roba seria: spade, asce, mazze. Solido artigianato europeo. Ora si vede gente armata con la peggio roba made in china, dai coltelli “cerimoniali” che si romperebbero a tagliare il pane a dei tirapugni buoni solo in un vicolo buio di notte. E vogliamo parlare del look? Ai miei tempi, io giravo così:

Quanta gente vedete, oggi, indossare le care vecchie canottiere borchiate, la piastra proteggipacco e le indispensabili scarpe spaiate? Nessuno: fanno tutti i fighetti, indossano completini all’ultima moda e si stupiscono perché tutti li prendono in giro. D’accordo, spaccare crani di demoni è un lavoro sporco, ma vestirsi da froci non lo rende meno sporco.

I luoghi di lavoro, poi, ai miei tempi erano completamente diversi. Per dirla in parole povere, entravi in un buco e ne uscivi a fine giornata. Oggi ti tocca viaggiare per mezzo mondo e guadagni a malapena il necessario per mantenere l’equipaggiamento e quei parassiti che ti circondano, perché adesso ti tocca anche pagare le migliorie della bottega del fabbro – mica come ai miei tempi, dove gli artigiani avevano perlomeno la dignità di mantenere il proprio negozio da soli, coi soldi che gli davi in cambio dei loro servigi.  Che roba!

Sono tempi duri per gli eroi seri, questi, dico io. La gente non prende più sul serio la professione, pensano che sia un passatempo fra i tanti invece che un lavoro serio. Se andiamo avanti così, il mondo perirà presto.

 
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Pubblicato da su 28/05/2012 in Rant, Videogiochi

 

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Sul valore dell’editing in Italia

Fra i romanzi candidati al Progetto Valinor c’è stato anche Sentieri di luce, sentieri d’ombra di Flavio Graser. Dopo averlo letto, pur avendo deciso di non recensirlo in quanto carente dal punto di vista stilistico, ho mandato una mail all’autore dicendogli che era il più interessante fra quelli che avevo (e, aggiungo, ho) ricevuto e che, con un buon editing, avrebbe potuto fare una discreta figura. La risposta di Flavio, che quest’ultimo mi ha autorizzato a pubblicare, mi ha lasciato di stucco: non solo il romanzo era stato editato, ma l’editor a cui lui si è rivolto ha anche voluto essere pagato per un lavoro molto scadente! Ecco la storia come me l’ha raccontata lui:

A marzo 2010 stavo compilando l’elenco degli editori a cui
sottoporre il manoscritto, ma dopo aver scoperto che molti di quelli
che avevo in mente (tipo la Fanucci, come sempre si tenta di volare
all’alto, all’inizio) non accettavano, di fatto, nulla dagli
esordienti ho deciso di avvalermi dei servigi di un’agenzia
letteraria.

Spulciando il relativo forum su Writer’s Dream ne ho trovato uno che
mi sembrava adatto: ottimi feedback, aveva risposto con chiarezza a
domande poste dagli iscritti al forum, ecc.

Chiamiamolo signor K, come nei romanzi di Kafka (giusto perchè non
voglio entrare in polemiche con lui, quel che è stato è stato).

Guardo il suo sito e vedo che ha un portfolio di autori pubblicati con
piccole e medie case editrici (la Leone Editore, ad esempio) e che si
occupa anche di editing e attività connesse. Lo contatto e mi chiede
36€ per la lettura del testo, e viste le cifre che avevo sentito per
colossi del tipo Grandi&Associati mi è sembrata una richiesta onesta
(parliamo di 450 cartella, alla fine).

Gli invio il testo in pdf e dopo una decina di giorni (mi pare) mi
risponde con un’analisi del testo assolutamente seria: generi, punti
di forza, punti deboli… cose così, rilevando anche difetti di cui
ero già conscio, quindi fino a questo momento niente da dire, impatto
molto positivo e serio.

K mi propone di rappresentarmi e di inviare il testo alle case
editrici e mi consiglia, prima, di fare l’editing (non obbligatorio).
Visto il numero delle cartelle mi spara una cifra di poco sopra ai
1000€ (e, di nuovo vedendo i prezzi dell’editing offerto da siti più o
meno famosi, WD in primis, era addirittura economico).

Ci penso e decido di fare l’investimento (lo vedevo così). Visto che K
è occupato fino a giugno voliamo di tre mesi e poi si inizia: legge il
testo e mi rimanda un .doc con tutte le segnalazioni evidenziate
(ripetizioni, snellimento di alcune parti, punti da riscrivere,
eccetera). Sistemo e rimando, lui effettua un secondo giro e io faccio
lo stesso.

A fine agosto mi arriva il testo finale, ma dentro ci trovo ancora
sezioni evidenziate ed errori (alcuni dovuti all’editing, tipo
sostituzioni di testo errate). Mi incazzo come una biscia (scusa il
francesismo) e K mi dice che ha fatto fare la revisione a un
collaboratore (e all’inizio diceva che se ne sarebbe occupato lui, ma
lasciamo perdere) poco capace, si riprende il testo e nell’arco di
qualche giorno mi arriva a posto (in teoria, ma ovviamente non l’ho
riletto tutto!)

Sembra di essere nel mercato immobiliare o in quello dei servizi mensa: chi riceve l’incarico lo subappalta a un altro e il risultato è uno schifo. Solo che qui non si tratta di truffare lo Stato, impersonale e ladro, ma una persona volenterosa (quanti autori italiani sono disposti ad ammettere le proprie mancanze e a pagare un editor per correggerle?) che ha dato fiducia a chi non se la meritava. E non è finita qui…

“Sento puzza di deiezioni solide… strano, eh?”

Sorvoliamo sull’invio dei manoscritti agli editori e andiamo avanti di
un anno circa, quando cioè ho deciso di autopubblicarmi a causa dei
responsi negativi ma privi di motivazione (scritto male? editato
peggio? poco originale? Sorvoliamo anche qui…). Ho chiuso i rapporti
con il signor K e mi sono messo a rivedere il testo (e a farlo leggere
ad alcuni volontari per scovare eventuali refusi), e qui la sorpresa:
errori ovunque, pezzi di frase mancanti eccetera eccetera, i residui
cioè dell’ultima revisione di fine agosto.

Mille euro per 450 cartelle sono un ottimo prezzo, se il lavoro è svolto come si deve; peccato che l’editor abbia lasciato perle di questo genere:

«Tranquillo, nonostante la corporatura esile non mi stanco facilmente.»

Un chiaro esempio di dialogo scorrevole e, soprattutto, naturale. Suona fasullo a un miglio di distanza e qualunque editor l’avrebbe segnalato e corretto; il signor K, invece, l’ha fatto passare.

«Hai ripreso i nostri documenti?»

«Certo, ecco qui il tuo», rispondo porgendole il passaporto.

A parte la virgola fuori dai caporali (che a me, personalmente, non piace), qui c’è un grossolano errore di contenuto: la storia si svolge negli anni Duemila e i protagonisti viaggiano dall’Austria all’Italia. Entrambi i paesi fanno parte dell’Unione Europea, dunque per attraversare la frontiera non è richiesto il passaporto.

Ci sono poi i momenti di riflessione sull’Universo che qualunque editor capace avrebbe suggerito di modificare o tagliare, come questo:

Chissà, magari non siamo altro che questo: un formicaio che un dio impazzito disturba ogni tanto per vedere come ci comportiamo.

Oppure gli immancabili dialoghi didascalici:

«È un monumento dedicato al traforo del Frejus, un tunnel ferroviario che collega l’Italia con la Francia. È stato realizzato nella seconda metà dell’Ottocento, ma non ricordo l’anno esatto. La piramide che vedi è formata da blocchi provenienti dallo scavo della galleria, le statue di pietra rappresentano i Titani sconfitti e la statua al vertice è un Genio alato. L’opera rappresenta il predominare della ragione sulla forza bruta: vittoria pagata a caro prezzo, visti i morti e le fatiche che hanno dovuto sopportare gli operai che hanno contribuito alla costruzione.»

Per non parlare di queste descrizioni, lasciate inalterate:

Mi trovo nella ricostruzione moderna di un tempio classico, direi romano, una thòlos circolare molo ampia. Le colonne scettano verso l’alto, confondendosi fra le nuvole.

Io ho fatto greco e so cosa significhi il termine thòlos, ma il lettore comunque no, soprattutto se alla parola è accompagnata una descrizione scarnissima.

Ci sono poi frasi bizzarre come “tutti i balconi sono spalancati” (WTF?) e scene improbabili (non una, ma ben due persone non si fanno problemi a dare a due perfetti sconosciuti le chiavi dell’appartamento di un tizio sulla cui morte c’è un’indagine in corso). Questo in aggiunta ai soliti problemi di infodump, punto di vista non solidissimo, ecc (anche se siamo messi meno peggio che in altri romanzi che ho ricevuto). Nulla di cui stupirsi nell’opera di un autore esordiente; tutte cose che un editor professionale deve segnalare e per cui deve suggerire correzioni. Altrimenti non si tratta di un professionista, ma di un farabutto.

Sfortunatamente, non solo in Italia l’editing è merce rara (molti non sanno neppure che esista), ma in alcuni casi (oltre a quello di Flavio, mi viene in mente quello di Viola “Killerqueen” Lodato) si arriva persino al punto di approfittarsi di quei pochi scrittori onesti che decidono di far correggere il proprio lavoro da qualcun altro. Come fare per evitare di farsi fregare? Bella domanda. Per il momento, a parte indagare a fondo sull’editor a cui si pensa di rivolgersi e al prediligere persone di cui si può esaminare il lavoro (meglio ancora, che forniscono di propria iniziativa referenze valide), non saprei cosa consigliare. L’importante è non spendere i propri soldi a cuor leggero e, al tempo stesso, non pensare che a un prezzo basso corrisponda una buona qualità del lavoro svolto.

In compenso, dopo tutti questi obbrobri, ho una segnalazione interessante da fare: la cara Platinum ha lanciato un concorso sul suo blog, il cui vincitore otterrà l’editing gratuito di un brano. Consiglio a tutti di prenderlo in considerazione, perché l’organizzatrice sa di cosa parla e perché, in fondo, è gratuito. ;-)

E a Platinum dedico l’immagine di chiusura dell’articolo ^_^

 
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Pubblicato da su 13/05/2012 in ebook, Letteratura

 

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Che fine ha fatto il progetto Valinor?

EDIT DEL 29/09/2015: Il progetto è sospeso a tempo indeterminato, come avrà potuto constatare chi ha notato la sparizione del widget dalla colonna di destra. Ho poco tempo da dedicare alla lettura e, purtroppo, il 99,9% dei romanzi che ho ricevuto era una schifezza e il restante 0,1% era poco interessante. In futuro il progretto potrebbe riprendere, ma ne dubito. 

Qualcuno si sarà chiesto perché, a oltre due mesi dall’avvio del Progetto Valinor, non abbia ancora pubblicato la recensione di un singolo ebook. Il motivo è semplice: di tutti i romanzi arrivati non ce n’era uno che fosse degno di essere inserito nel progetto, che, ricordo, ha lo scopo di rendere più visibili sulla Rete i romanzi di quei pochi autori fantasy italiani degni di tale nome. Avrei dovuto aspettarmelo, ma, francamente, ci sono rimasto male. I difetti riscontrati sono sempre i soliti: punto di vista gestito alla membro canino, descrizioni che sembrano opera di Manzoni sotto LSD, dialoghi che paiono tratti dall’enciclopedia Treccani. Ho letto opere di autori più o meno colpevoli, ma tutti, nessuno escluso, hanno commesso gli stessi errori.

Il baka è triste :-(

Questo non significa che il Progetto sia morto; sono sempre in attesa di nuovi romanzi da leggere, purché rispettino i requisiti indicati nella pagina del progetto. Non mandatemi romanzi gialli, mainstream o erotici, perché, ribadisco, non mi interessano. E non mi interessano neppure lo steampunk, il dieselpunk, il cyberpunk o qualunque altra cosa finisca in -punk. Horror e romanzi storici, invece, potrebbero andare bene, ma  non prendetevela nel caso li dovessi rifiutare. Ricordo inoltre che il fatto che accetti di leggere il vostro romanzo non significa che lo recensirò, né che lo leggerò tutto (se non lo sopporto più dopo venti pagine, lo cestino).

Ho molte speranze per questo progetto: sono sicuro che ci siano ottimi autori italiani, là fuori, e voglio venirne a conoscenza (per piacere personale) e valorizzarli (per il bene di tutti). Fatevi avanti, o scrittori!

 
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Pubblicato da su 08/05/2012 in ebook, Letteratura, Recensioni

 

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Moria di blogger?

Non so voi, ma guardando i blog che seguo ho notato che, nell’ultimo periodo, i post si sono molto diradati; è come se un qualche mal sottile si fosse attaccato ai blogger italiani e impedisse loro di postare. Io stesso ne sono stato colpito e, di recente, ho aggiornato pochissimo.  Per quanto riguarda gli altri…

  • La cara e dolce Amnell non aggiorna dal 26 marzo e, anche prima, i suoi post erano molto radi.
  • Baionette librarieormai il Duca posta quasi soltanto i “Coniglietti del venerdì”, più qualche post di segnalazione di novità.
  • Gamberi Fantasy: Gamberetta aggiorna ormai pochissimo: la media dal 16 novembre a oggi è di circa un post ogni due mesi.
  • Paroledinessuno: L’ultimo post risale al 19 aprile, nel quale mese Crysalis ne ha pubblicati soltanto tre.
  • Tabvla rasa non è aggiornato dal 19 febbraio.
  • The sixth element: Steamdoll non aggiorna dal 7 marzo e non è che prima fosse esattamente prolifica.
  • Werehare’s burrow: È un po’ che la Leprotta nazionale non posta qualcosa che non siano citazioni o copiaincolla da Wikipedia e l’ultimo post risale al 16 aprile.

Andando avanti così, fra poco non mi resterà nulla da leggere! Che cosa sta succedendo? ;________________;

 
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Pubblicato da su 06/05/2012 in Comunicazioni di servizio

 

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Oggi è la giornata mondiale contro i DRM

A partire dal 2010, il 4 maggio si festeggia la Giornata mondiale contro i DRM, a cui anche Neyven aderisce in tutto e per tutto. Dei DRM e del motivo per cui sono il Male ho già parlato qui; mi limito a ricordare che si tratta dell’espediente nato morto di un industria grassa e pigra ossessionata dalla “roba mia”, che preferisce punire gli acquirenti onesti piuttosto che incoraggiare l’acquisto dei propri prodotti. Per fortuna, in ambito musicale i DRM sono stati quasi del tutto sconfitti; non così per quanto riguarda gli ebook, dove la loro presenza è ancora forte (basta pensare ad Amazon, che vende tutti i suoi ebook in uno schifoso formato proprietario protetto da DRM). E non ci si può difendere dicendo che “la pirateria uccide la cultura”, perché è vero il contrario: sono i DRM a farlo, ostacolandone la libera fruizione.

La vera rivoluzione degli ebook consiste nella perdita di valore del concetto di “copia” di un libro e sarà completa solo quando i lettori avranno il diritto di leggere prima, pagare poi, perché nessuno dovrebbe essere costretto a dare il proprio denaro in cambio di un prodotto scadente. E no, i “free samples” di Amazon &co. non sono abbastanza: in molti casi mi è capitato di scaricarli solo per scoprire che il loro contenuto si limitava a una prefazione oppure addirittura (nel caso di un libro molto lungo) che erano costituiti per metà dal solo indice! Mi spiegate come diavolo faccio a capire se un libro vale o meno il mio denaro, in questo modo? La risposta è semplice: lo pirato e solo dopo decido se acquistarlo o meno. Se non avessi questa possibilità, non lo comprerei mai e l’editore avrebbe perso un potenziale acquirente. Ma si sentirebbe più furbo, immagino. “^_^

Non comprate gli ebook protetti da DRM, a meno che non vi siate già procurati il libro in altra maniera e vi sia piaciuto, o non possiate proprio farne a meno. Questa piaga può essere sconfitta, ma lo sarà solo grazie a voi, non certo grazie all’intelligenza o al buon cuore degli editori (qualità ormai più rare della verginità sopra i 12 anni).

 
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Pubblicato da su 04/05/2012 in DRM, ebook

 

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