RSS

Archivio mensile:marzo 2012

Internet è tornato!

Dopo giorni di morte apparente, il baka ha trafitto al cuore con un paletto di legno il vecchio router è si è comprato un Netgear. Lunga vita al Netgear!

Tanto per non sprecare un post, segnalo che è uscito il Kindle Touch su Amazon.it. A 129 euro, si configura come un buon acquisto (se già non possedete un Kindle Keyboard, che è più o meno equivalente).

 
1 Commento

Pubblicato da su 31/03/2012 in Comunicazioni di servizio

 

Tag: , , ,

Chi bene incomincia, bene prosegue

Un altro articolo che ho scritto per Sognando Leggendo, qui riproposto ai lettori del blog. ^_^

L’incipit, ossia le prime righe di un romanzo, è uno strumento fondamentale, per lo scrittore, con cui procurarsi nuovi lettori. Sono quelle poche righe, infatti, a decidere in molti casi l’acquisto o meno dell’opera: dopotutto, l’inizio di un romanzo dice molto sullo stile dell’autore e la sua capacità di catturare l’attenzione. A differenza di un film, nel cui caso gli spettatori hanno pagato il biglietto prima di sedersi, chi legge un incipit fatto male può semplicemente chiudere il libro e andarsene, con buona pace dell’autore. Un romanzo altrimenti buono può essere penalizzato da un incipit scadente.

Un buon incipit possiede due qualità fondamentali:

  1. Presenta il romanzo nella sua unicità.
  2. Incuriosisce il lettore, facendogli porre delle domande.

Presentare il romanzo nella sua unicità significa far capire al lettore di cosa parlano le centinaia di pagine a venire e cosa c’è di diverso, in quest’opera, rispetto alle migliaia che trattano lo stesso tema. Non è solo una questione di argomento: devono essere evidenti anche gli elementi di atmosfera e di stile che rendono il romanzo qualcosa di unico.

Una selezione di incipit tratti da romanzi a caso. Le differenze sono evidenti, no?

Incuriosire il lettore, facendogli porre delle domande, significa inserire nell’incipit alcune informazioni interessanti, ma incomplete: il lettore sarà spinto a proseguire per cercare nel testo le risposte alle domande che questa tecnica produce nella sua mente. Le domande non devono per forza ricevere risposta nel corso del romanzo; l’importante è che catturino l’attenzione del lettore, in modo che si ritrovi invischiato nella storia prima ancora di accorgersene.

Uno degli incipit migliori mai scritti, da entrambi i punti di vista, è quello de “L’ultimo cavaliere” di Stephen King:

               “L’uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì.”

Queste poche righe ci dicono tutto il necessario: si tratta di un romanzo avventuroso (ci sono un pistolero, un deserto e un inseguimento: che altro potrebbe essere?) i cui protagonisti sono un uomo in nero e un pistolero. Quest’ultimo deve odiare sul serio il suo antagonista, per seguirlo fin dentro a un luogo così terribile.
Eppure, l’incipit ci lascia pieni di interrogativi: chi è quest’uomo in nero e perché fugge proprio nel deserto? Chi è il pistolero e cosa lo spinge a inseguire l’uomo in nero? Un singolo paragrafo di un singolo periodo attrae l’attenzione del lettore come un magnete, dimostrando che l’autore ci sa fare.
Lo stile è secco, sintetico, senza fronzoli.

Un altro esempio di maestria nell’uso dell’incipit è “Cent’anni di solitudine” di Gabriel Garcia Marquez:

 ”Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio.”

Il romanzo si apre con un immagine violenta (quella di un uomo che sta per affrontare la morte), ma subito passa a una scena tranquilla: un ragazzo che, sotto l’ala del padre, scopre un elemento del mondo. L’accostamento di queste immagini crea un contrasto fortissimo, che non può non suscitare curiosità; esso, inoltre, suggerisce un uso disinvolto e magistrale del linguaggio e porta il lettore a chiedersi perché il colonnello Buendia sia stato condannato alla fucilazione e cosa c’entri il ghiaccio in questa storia.
Dopodiché, una volta iniziato, il romanzo non si abbandona fino alla fine.

Il buon incipit incatena il lettore!

Alcuni, basandosi sul concetto di “situazione iniziale” tipico delle favole, utilizzano un espediente simile a quello che nel cinema si chiama “presentazione ritardata”: il protagonista e/o l’argomento del romanzo non sono introdotti subito, ma l’opera inizia in modo “insospettabile” e solo dopo si scopre il “vero” argomento.
Un esempio è l’incipit di “Storm Front” di Jim Butcher, che traduciamo per voi (essendo il romanzo ancora inedito in Italia:(

 “Sentii il postino che si avvicinava alla porta del mio ufficio, mezzora prima del solito. Il rumore non era quello giusto. I suoi passi erano più pesanti, più vivaci, e fischiettava. Uno nuovo. Fischiettò fino alla porta del mio ufficio, poi rimase in silenzio per un attimo. Poi rise.

Poi bussò.

Trasalii. La mia posta passa per la buca delle lettere a meno che non sia raccomandata. Mi arrivano davvero poche raccomandate e non portano mai buone notizie. Mi alzai dalla sedia nel mio ufficio e aprii la porta.”

Questo incipit dice qualcosa: un postino nuovo vede la targa sulla porta dell’ufficio del protagonista e scoppia a ridere. Il lettore, però, dopo tre paragrafi ancora non sa di cosa parla il romanzo, né cosa abbia di speciale il protagonista. Non lo scoprirà fino a pagina tre, che inizia con questo paragrafo:

“Il mio nome è Harry Blackstone Copperfield Dresden. Pronunciatelo a vostro rischio e pericolo. Sono un mago. Lavoro in un ufficio in centro a Chicago. Per quanto ne so, sono l’unico mago professionista dichiarato del Paese. Potete trovarmi sulle Pagine Gialle, sotto la voce “Mago”.”

Un vero mago che ha un ufficio in centro ed è sulle Pagine Gialle? Questo è di sicuro più interessante della posta. Il problema, appunto, è che la parte interessante viene dopo e l’incipit, tutto sommato, non dice molto; di sicuro non colpisce il lettore quanto avrebbe fatto il paragrafo di cui sopra, posto a inizio romanzo. La “presentazione ritardata” può essere efficace quando il contrasto fra le aspettative create dall’incipit e la realtà del romanzo è forte e viene presentato rapidamente, ma è una tecnica difficile da padroneggiare e in molti casi non efficace quanto un incipit intenso.

Dopo aver scritto l’incipit di un romanzo, dunque, è bene chiedersi due cose:

  1. Leggendo queste righe si capisce cosa distingue il mio romanzo da tutti gli altri?

  2. Queste righe suscitano curiosità e dubbi sul resto della narrazione?

Se la risposta a entrambe le domande è “sì”, congratulazioni: avete scritto un buon incipit.

 
11 commenti

Pubblicato da su 19/03/2012 in Consigli per scrittori, Letteratura

 

Tag: , ,

L’Encyclopaedia Britannica sarà solo online

Non credo di dover fare molti commenti a questa notizia, che riporto pari pari dal sito della prestigiosa enciclopedia; mi limito a sottolineare alcune parti.

For 244 years, the thick volumes of the Encyclopaedia Britannica have stood on the shelves of homes, libraries, and businesses everywhere, a source of enlightenment as well as comfort to their owners and users around the world.

They’ve always been there. Year after year. Since 1768. Every. Single. Day.

But not forever.

Today we’ve announced that we will discontinue the 32-volume printed edition of the Encyclopaedia Britannica when our current inventory is gone.

A momentous event? In some ways, yes; the set is, after all, nearly a quarter of a millennium old. But in a larger sense this is just another historical data point in the evolution of human knowledge.

For one thing, the encyclopedia will live on—in bigger, more numerous, and more vibrant digital forms. And just as important, we the publishers are poised, in the digital era, to serve knowledge and learning in new ways that go way beyond reference works. In fact, we already do.

In italiano:

Per 244 anni, gli spessi volumi dell’Encyclopaedia Britannica sono stati sugli scaffali di case, biblioteche e imprese ovunque, fonte di illuminazione e benessere per i loro proprietari e utenti in tutto il mondo.

Ci sono sempre stati. Anno dopo anno. Dal 1768. Ogni. Singolo. Giorno.

Ma non per sempre.

Oggi abbiamo annunciato che arresteremo la produzione dell’edizione in 32 volumi dell’Encyclopaedia Britannica dopo la fine delle scorte.

Un evento grave? In un certo senso, sì: dopotutto, la raccolta ha quasi un quarto di millennio. Ma da un punto di vista più ampio non si tratta che di un altro snodo storico nell’evoluzione della conoscenza umana.

In particolare, l’enciclopedia continuerà a esistere – in forme digitali più grandi, più numerose e più vivaci. E, altrettanto importante, noi editori dobbiamo essere pronti, nell’era digitale, a metterci al servizio della conoscenza e dell’apprendimento in nuovi modi che vanno oltre il semplice servizio di consultazione. In effetti, lo facciamo già.

A quanto ho capito, per ora l’Encyclopaedia sarà un progetto online, non in ebook; il che non significa che magari, in futuro, anche questa prestigiosissima enciclopedia non sarà disponibile su Kindle a un prezzo accessibile. Personalmente, lo spero: l’online ha lo svantaggio di non essere accessibile senza una connessione o con una connessione lenta e, in generale, è meno maneggevole dell’ebook (un e-Reader è molto più leggero di quella ciofeca dell’iPad). Provate a immaginarlo: l’equivalente di trentadue volumi racchiuso in pochi grammi, con tutti i vantaggi dell’ebook (che, pur in riferimento all’edizione digitale, sono ben sottolineati dal caporedattore dell’Encyclopaedia, Dale Hoiberg, qui). Un bel passo avanti, vero?

Più o meno quanto la battaglia di Waterloo

 
2 commenti

Pubblicato da su 14/03/2012 in Uncategorized

 

Tag: , , ,

Le prime navi si avvicinano all’approdo (bonus: aggiornamenti sul futuro del blog)

EDIT DEL 29/09/2015: Il progetto è sospeso a tempo indeterminato, come avrà potuto constatare chi ha notato la sparizione del widget dalla colonna di destra. Ho poco tempo da dedicare alla lettura e, purtroppo, il 99,9% dei romanzi che ho ricevuto era una schifezza e il restante 0,1% era poco interessante. In futuro il progretto potrebbe riprendere, ma ne dubito. 

Un brevissimo aggiornamento per segnalare che il Progetto Valinor è cominciato bene: dopo soli quattro giorni dall’inizio, mi sono arrivati quattro romanzi da recensire. Ho dovuto rifiutarne uno perché non rispettava una delle condizioni necessarie per partecipare: era un mainstream e il progetto è dedicato ai romanzi di genere (fantasy in particolare). Gli altri tre sono in coda di lettura; credo che prenderò la decisione se recensirli o meno prima di terminarli, così da non dovermi tediare inutilmente nel caso li trovassi poco validi. Dopotutto, se un romanzo è pessimo fino a pagina 100, dubito che un miracolo alla 101esima lo salvi. “^_^

Qualcosa sta arrivando… (artista: Musicalpaintings)

Per il resto, devo confessare che in questo periodo sono poco produttivo. Ho parecchi impegni e, sebbene cerchi di tenere aggiornato il blog, non riesco a dedicarmici come vorrei. I racconti (e un altro progetto importante) sono in fase di stasi, ma conto di riprenderli prima o poi; sicuramente, intendo pubblicare una versione rivista di Kron (la storia non cambierà, ma editerò la forma, che fa abbastanza schifio). Apranik rimarrà nel Limbo per un po’: mi ha stufato e mi sono reso conto di non avere le conoscenze storiche fondamentali per dare un vero spessore all’ambientazione. Qualche racconto selvatico apparirà ogni tanto, se riuscirò a scriverlo.

Ho intenzione di scrivere alcuni articoli dedicati alla scrittura, soprattutto per segnalare dei manuali molto importanti e indicare alcune tecniche estrapolate da essi. Quando lo farò, non lo so. Ma lo farò. :-P Per il resto, le cose andranno come al solito, fra segnalazioni e rant spontanei. In attesa di ritrovare il ritmo. ^_^

 

Tag: ,

Nasce il progetto Valinor

EDIT DEL 29/09/2015: Il progetto è sospeso a tempo indeterminato, come avrà potuto constatare chi ha notato la sparizione del widget dalla colonna di destra. Ho poco tempo da dedicare alla lettura e, purtroppo, il 99,9% dei romanzi che ho ricevuto era una schifezza e il restante 0,1% era poco interessante. In futuro il progretto potrebbe riprendere, ma ne dubito. 

Qualche tempo fa, scrissi queste parole:

Al momento, penso che la maggior parte dei lettori (soprattutto quelli occasionali) si approccerà al Kindle Store italiano con un misto di perplessità e dubbio: gli ebook veramente convenienti non sono moltissimi e per usufruirne bisogna comprare un baracchino strano che costa cento euro. Per gli scrittori là fuori: la differenza potete farla voi! Vendete i vostri ebook su Amazon.it con un prezzo attraente e il pubblico acquisirà fiducia in questo nuovo modo di leggere (e, forse, comprerà le vostre fatiche. Sempre meglio questo che lasciarle languire in un cassetto, no?). Da parte mia, sono pronto a pubblicizzare qualunque opera degna su cui riesca a mettere le mani. ^_^ Insieme possiamo farcela!

Ora ho deciso di concretizzare il mio impegno nel Progetto Valinor. Valinor, nel Signore degli Anelli, è il nome del luogo in cui risiedono gli dei Valar e dove gli elfi si rifugiano dopo la fine del loro regno nella Terra di Mezzo: un luogo, insomma, dove il magico e il meraviglioso prosperano lontani dalle brutture del mondo.

Il Progetto Valinor consiste in recensioni di ebook autopubblicati italiani. Obiettivo del Progetto Valinor è dare visibilità agli scrittori che ne sono degni e che, in troppi casi, vengono sepolti da una miriade di schifezze che saturano il mercato e l’attenzione dei lettori, negando a chi lo meriterebbe il giusto riconoscimento. Di per sé, credo il progetto non scatenerà una rivoluzione, ma spero che possa essere un primo passo.

Gli autori possono aderire al Progetto Valinor inviando l’ebook via mail all’indirizzo nevyn.nevyn@gmail.com (esatto, non è “neyven.neyven”). Io lo leggerò e recensirò il prima possibile, a seconda dei miei impegni; normalmente non dovrebbe volerci più di un mese. In caso contrario, tiratemi le orecchie via mail.

Alcune precisazioni:

Il progetto non prevede recensioni negative: solo i bei libri possono entrare a Valinor, quindi, se dovessi giudicare il vostro ebook non all’altezza, semplicemente non ne parlerò. Inoltre, in tal caso scriverò una mail all’autore motivando la decisione di non recensire il suo libro.

Le recensioni saranno sempre e solo gratuite. Voi mi inviate i libri gratis, io li recensisco (se degni) gratis. Nessun passaggio di denaro.

Recensirò solo opere di letteratura fantastica: fantasy, principalmente. Potrei fare un’eccezione per qualche romanzo storico, horror o di altro genere che mi interessa; nel dubbio, chiedetemelo. Non mandatemi mainstream, romanzi rosa o simili, perché non li leggo nemmeno per conto mio. “^_^

La “bellezza” del Progetto Valinor è riferita allo stile, non al contenuto dei romanzi, che non devono essere per forza allegri e zuccherosi: l’importante è che siano scritti bene.

Le recensioni riguarderanno esclusivamente ebook autopubblicati. Non mi interessano i libri stampati, né quelli pubblicati da editori.

Vanno bene sia i libri distribuiti gratuitamente che quelli messi in vendita; ai fini del progetto, non c’è alcuna differenza. Allo stesso modo, non è necessario che gli ebook siano venduti per forza sul Kindle Store: va benissimo anche se li vendete altrove. L’importante è che siano disponibili in qualche modo, altrimenti cosa li recensisco a fare?

Questo è tutto. Spero di mettere presto le mani su ebook di qualità da presentare al mondo. ^_^

“Valinor”, a quanto mi dicono, è anche il nome di un piatto a base di tofu, verdure, pomodori grigliati e riso che fanno all’Hobbit Cafe di Richmond, California ^_^

 
6 commenti

Pubblicato da su 03/03/2012 in ebook, Letteratura, Recensioni

 

Tag: , , , , , ,

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: