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Recensione: “Clickers” di J.F. Gonzalez e Mark Williams

13 Feb

Clickers è un romanzo horror/splatter che ho scoperto grazie a Zweilawyer. La trama secondo la quarta di copertina:

Click Click Click Click! Phillipsport, Maine is a quaint and peaceful seaside village. But when hundreds of creatures pour out of the ocean and attack, its residents must take up arms to drive the beasts back. They are the Clickers, giant venomous blood-thirsty crab/scorpion hybrids from the depths of the sea. The only warning to their rampage of dismemberment and death is the terrible clicking of their claws. But these monsters aren’t merely here to ravage and pillage. They are being driven onto land by fear. Something is hunting the Clickers. Something ancient and without mercy.

Il romanzo è un concentrato di violenza molto splatter e caciarona, dai risvolti grotteschi e quasi comici, con finale a sorpresa: niente drammoni psicologici, riflessioni sulla natura umana (che pure non fa esattamente una bella figura) o roba del genere. Gli autori non si prendono troppo sul serio e si vede; purtroppo, in un paio di circostanze questo porta a scene risolte in modo insoddisfacente. Nel complesso, Clikers vale il suo prezzo (75 centesimi su diesel): intrattiene e lascia incollati alla pagina (o allo schermo dell’e-reader ^_^).

A proposito di e-reader: una cosa che mi ha lasciato perplesso è la qualità del file stesso di Clickers. L’ho provato su due lettori diversi (Sony e Kindle) e in entrambi i casi il refresh era più lento del normale, con un ghosting temporaneo molto fastidioso. Una cosa simile mi era successa con una brutta conversione da PDF tempo fa; può darsi che una cosa simile sia stata fatta con Clickers, anche se per il resto la qualità del file è alta. Lo stesso vale per i romanzi successivi della serie; addirittura, il file per Kindle (venduto su Amazon) di Clickers III ha lo stesso problema quando letto sul Kindle! Non è un difetto enorme, la lettura è comunque possibile, ma di sicuro irrita pagare per un prodotto non completamente funzionale.

J.F. Gonzalez. Non vi sembra il tipo perfetto per scrivere storie splatter?

La storia del romanzo, come intuibile dal blurb di cui sopra, non è nulla di troppo complesso, ma non è neppure banale: l’impatto dell’invasione sulla cittadina e l’effetto che ha sui vari personaggi sono trattati in modo plausibile, con tutte le conseguenze del caso. Inoltre, alla base di tutto non ci sono le solite corbellerie riguardanti maledizioni e profezie varie: non a caso, uno dei personaggi è uno scienziato (un medico, per la precisione) e dà al fenomeno una spiegazione scientifica. Non che serva a molto, ai poveracci che ci lasciano la pelle.

Purtroppo, in qualche occasione gli autori decidono di risolvere le situazioni da loro create in modo poco plausibile, complice forse una ricerca un po’ carente. Ad esempio…

SPOILER: Rick, Janice (la fanciulla in pericolo del romanzo) e un po’ di altre persone si sono rifugiati nella cella frigorifera di un supermercato. Un mostro riesce a entrare e, per abbatterlo, Janice gli spara due volte con un lanciarazzi. Per quanto ne sa il lettore, la donna non ha alcun addestramento militare, eppure riesce a colpire con entrambi i razzi e a ricaricare l’arma abbastanza velocemente da impedire alla creatura di reagire. Inoltre, sebbene i personaggi si trovino in un ambiente chiuso quando i razzi sono sparati, nessuno rimane ustionato dal propellente o ferito dall’esplosione. L’intera scena è poco credibile e sa di artefatto.

I personaggi di Clickers, per quanto di impostazione tradizionale (ci sono il protagonista belloccio, la damsel in distress, lo scienziato, il poliziotto, ecc), sono credibili e abbastanza approfonditi. Rick, protagonista nonché avatar ideale del lettore, è sotto i riflettori per la maggior parte del tempo, ma spesso il punto di vista cambia e ci sono capitoli (singoli o sparsi per il romanzo) dedicati a personaggi diversi; la caratterizzazione è buona, al punto che, durante i dialoghi, si capisce subito chi sta parlando anche prima che sia specificato: indizio sicuro di qualità. Ci sono appena un paio di individui che sono stereotipi viventi, come lo sceriffo e il suo vice (che sembra il finto ritardato di Scary Movie, ma è scemo davvero), e in quanto tali risultano piuttosto fastidiosi; inoltre…

SPOILER: … a un certo punto del romanzo appare una coppia lesbica che sopravvive, grossomodo, il tempo necessario al narratore per fare una descrizione della loro storia e qualche accenno (tutto, ahinoi, raccontato) alla loro sessualità. Poi i Clicker si mangiano loro e i due bambini. Mah.

Un granchio gigante. Immaginatelo vivo e affamato di carne umana. Ah, e con un pungiglione velenoso simile a quello di uno scorpione

Dal punto di vista tecnico, Clickers è un romanzo discreto, ma non eccezionale. Il narratore in terza persona non è onnisciente, ma ogni tanto si lascia andare a spiegoni sulla storia di questo o quel personaggio che poco hanno a che vedere con la situazione in cui questi si viene a trovare; niente di grave, ma in alcuni punti questa tendenza è troppo ingombrante. Per quanto riguarda il punto di vista, può capitare che cambi anche all’interno dei capitoli e non solo all’inizio di essi; perlomeno ciò non accade fra una frase e l’altra e, in generale, non ci sono errori nel suo utilizzo. Purtroppo, quando si parla di “mostrato vs raccontato” la qualità un pochino cala: i mostri, ad esempio, sono descritti in modo molto vago, lasciando fin troppo all’immaginazione dei lettori, così come l’aspetto fisico dei personaggi. Probabilmente è una scelta degli autori, che durante le scene di violenza scendono molto nel dettaglio e sanno mostrare piuttosto bene; non la condivido molto, ma ci può stare, soprattutto se consideriamo (per quanto riguarda i mostri) che spesso gli esseri umani li incontrano al buio e spesso, non appena ciò accade, si voltano e fuggono invece di stare a guardarli con attenzione. Ciò non toglie che mi sono letto tre romanzi e ancora non riesco a immaginare con esattezza l’aspetto di un Clicker.

Il romanzo successivo, Clickers II: The next wave è molto carino, probabilmente migliore del primo. Il terzo, Dagon rising, non mi è piaciuto: prevedibile, deludente, pieno di trovate campate in aria. Tra l’altro, ho notato una contraddizione (non ricordo se presente anche nel secondo volume, ma mi pare proprio di sì)…

SPOILER: … in Clickers i Dark One sono immuni alle pallottole, mentre i granchioidi muoiono facilmente se colpiti da esse; negli episodi successivi i Dark One diventano vulnerabili e, addirittura, nel terzo qualcuno dice che sono i clickers a essere praticamente indistruttibili, mentre i Dark One muoiono come mosche!

In conclusione, Clickers è un romanzo consigliato soprattutto agli amanti del genere splatter, che però non deluderà neppure gli appassionati di letteratura horror o fantastica in generale. E poi, costa solo 75 centesimi: vale la pena di comprarlo!

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Pubblicato da su 13/02/2012 in Recensioni

 

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