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Scusa, non è che lavoreresti per me gratis?

02 Gen

Qualche giorno fa mi è arrivata la mail di un lettore. Costui mi chiedeva (nonostante non sia un servizio elencato, ma vabbeh) se potevo tradurre dall’italiano all’inglese un suo romanzo piuttosto corposo (sulle 300 pagine in A4) e quanto sarebbe costato. Ho fatto una stima grossolana e gli ho risposto indicandogli la cifra che avrei chiesto per un lavoro del genere. Al che lui ha replicato:

Come non detto, devo necessariamente trovare dei prezzi più bassi (e mi sembra di capire che non sarà facile!). Chiederò a qualche amico.
Grazie lo stesso e saluti.

Ora, domandare è legittimo e io cerco sempre di dare una risposta, anche quando la domanda non è pertinente. Tuttavia, questo atteggiamento mi perplime: un lavoro faticoso, lungo e complesso andrebbe fatto “per amicizia”, in cambio di poco o niente (il lettore non ha scritto così, ma lo deduco dal fatto che si sia stupito di un prezzo onesto). Come se chiedere il giusto compenso per una prestazione professionale fosse qualcosa di inaudito. Ve lo immaginate un tizio che va dal meccanico e gli dice: “Ué Bepi, a Capodanno mi sono fatto fuori la fiancata sinistra, un faretto e il paraurti, me li ripari gratis?”, magari dopo che Bepi ha appena concluso una giornata di lavoro e si appresta a usare il suo tempo per farsi gli affaracci suoi?

"Ragazzi, già che siamo qua, avrei bisogno di qualcuno per sminare dietro casa mia. Volontari?"

Posso capire che una persona non abbia necessariamente le disponibilità economiche per pagare a cuor leggero la parcella di un professionista, ma questo problema ha un’unica soluzione: la rinuncia. Non hai i soldi per pagare il traduttore? Non fai tradurre il tuo romanzo. Oppure risparmi e metti da parte il denaro per realizzare il tuo obbiettivo. Meglio così che far tradurre la tua fatica a una persona che, magari, lo fa sentendosi costretta, con superficialità e senza che gliene importi davvero del risultato (dopotutto, ci perde tempo e basta). Non voglio dire che tutti facciano così (conosco personalmente esempi del contrario), ma non si può dare per scontato che una persona sia disposta a lavorare più di quanto già non debba fare, per di più senza essere pagata.

Non ci si può lamentare che c’è crisi, che gli stipendi sono bassi e quant’altro, se poi si è i primi a chiedere che gli altri lavorino per noi gratis. E che diamine!

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11 commenti

Pubblicato da su 02/01/2012 in Lavoro

 

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11 risposte a “Scusa, non è che lavoreresti per me gratis?

  1. DANX

    02/01/2012 at 1:03 pm

    “Bellissimo” questo caso, perchè mostra quanto la gente cerchi di sfruttare il prossimo giocando sulla passione che questo ha per certi lavori.
    E il chiedere il favore a dei suoi amici, poi, la dice lunga sulla qualità del suo romanzo..che poi ora tutti scrivono romanzi, ma chi li legge??? Ma perchè mai tradurlo? Paura di vendere solo 2 copie in Italia?

     
    • bakakura

      02/01/2012 at 1:21 pm

      Il romanzo non l’ho nemmeno visto, magari è bello. È l’atteggiamento a indispormi.

       
  2. Chagall

    02/01/2012 at 1:13 pm

    Io credo che molte persone non vivono la scrittura come un impegno. La percepiscono come qualcosa di astratto, aspettano che qualcuno arrivi a ‘scoprirli’ e a pubblicarli. Non si pongono mai domande del tipo: “Che professionalità ho per farlo?” E trattano di conseguenza gli altri.
    Detto questo… vuoi venire a casa mia a fare la povere? Rifare i letti? Lavare i piatti? Aggratis, è ovvio. XD

     
  3. Chagall

    02/01/2012 at 1:28 pm

    *vivano

     
  4. Steamdoll

    02/01/2012 at 2:34 pm

    Spesso le persone non hanno idea di quanto possa costare un servizio.
    Lo stesso vale per persone che chiede siti web molto particolareggiati, ma poi quando viene esposto il prezzo reagisce neanche avessero chiesto loro un primogenito.

    Detto ciò, se potessi farmi togliere i denti del giudizio da un vampiro lo farei, piuttosto che ricorrere al dentista, ma si sa: se ti affidi a un professionista, un minimo devi informarti prima.

     
  5. PlatinumV

    02/01/2012 at 3:26 pm

    Penso ci siano dei distinguo. Potrei arrivare a chiedere “gratis” (poi magari gli offro una pizza :-P ) ad un amico di leggere il mio libro e raccontarmi che ne pensa (a voce, così non deve fare la fatica di scrivere una recensione), giusto per sentire un parere, ovviamente coi SUOI tempi e i SUOI modi. Questo per dire che ci sono delle cose che puoi chiedere ad un amico come favore. Però devono essere cose che non richiedano troppo tempo e sbattimento e soprattutto, bisogna essere disposti a ricambiare. Un lavoro di tale portata non è catalogabile sotto “piccoli favori fra amici” :-/
    Detto questo, non posso comunque esprimere un giudizio lapidario perché non ho idea di quali siano i prezzi di mercato per questo genere di servizio e magari spaventarsi è normale! Quando abbiamo aperto il blog, ci avevano chiesto di fare editing a pagamento, ma ci siamo sempre rifiutate. Per piccoli brani, lo facciamo come favore, giusto per “espandere l’amore per l’arte” :-P ma mediamente le persone sono convinte di scrivere capolavori, quindi il problema non si pone :-D
    In ogni caso, se sei in vena di fare la colf gratis, passa pure anche da me ^^
    V

    PS: buon anno!

     
  6. Talesdreamer

    04/01/2012 at 10:11 pm

    Ti comprendo perfettamente, essendo io una povera studentessa di liceo artistico: “mi fai un disegnino?” è una domanda che mi viene rivolta con frequenza allucinante.
    Peccato che un “disegnino” richieda impegno, specie se fatto con tecniche che in apparenza sembrano stupide e/o semplici, come gli acquerelli. E poi scusa, io sto studiando per camparci, coi miei disegnini, perché diavolo dovrei lavorare gratis? =.=

     
  7. Werehare

    13/01/2012 at 12:01 pm

    > Io credo che molte persone non vivono la scrittura come un impegno. La percepiscono come qualcosa di astratto, aspettano che qualcuno arrivi a ‘scoprirli’ e a pubblicarli. Non si pongono mai domande del tipo: “Che professionalità ho per farlo?” E trattano di conseguenza gli altri.
    Detto questo… vuoi venire a casa mia a fare la povere? Rifare i letti? Lavare i piatti? Aggratis, è ovvio. XD

    Quoto dalla prima all’ultima parola.

    > Potrei arrivare a chiedere “gratis” (poi magari gli offro una pizza :-P ) ad un amico di leggere il mio libro e raccontarmi che ne pensa (a voce, così non deve fare la fatica di scrivere una recensione), giusto per sentire un parere, ovviamente coi SUOI tempi e i SUOI modi.

    Però questo è diverso da “traducimi trecento pagine di libro in inglese aggratise”, eh xD

     

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