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Di nuovo sui nostri schermi: Martina Ferrari

15 Dic

Qualche tempo fa ho segnalato il webcomic Davvero, dando le mie prime impressioni (non del tutto positive). All’epoca, era uscita da poco la terza puntata; ora siamo all’ottava. Qualcosa è cambiato, qualcosa no. In generale, mi sembra che la situazione sia migliorata non di poco, ma ci sono ancora dei punti estremamente critici.

Tanto per cominciare, la coerenza nel character design comincia a venire meno: il caso più emblematico è la puntata 5, dove i genitori di Martina (in particolare la madre) cambiano aspetto a ogni vignetta, sfiorando il super-deformed (seconda tavola, ultima vignetta). C’è poi il fatto che, nella puntata 8, Martina acquisti magicamente una o due taglie di reggiseno in più, o che nella settima il body shot dell’ultima tavola sembri basato su geometrie non euclidee; ho visto di peggio (l’episodio di Brendon in cui il disegnatore ha dato al pallido protagonista lineamenti africaneggianti… brr!), ma anche di meglio. Se non altro, la qualità dei disegni rimane buona, a livello di molti fumetti venduti in edicola.

Marti/Paola, lo vieni a chiedere a me? Mica lo scrivo io il fumetto! "^_^

Mi ha lasciato perplesso il commento di Paola Barbato, sceneggiatrice del fumetto, in risposta alla mia segnalazione riguardo, uhm, i polmoni della protagonista:

I fab 12 avevano avuto indicazioni precise su altezza e aspetto, ma nulla sulla procacità, e lavorando in parallelo ognuno ha seguito la propria scuola…

Il pubblico femminile mi darà del pervertito (quelle che non l’hanno già fatto, intendo ^_^), ma credo che un aspetto così importante del lato fisico del personaggio principale non andrebbe preso tanto alla leggera. Per dirla in altri termini, l'”identità fisica” è importante almeno quanto quella caratteriale e, in effetti, le due dovrebbero essere strettamente correlate: una ragazza piatta e acida trasmette un’impressione diversa rispetto a una prosperosa e acida, o sbaglio? Nel primo caso, se non altro, qualcuno potrebbe pensare che le radici del suo atteggiamento siano all’altezza del petto… ^_^ Immaginate, per analogia, un protagonista maschile disegnato a volte magrolino e altre volte con dei muscoli più che dignitosi: non fa la stessa impressione, no?

Caratterialmente, Martina sembra diventata bipolare, alternando momenti di sconforto e lacrime a momenti di euforia. Questo non è per forza un male, però in diveri punti l’enfasi sulla “paura del mondo esterno” è un po’ eccessiva e contrasta troppo con il menefreghismo mostrato prima o dopo. Di buono c’è che, nonostante questo, il personaggio è diventato più credibile e simpatetico rispetto a prima; se non altro, ha dei motivi per comportarsi come si comporta. Prima, il suo carattere era ingiustificato, una semplice scusa per dare il via alla storia; adesso contribuisce a creare aspettative e dubbi su “cosa accadrà”.

Quoto, figliola, quoto

Parlando della storia: finora, complice anche la brevità delle puntate, è successo un gran poco. Nonostante gli “avanzamenti veloci” siamo comuni (specialmente nel caso dell’ottavo episodio), la mia impressione è che a volte quanto viene mostrato non sia “davvero” importante: nell’ultima puntata si sarebbero potute eliminare alcune vignette (quella in cui Martina giace sul letto e quella in cui compra l’orologio) e usare lo spazio così guadagnato per raccontare in modo più approfondito e meno frammentario il resto. In generale, però, la gestione dei ritmi non è malvagia e, dovendo raccontare ciascun episodio in poche vignette, si è per forza costretti a fare qualche taglio.

Davvero continua a incuriosirmi e io continuerò a seguirlo, anche se credo che buona parte di questa attrattiva sia dovuta alla sua gratuità: se fosse a pagamento, non penso che lo leggerei. Perlomeno, non se lo diventasse domani; la mia opinione iniziale è migliorata e credo che, in futuro, ci potrebbe essere un mercato per fumetti come questo… anche se preferirei una soluzione “all’americana”, con il fumetto che rimane gratuito e una serie di “accessori” (raccolte stampate, merchandising, speciali, ecc) disponibili per l’acquisto. Però credo sia ancora presto per fare progetti di questo genere.

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5 commenti

Pubblicato da su 15/12/2011 in Fumetti, Uncategorized

 

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5 risposte a “Di nuovo sui nostri schermi: Martina Ferrari

  1. Hendioke

    16/12/2011 at 11:13 am

    Non è malvagio come fumetto e trovo la psicologia della protagonista, anche nei primi episodi, più giustificato di quanto si possa credere di primo acchito.
    Il problema vero di questa protagonista semmai è che l’autrice aveva promesso uno spaccato di vita della gioventù italiana ed è andata a prendere l’eroina fra quel 2-3% della popolazione giovanile che è figlia di papà coi soldi pesanti.

    Un po’ come quando Muccino (il maggiore) promette di fare un film sulla generazione italiana 30-40 e in realtà parla dei medio-alto borghesi di Roma nord.

    Si tratta di soggetti che non ci azzeccano una fava, psicologicamente, col 97% dei loro coetanei ma che sono davvero così. Di ragazzi e ragazze cresciute avendo tutto, e quindi senza provare soddisfazione per quel che si ha, senza sfide, e quindi senza stimoli, che conducono la loro vita inventandosi tonnellate di drama sulle minime cretinate ce ne sono relativamente pochi ma in assoluto troppi; è anche nel carattere di alcuni di lori, posti di fronte alla realtà di essere delle amebe senza volontà, di avere lo scatto d’orgoglio (scemo) di dire “Non è vero io ho capito tutto ma tutto nella vita e te lo dimostrerò”.

    Personalmente seguo questo fumetto perché conoscendo gente così (a vari livelli: non tutti sono come Martina ma la figlio-di-papa-aggine è presente in molti giovani) non vedo l’ora di quando sbatterà il muso contro la realtà e si farà un male boia :D

     
    • bakakura

      16/12/2011 at 11:25 am

      Secondo me, la psicologia di Martina è molto poco chiara: non si capisce la ragione del suo astio nei confronti del mondo, né il motivo per cui odia in particolare i propri genitori. Perlomeno è coerente.
      Il resto l’ho scritto pure io, quindi non posso darti torto XD

       
  2. Hendioke

    16/12/2011 at 1:41 pm

    Secondo me l’astio verso il mondo è dovuto alla noia e al fatto di credersi migliore di quel che è (cosa dovuta al suo esser cresciuta nella bambagia con una madre asservita).
    Vede le persone attorno a sé impegnarsi e vivere la propria vita e probabilmente le considera delle stupide per il loro sbattersi (è un pensiero tipico di chi non ha stimoli) e le persone più strette, le uniche con cui si relaziona sono persone francamente detestabili e vacue quanto lei e non mi stupirei se ognuno di loro si sentisse, dentro di sé, il migliore del gruppo.

    L’odio per i genitori credo sia dovuto al drama. Avendo una vita vacua la riempie drammatizzando ogni minimo evento (altro atteggiamento tipico delle persone immature e, purtroppo, non solo dei figli di papà). Le attenzioni della madre espansiva (una madre capace di uscire dal lavoro prima per andare assieme alla figlia dall’estetista) vengono viste come un’invadenza insopportabile e le richieste del padre come un tentativo di soffocarla perché se non drammatizzasse queste cose avrebbe una vita ancora più scialba e/o dovrebbe affrontare la realtà del fatti (cioè che la sua è una vita vacua).

    Comunque a sei tavole alla volta è difficile capire bene le scelte di Martina. Ad esempio perché in quest’ultimo episodio ci tiene tanto a non essere rintracciabile ma a far sapere ai suoi che sta bene alla faccia loro? E’ decisa a prendersi una lunga vacanza coi soldi del papà per punirli e la telefonata fa parte della punizione?
    Ma nell’ultima vignetta è abbattuta: vuol dire che non ha in realtà un piano e non sa cosa fare? Oppure che è semplicemente abbattuta all’idea che i suoi genitori e i suoi amici l’abbiano trattata come un’inetta? Probabilmente la risposta è già nelle 6 tavole successive ma così a spizzichi davvero a volte manda in confusione u.u

     
    • bakakura

      16/12/2011 at 1:50 pm

      Tutte interpretazioni plausibili, ma ho come l’impressione che non ci sia un “canon” al riguardo: uno è libero di pensare quello che vuole, la qual cosa, che se da un lato ispira l’immaginazione, dall’altro mi sembra una scusa per lasciare tutto sul vago. XD

       
  3. Hendioke

    16/12/2011 at 3:34 pm

    Effettivamente XD però io adoro riempire i buchi quindi non mi spiace :D

     

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