RSS

Dresden di qua, Dresden di là

13 Ott

Eccoci al consueto appuntamento con una doppietta dei romanzi di Butcher su Harry Blackstone Copperfield Dresden! Questa volta si parla di Small Favor e Turn Coat.

Il plot di Small Favor è un macello, ma in senso positivo: un sacco di sviluppi del metaplot e un sacco di azione. Appare per la prima volta l’arcangelo Uriel (che mi sta piuttosto sulle scatole, ma forse sono io) e ricompaiono un sacco di vecchie conoscenze, inclusi Ivy (che in questo romanzo ha un ruolo importante) e Kincaid. Ci sono solo due difetti piuttosto grossi: il primo è che i Gruff sono ridicoli e il loro ruolo nella storia è relativamente secondario (a parte Tiny, che però non è altro che un deus ex machina); il secondo riguarda le rivelazioni sulla partecipazione di Thorned Namsciel all’attacco ad Arctis Tor, che sono talmente vaghe da voler dire poco o nulla. Inoltre – e mi sono pure riletto la trama per vedere se mi era sfuggito qualcosa – il ruolo di Marcone in tutta la vicenda si riduce a molto poco, il che mi dispiace (essendo lui uno dei miei personaggi preferiti). Menzione speciale, infine, per il ritiro forzato di Michael, che mi ha colpito più di quanto pensassi.
Sebbene il romanzo sia divertente, l’impressione è che si tratti sopratutto di un trampolino di lancio per gli episodi successivi. Diamogli un otto e chiudiamola qui.


Turn Coat è interessante per l’approfondimento dei personaggi di Morgan, Molly e Mouse (mmm… I see a pattern here… oltre al fatto che due tizi armati di spada lasciano la scena in due romanzi consecutivi, intendo). A parte questo, l’ho trovato abbastanza deludente, con un “cattivo” (Peabody) senza personalità e vicende tutto sommato poco interessanti… anche se il vero finale (la scoperta dell’assassino, la fine di Morgan e la trasformazione di Thomas) è ottimo. Triste, ma bella, anche la rivelazione della natura stregonesca dell’amore fra Harry e Luccio e il modo in a essa si intreccia il subplot riguardante Thomas e la famiglia Raith. Insomma, un romanzo così così rispetto alla media di Butcher, ma molto superiore a certe porcherie fantasy che girano. Sette e mezzo, via.

Rimangono Changes e Ghost Story, che ho già letto e trovo due dei romanzi migliori del ciclo (se non i migliori in assoluto)… ma che riserverò a un articolo futuro. Faccio invece un’osservazione in generale sulla serie: è bella, ma ci sono momenti in cui mi sembra che sia diventata troppo autoreferenziale e ancorata al mondo soprannaturale; mi manca, insomma, il vecchio noir a la Storm Front. Qualcun altro prova le stesse sensazioni?

Annunci
 
2 commenti

Pubblicato da su 13/10/2011 in Uncategorized

 

2 risposte a “Dresden di qua, Dresden di là

  1. uncadunca

    13/10/2011 at 4:21 pm

    avviso al navigante: il testo del tuo pezzo è irregolare, molte parole sono omesse e al loro posto compare uno spazio bianco! Bye

     
    • bakakura

      13/10/2011 at 4:24 pm

      È fatto apposta: per leggere bisogna evidenziare. :D

       

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: