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Il ritorno di Harry Dresden sul blog

18 Ago

Tempo fa ho promesso che avrei letto e recensito i romanzi dal quarto in giù del ciclo di Harry Dresden. In effetti ne ho letti due e sto leggendone un terzo, oltre a essermi guardato il telefilm (protip: non fatelo). Purtroppo, non tutte le mie aspettative sono state soddisfatte.

Summer Knight è qualcosa di imbarazzante. Non a livello di stile (Butcher sa scrivere e tiene incollati alla lettura), ma a livello di trama: il “caso” ricostruito da Harry è piuttosto complesso, ma leggendo ci si rende conto man mano che gli eventi non hanno senso a meno di non presuppore la follia di uno dei potenziali “colpevoli”… che è esattamente la spiegazione del tutto. Ora, non so voi, ma a me essere liquidato con “X era pazza/o e questo è quanto” sembra un mezzo imbroglio. Inoltre, Butcher continua a soffrifre della “sindrome dell’ok”, dove “ok” è la reazione dei suoi personaggi a eventi traumatici… come la ricomparsa di Elaine, vecchio amore della gioventù di Harry, che lui credeva morta. Harry non prova alcun sentimento, se non una leggera sorpresa, di fronte a lei, il che è abbastanza bizzarro (d’accordo, è preoccupato per Susan, ma nemmeno un pensierino ci fa!): personalmente non amo le scene lagrimose, ma qui siamo all’inverosimile.

Per il resto il romanzo è decente, con un Harry che suscita compassione per i guai in cui è finito (la Corte Rossa lo vuole morto, un po’ di gente nell’High Council – l’organo di governo dei maghi – pure e una Regina delle fate ha rilevato l’ipoteca sulla sua anima!) e alcune belle scene d’azione. È un romanzo da sei, sei e mezzo: letteratura di consumo.

Copertina di Summer Knight, il quarto volume della serie

Death Masks è più interessante, se non altro perché la personalità di Harry si approfondisce e il “metaplot” della serie avanza un bel po’. Non mancano, purtroppo, i momenti di stanca: l’Archivio è un personaggio inutile, Kinkaid è antipatico e Michael (il più carismatico dei Cavalieri della Croce, che nel romanzo hanno un ruolo fondamentale) è assente per metà del romanzo. Butcher si fa quasi perdonare con lo scontro finale (un mago, un mafioso e due cavalieri – ciascuno armato con una spada che incorpora uno dei chiodi della Vera Croce contro due angeli caduti sopra un treno in corsa)… che purtroppo si conclude con un nulla di fatto, perché il cattivo scappa. L’ultima scena dà qualche brivido, ma contiene anche una parziale contraddizione: perché Harry può toccare la moneta senza conseguenze negative?

Death Masks è un romanzo tutto sommato decente. Il mio voto è sette e mezzo. Ora sto leggendo Blood Rites, che promette di essere migliore. Vedremo cosa ne verrà…

Copertina di Death Masks, il quinto volume della serie

Ora, il telefilm.

La serie TV tratta dai romanzi di Butcher… non è tratta dai romanzi di Butcher! È quello che si dice un’opera “liberamente ispirata”, nel senso che gli sceneggiatori hanno preso alcuni spunti dai romanzi e li hanno rimaneggiati (male) fino a ottenere qualcosa di completamente diverso: i personaggi, con la possibile eccezione di Harry, non assomigliano né esteticamente (Murphy è alta e mora, Susan bionda, Morgan passa addirittura da bianco a nero!) né caratterialmente a quelli originali e le trame degli episodi sono spesso del tutto inventate. Butcher è arrivato a giustificare questo cumulo di idiozie scrivendo:

The show is not the books. It is not meant to follow the same story. It is meant as an alternate world, where the overall background and story-world is similar, but not all the same things happen. The show is not attempting to recreate the books on a chapter-by-chapter or even story-by-story basis.

Jim, se io avessi visto il mio lavoro macellato da un pugno di incapaci avrei chiesto scusa ai lettori, invece di tirar fuori la spiegazione (molto marvelliana) della “realtà alternativa”… “^_^

Murphy disegnata in base alla descrizione dei romanzi (il suo "character concept" è "poliziotta alta un metro e un tappo che di carino ha solo l'aspetto")...

The Dresden Files (la serie) è realizzata malissimo, con trame che non stanno in piedi condite da effetti speciali da quattro soldi. Si vede subito che il budget era basso: della magia “istantanea” di Harry, famoso nei romanzi per dare fuoco agli edifici con incantesimi mal realizzati, non c’è quasi traccia (non potevano permettersela) e la taumaturgia si riduce nel 95% dei casi all’uso di bamboline vodoo. Sì, bamboline vodoo. Con lo schermo che lampeggia in bianco e nero per trasmettere l’idea della “stregoneria all’opera” e del dolore provato dalle vittime… sigh! Tra l’altro, nell’episodio 8 (ispirato a Storm Front, primo romanzo della serie) Harry fa un uso molto liberale di telecinesi, fulmini e quant’altro, dal che si evince che quello è stato il primo episodio girato (con un budget più alto) e che poi qualcuno ha deciso di spostarlo verso la fine della serie, piuttosto che promettere implicitamente al pubblico effetti speciali che poi non ci sarebbero stati. Peccato che così si venga a creare un errore di continuità mica da ridere, visto che Harry non usa quel tipo di magia né prima né dopo l’episodio 8.

... e Murphy nel telefilm, interpretata da Valerie Cruz. Le hanno pure cambiato il nome, da Karrin a Connie (diminutivo di Costanza), per giustificare l'aspetto "mediterraneo" "^_^

Come ho già anticipato, gli episodi sono sceneggiati malissimo. Nei migliori dei casi, siamo di fronte alla brutta copia di Buffy o Streghe; in quelli peggiori, la trama non ha senso. Nell’episodio 3, per dirne una, l’antagonista deve uccidere nove licantropi per liberarsi dalla sua stessa maledizione; per farlo si mette d’accordo col proprio amante e assieme decidono di infettare giovani ragazze da sacrificare sotto gli artigli della lupa mannara. Fin qui andrebbe tutto bene, se non fosse che le licantrope vengono poi liberate in un parco pubblico in modo che l’antagonista possa dare loro la caccia! Che senso ha una cosa del genere? Personalmente, se fossi stato io il mannaro avrei morso le ragazze dopo averle legate con delle catene d’argento e avrei sparato loro da una distanza di sicurezza con un bel fucile di precisione. Invece no: l’antagonista dell’episodio mette a rischio la propria guarigione con questo sistema idiota, che guardacaso funziona! Questo non è sceneggiare, ma prendere in giro gli spettatori!

Il massimo dell’abiezione lo si raggiunge nell’episodio 10, dove Bob (che nella serie non è uno spirito, ma il fantasma di un mago) viene resuscitato dal clone senza poteri dello zio malvagio di Harry, Justin Qualcosa, affinché usi la propria conoscenza della negromanzia per riportare in vita il “vero” Justin. A un certo punto, però, Bob cambia idea e sacrifica la propria vita (tornando alla condizione di fantasma) per salvare quella di Harry. A parte il fatto che non si capisce come mai il clone può resuscitare Bob, ma non lo zio di Harry, tutta la serie di eventi che conduce al sacrificio di Bob è una cagata pazzesca (cit.): senza poteri magici, il clone di Justin non ha i mezzi per costringere Bob ad aiutarlo! Bob avrebbe potuto (e dovuto) ucciderlo un istante dopo essere ritornato umano, per poi portare ad Harry la notizia dello scampato pericolo. Invece no, lo spettatore è costretto (se vuole vedere il finale della storia) a subire 43,48 minuti di idiozia pura. Moltiplicate questo per dodici episodi e avrete un’idea di quello che ho sopportato per poter dare un giudizio sull’intera serie, che… indovinate un po?

Fa schifo!

Alla prossima per il parere di Bakakura su Blood Rites e Dead Beat. ^_^

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8 commenti

Pubblicato da su 18/08/2011 in Letteratura

 

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8 risposte a “Il ritorno di Harry Dresden sul blog

  1. Giulia (@giullina)

    19/08/2011 at 10:00 am

    “L’ultima scena dà qualche brivido, ma contiene anche una parziale contraddizione: perché Harry può toccare la moneta senza conseguenze negative?”

    AHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHASHAHAHAASHAHSHAAHAHAHAHAHAHA-hrm.

     
    • bakakura

      19/08/2011 at 10:47 am

      Lol what? Is that a spoiler in your pocket or you just forgot to put your pants on?

       
    • bakakura

      19/08/2011 at 10:51 am

      Dimenticavo: stai ancora studiando l’impaginazione degli ebook? No, perché io sto bestemmiando dietro a quello di Kron e mi farebbe comodo qualcuno che ci capisce qualcosa. :-D

       
  2. bakakura

    19/08/2011 at 10:57 am

    “hm, both.”

    Pics or it didn’t happen.

    “ies! ti trovo, chessò, su gtalk?”

    Cos’è gtalk? :P

     
    • Giulia (@giullina)

      19/08/2011 at 11:00 am

      “Pics or it didn’t happen.”
      inb4, tits or GTFO

      “Cos’è gtalk?”
      la chat di google, anche interna a gmail / google+. Ti dovrebbe essere arrivata una mail che dice che ti ho invitato alla chat (ho scritto al tuo account gmail)

       
      • bakakura

        19/08/2011 at 11:21 am

        Ho controllato, ma non c’è niente (nemmeno fra lo spam). Nell’attesa vado a comprare il pane U_U

         

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