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“Lilith” e fumettame vario

23 Giu

Questo articolo doveva essere, in origine, una semplice recensione dell’ultimo numero di Lilith, da usare come spunto per alcune osservazioni sulla gestione dei ritmi narrativi. Poi ho pensato che, per i lettori che non conoscono il fumetto, avrei dovuto farne una breve introduzione. Il risultato è quello che vedete sotto: un mostro di mille e quattrocento parole solo per quanto riguarda la parte su Lilith, più osservazioni sparse su altri fumetti. Spero che vi piaccia. ^_^

Lilith

Lilith è un fumetto sceneggiato e disegnato da Luca Enoch, l’autore di Sprayliz e Gea. Racconta le vicende di una viaggiatrice temporale coi superpoteri, Lyca, che attraversa varie epoche alla ricerca del Triacanto, una sorta di virus che nel futuro da cui proviene ha costretto l’umanità a rifugiarsi nel sottosuolo. Per distruggere il Triacanto e impedirgli di germinare, Lyca deve aprire come polli uomini ancora vivi ed estrarlo dai loro petti: l’unica speranza per la sua epoca è che lei non abbia pietà di nessuno, altrimenti il Triacanto sopravviverà e il futuro sarà condannato. Inoltre, un errore potrebbe implicare la diffusione prematura del Triacanto, con risultati analoghi. A oggi (siamo al numero sei), Lyca ha visitato la Troia omerica (dove il figlio di Enea l’ha chiamata con il nome che ha deciso di fare proprio: Lilith), i Caraibi nel ‘600 e nel ‘700, il fronte italiano durante la Prima Guerra Mondiale, gli Stati uniti in piena Guerra di Secessione, la Groenlandia e l’America all’epoca dei vichinghi e Nanchino durante l’occupazione giapponese del 1938. La cultura e le lingue dei luoghi in cui si trova le vengono trasmesse dal  “miriapode”, un incrocio fra un millepiedi e una grassa larva che le inocula queste conoscenze pungendola (da dove arrivi questa creatura è un mistero che sarà – forse – rivelato in qualche episodio futuro); accanto a lei, inoltre, è sempre presente lo Scuro, uno strano felino volante che la scarrozza di qua e di la e ogni tanto le da qualche informazione aggiuntiva sui comportamenti bizzarri degli esseri umani (Lyca è cresciuta nei rifugi sotterranei del futuro, pertanto fatica a comprendere i suoi simili).

Copertina del primo numero, con Lyca e lo Scuro in primo piano

I nemici di Lyca sono i Cardi, esseri umani trasformati in creature vegetali dal Triacanto. Come possano contrastarla è un mistero: la fanciulla è completamente invulnerabile ai loro attacchi e può farli a pezzi facilmente. Il ruolo dei Cardi pare sopratutto quello di ostacoli a livello psicologico, visto che sembrano conoscere aspetti del passato e della missione di Lyca che lei stessa ignora e in almeno un caso uno di loro arriva vicino a rivelarglieli, prima che lo Scuro lo faccia a pezzi. A tutti gli effetti, comunque, i Cardi sono gli antagonisti più inutili che si siano mai visti: non costituiscono una minaccia per la protagonista e non sembrano in grado di proteggere il Triacanto che li ha creati. In altre parole, sono penosi.

Un attacco dei Cardi. Come sempre, non servirà a nulla.

Man mano che la storia prosegue, appare chiaro che gli addestratori di Lyca e i suoi stessi genitori non le hanno raccontato tutta la verità: sempre più indizi (il fatto che Lyca veda spettri abbigliati in modo totalmente diverso rispetto all’epoca in cui si trova e non possa essere contagiata dal Triacanto) puntano verso il fatto che la procedura che ha dato alla ragazza i suoi poteri l’abbia uccisa, dato che, secondo le parole di un Cardo, “solo i morti possono viaggiare nel tempo”. Inoltre, se Lyca dovesse avere successo nella propria missione, l’unica ricompensa sarà la sua fine: senza il Triacanto il futuro cambierà, i suoi genitori non si rifugeranno nel sottosuolo e non si incontreranno mai. Questa consapevolezza rende Lyca una persona piuttosto cinica, anche se purtroppo ci sono diverse situazioni in cui il suo atteggiamento contraddice il suo carattere.

Ritratto di Lyca ammiccante; sarà un caso che il suo nome voglia dire "prostituta"? ^_^

Enoch mi è sempre piaciuto come autore, per cui due anni e passa fa (il fumetto è un semestrale), quando ho iniziato a leggere Lilith, mi aspettavo una cosa degna di lui, ricca di sesso e violenza e con la giusta dose di volgarità. Da questo punto di vista, sono rimasto abbastanza deluso: il sesso è poco (ma il fanservice abbonda: non c’è episodio senza una scena in cui Lyca è a tette al vento ^_^), la violenza dopo un po’ diventa ripetitiva (Lyca è invulnerabile e dotata di artigli che strappano l’acciaio, quindi nessun nemico è una vera minaccia per lei) e la volgarità… non c’é: tutti parlano in modo pulitissimo, senza nemmeno dire parolacce. Per fortuna Enoch non ha perso la propria tradizionale scorrettezza politica e in ogni episodio se ne vedono delle belle (nel numero sei, fra i pochi personaggi positivi ci sono un nazista e una fanatica religiosa!); inoltre la caratterizzazione delle varie epoche storiche è molto precisa e dettagliata, almeno per quanto posso dire io che non sono uno storico. Speriamo che in futuro Enoch si ravveda e inserisca più sesso e violenza più interessante; il primo è praticamente un obbligo, perché il nome della protagonista non è altro che il femminile della parola greca “lykos”, che signifca “lupo”: quindi Lyca è una lupa, cioè una prostituta. ^_^

Lyca con le tette al vento

I veri problemi di Lilith sono la protagonista e la gestione della trama. Lyca è l’Elric di Melniboné dei fumetti: i suoi grandi poteri e il destino crudele che la attende, frullati assieme, producono un potenziale di marysueaggine davvero notevole, tantopiù che alla fine di ogni numero c’è una rubrichetta intitolata Ucronia dove sono mostrati i cambiamenti apportati alla Storia dalle sue azioni. Inoltre, e questo è anche peggio, l’autore si contraddice spesso riguardo il suo carattere: in molte scene la ragazza è fredda e distaccata, ma in altre si lascia commuovere, piange o addirittura si innamora (come accade nel quinto numero) senza ragione apparente (nell’ultimo caso, addirittura, la cosa non ha senso, perché Lyca è addestrata a non sviluppare alcun tipo di attaccamento). Nonostante il suo cuore tenero che la spinge ad assistere gli indifesi, Lyca non ha alcuna remora a massacrare decine di persone alla volta, quando queste si mettono in mezzo: non sfrutta nemmeno i suoi poteri per toglierseli di torno, semplicemente li fa a pezzi. Inoltre, per essere una ragazza coinvolta in qualcosa di più grande di lei, Lyca è stranamente poco curiosa: nonostante le rivelazioni dei Cardi sul possibile inganno di cui è vittima, non chiede alcuna spiegazione allo Scuro, che sta palesemente cercando di distoglierla da quel filone di indagine. Mah!

Lilith ha bisogno di più scene come questa!

Il secondo, grave problema di Lilith è il ritmo della narrazione. Ogni numero ruota intorno alla distruzione del Triacanto, che richiede a Lilith di trovare il Portatore, ossia l’individuo infetto nell’epoca in cui si trova; ma tale cerca non è in alcun modo fonte di suspence o spunto drammatico, visto che finora il Portatore è sempre sbucato fuori più o meno dal nulla e la sua identità non è mai stata importante per la risoluzione di una trama. Più spesso che non, la cerca di Lyca sembra una scusa per mostrare un documentario su un dato luogo in un dato periodo storico: questo intento diventa molesto in alcuni episodi, come Il fronte di pietra (numero 3) e Il re delle scimmie (numero 6), dove Lyca trotta in giro per lo scenario alla ricerca del Triacanto e, quando lo trova, tutto si risolve nel giro di poche tavole. Ridurre il protagonista al ruolo di “occhio del lettore” è cosa ben triste e spero che Enoch, in futuro, si ravveda e incentri le storie sul personaggio di Lilith più che sull’epoca in cui lei si viene a trovare.

Nonostante tutti i problemi che ho evidenziato, continuerò a leggere Lilith: Enoch disegna bene, l’opera  di documentazione alla base del suo lavoro è eccellente e i suoi personaggi, Lyca compresa (nonostante le contraddizioni), sono ben caratterizzati. Aspetto con ansia il numero in cui Lyca deciderà che del futuro non gliene frega niente, metterà su famiglia col Portatore e conquisterà il mondo grazie ai superpoteri: vero che me lo fai un numero così, Enoch? :-D

A proposito di uscite future: il prossimo numero sarà ambientato nell’Alto Impero Romano. C’è un problema, però: nel primo episodio della serie, Lyca ha ucciso Enea! È vero che la famiglia del leggendario antenato di Romolo è riuscita a scappare, ma mi sembra poco credibile che una donna, un ragazzo e un vecchio abbiano navigato dalla Turchia fino alle coste del Lazio. Spero che Enoch abbia tenuto in considerazione questo piccolo paradosso da lui creato.

Fumettame vario

Qualche giorno fa, mentre ero in fumetteria, mi sono messo a sfogliare I giorni della sposa (Otoyomegatari in originale) di Kaoru Mori (preview gratuita – scannerizzata alla brutto dio, aggiungerei – qui). I disegni dettagliati di costumi tipici dell’Asia Centrale mi hanno conquistato e ho deciso di comprarlo. Non me ne sono pentito: I giorni della sposa è un fumetto molto bello, dal ritmo ben congenato, con disegni splendidi e una storia interessante. La trama ruota intorno a una famiglia di pastori del Diciannovesimo Secolo in cui, un bel giorno, arriva la sposa di uno dei figli. L’originalità è data dal fatto che, contrariamente alla tradizione, la moglie è molto più anziana del marito: mentre lei è una donna di vent’anni, lui è un ragazzino di dodici che sembra vederla più come una nuova madre che non come una partner sessuale (è piuttosto imbarazzato quando la vede nuda per la prima volta e sembra proprio che, sotto le coperte, i due non facciano altro che dormire). Stranamente, su questo fatto non ho letto polemiche in giro: mi aspettavo una sollevazione contro l’idea di una povera ragazza costretta a fare da madre a un marito-bambino (affermazione che sarebbe assolutamente falsa, visto che nel fumetto la donna si affeziona subito al coniuge e alla sua famiglia), invece non ho trovato nulla. Peccato: ero già pronto a contropolemizzare. Oh beh, sarà per un’altra volta. ^_^

La sposa, che si chiama Amira, è un personaggio bellissimo. È una cavallerizza provetta, una tiratrice con l’arco eccezionale e una brava conciatrice, eppure non è affatto un personaggio mascolino: al contrario, è gentile e servizievole e si integra perfettamente nella vita della famiglia del marito, senza che questa le sia in alcun modo “stretta”. Non è, insomma, la classica femmina frustrata per cui lavare i piatti e cucinare rappresentano un retaggio della dominazione maschile e della discriminazione sessuale: ad Amira piace prendersi cura degli altri, non perché le abbiano fatto il lavaggio del cervello da piccola, ma perché è una persona buona. Tutto il primo numero è pervaso dalla sua dolcezza e delicatezza: quando Karluk, il suo giovane marito, si ammala in modo non grave, la preoccupazione e l’ansia di Amira sono commoventi. Eppure quella stessa Amira è capace di dare uno spettacolo splendido e terribile quando, in sella al suo cavallo, abbatte con una freccia una lepre in fuga: una scena violenta (anche se nel fumetto il sangue non si vede mai), ma anche giosa (la soddisfazione di Amira per un lavoro ben fatto) e riscaldante (il momento in cui la famiglia mangia la zuppa di lepre cucinata da Amira è toccante nella sua semplicità). Tutto il fumetto è così: l’azione è lenta, ma è una lentezza benvoluta, perché dà modo di lasciarsi trasportare dai sentimenti e dai disegni che, vale la pena ripeterlo, sono splendidi.

Una vignetta da "I giorni della sposa". Il livello di dettaglio è lo stesso in tutto il fumetto.

Un altro fumetto in cui mi sono imbattuto per caso è Grimm Fairy Tales, il cui titolo è un gioco di parole fra “Grimm” (il cognome dei famosi fratelli favolisti) e “grim” (che in Inglese vuol dire “cupo, senza speranza”). La cornice è tutto sommato banale (ci sono persone che possono mostrare agli altri le conseguenze delle loro azioni facendo vivere loro delle specie di fiabe in versione horror), ma le fiabe “rimaneggiate” sono molto belle: fra le migliori ci sono Cappuccetto Rosso, Pinocchio, La bella e la bestia e The boy who cried “wolf!”, che in Italiano non so come si chiama. Oltre alla serie regolare c’è anche uno spinoff ispirato ad Alice nel Paese delle Meraviglie (molto bello e malato quanto basta) e diversi speciali. Il fumetto si può acquistare qui, oppure ce lo si può procurare tramite mezzi diversi che tutti conosciamo. ^_^

Le protagoniste di "Grimm Fairy tales" vestono tutte così e sono anche più prorompenti. Non vi viene voglia di leggerlo? ^_^

Per oggi è tutto. Alla prossima!

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Pubblicato da su 23/06/2011 in Fumetti, Uncategorized

 

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