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Necroposting 4 the lulz

01 Giu

In preda a una crisi di nostalgia ho recuperato una vecchia discussione su aNobii in cui commentavo l’allora appena uscito prologo de I dannati di Malva di Licia troisi. Dopo più di tre anni, c’è ancora tanto lulz in quella discussione (ma sopratutto in quel libro) che non posso fare a meno di copiaincollare il mio intervento. :D

“Spadone a due mani, un’elsa lunga quattro palmi e sette libbre di peso.”

Quattrocentocinquanta euro, con Mastercard.

“Finiva sempre che la punta strusciava per terra, mentre l’elsa gli spuntava su dalle scapole per buoni cinque palmi.”

Mmm, l’elsa lunga QUATTRO palmi sporge per CINQUE? E siamo nello stesso paragrafo, non a dozzine di pagine di distanza!

“L’Accademia era in periferia, ad un passo dalla Foresta. Il ragazzino la guardò con timore: nell’aria sottile della sera, era un grumo d’oscurità che insidiava i contrafforti più bassi di Malva.”

L’Accademia o la foresta?

“«Un giorno ricacceremo il bosco da dove è venuto, e sarà vetro e acciaio per tutta l’estensione della Terra. Niente fronde minacciose, basta con intrichi oscuri di rami che celano fiere pericolose. Ovunque la pulizia di strade di pietra e la potenza del vapore imbrigliato.»”

Quante persone parlano così?

“. Persino i servi Drow hanno un giorno libero, una volta al mese, e Yeli a quell’ora era di certo ai Livelli Inferiori a ubriacarsi coi suoi simili.”

Drow? Per caso hanno la pelle nera, i capelli bianci, le orecchie a punta, Resistenza agli Incantesimi pari a 11+livello del personaggio…?

“Una frase topica”

Quanti bambini di 10 anni non sanno cos’è una “frase topica”?

“Si inclinò all’indietro, e così facendo riuscì a poggiare la punta della spada a terra. I muscoli della sua schiena gli furono immediatamente grati.”

Quale punta? Quella che, con grande fastidio di Mel, struscia sempre per terra?
Leggendo queste due frasi non si capisce cosa Mel stia facendo e perché dovrebbe provarne sollievo. Senza contare che compiere acrobazie del genere su di una passerella non è proprio il massimo della comodità nè della furbizia.

“L’odore del vapore che muoveva ogni singolo meccanismo della città penetrava tra le fessure del pavimento, e impregnava l’aria.”

QUALI fessure in QUALE pavimento? Da cosa dovrebbe capire, il lettore, che c’è un pavimento con delle fessure (e dove, poi?)?

“l’intrico di palazzi slanciati e vie squadrate che era la sua città natale.”

Forse la zona di cui Mel è natio, visto che immediatamente prima si parla di “case basse e tozze”.

“Sì, sua madre gli avrebbe piantato proprio un bel casino.”

“Piantare un casino” è una frase fatta del mondo reale, e sono sicuro che si tratti di un’espressione regionale. Fa a pugni con un mondo fantasy.

“Il suo sguardo si posò sulla desolazione della città deserta.”

Ma come, prima era splendida e adesso è una “desolazione”?

“Un paio di vicoli in salita, e sarebbe arrivato nel caldo tepore della magione della sua famiglia: una torre lucente di ottone, con grandi vetrate aperte sulla città, a quell’ora punteggiate dalle luci fioche delle lampade ad olio.”

Le magioni non sono torri, ma ville.

“. Mentre nelle zone più moderne Malva si presentava come una griglia quasi perfetta di strade dritte e larghe, costeggiate da palazzi slanciati e ordinati, qui era tutto un intrico di vicoli piuttosto asfittici e sbilenchi. ”

Come fa un vicolo a essere sbilenco, non avendo estensione verticale?

“Le case si poggiavano le une alle altre come bimbi impauriti, cercando nella prossimità la salvezza dai pericoli esterni. ”

Udiooo, che poeticità!

“Non se n’era mai accorto, ma c’erano molti angoli bui, nonostante i lampioni accesi qua e là.”

Il che significa che Mel soffre probabilmente di un campo visivo estremamente ristretto.

“Provò a contare di nuovo i propri passi, ma il suono era dissonante e aritmico. ”

Un suono dissonante? Viva l’eufonia, eh?

“È l’eco, stupido.”

Concordo sull’ultima parte.

“Prese a camminare più rapidamente, e la spada cominciò a strusciare sulla pietra, gemendo.”

Ho sentito di metallo che “stride” contro la pietra, ma è la prima volta che lo sento “gemere”.

“Si sarebbe fatto un sacco di risate se avesse visto spuntare la divisa azzurra di una Guardia, e il simbolo d’argento sul petto, l’incudine e la ruota dentellata. Un sacco di risate.”

Ma non era terrorizzato fino a un paragrafo prima?

Ho tralasciato diverse incoerenze di stile (non si capisce se Licia Troisi vuole scrivere in modo realistico, impressionista, con focalizzazione interna o esterna…) e un abuso di “d” eufoniche tale da far rabbrividire chiunque. Possibile che nessuno abbia controllato il racconto, prima di metterlo online? Mi sorge il dubbio che non sia stato rivisto nemmeno dall’autrice stessa.

Non so come abbia venduto il libro, ma credo che un tema importante come quello delle ecomafie avrebbe necessitato di roba migliore per sensibilizzare il pubblico. Voi non credete?

Nel resto della discussione sono stato abbastanza troll. Se volete leggerla, fatelo a vostro rischio e pericolo. ^_^

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3 commenti

Pubblicato da su 01/06/2011 in Letteratura

 

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3 risposte a “Necroposting 4 the lulz

  1. papà armando

    13/06/2011 at 10:05 am

    A ciascuno il suo, anzi, i suoi……….periodi

     
  2. Astrid

    21/09/2011 at 4:13 pm

    Mai riso tanto in vita mia! E dire che non mi sono mai sentita all’altezza di scrivere un romanzo (amo scrivere, specie il genere fantasy) solo perché controllo puntualmente alcune parole – che non uso spesso magari – su dizionario di italiano. Voglio dire, mi sento ignorante per fare la scrittrice, sebbene sia uno dei miei sogni nel cassetto.
    Non ho letto “I dannati di Malva” e nemmeno ci tengo dopo essermi fatta venire un complesso esistenziale a seguito della lettura delle varie Cronache della Troisi. Speravo che quella povera sfigata di Dubhe mi facesse ricredere sull’inutilità di Nihal… ora sto meditando su come usare i libri… forse come zeppe per i mobili traballanti potrebbero andare. Come hai detto negli altri posts, storie riciclate e scadenti, per non parlare dell’assoluta mancanza di originalità tra i personaggi (se non fosse per il nome diverso potrei pensare che Nihal e Dubhe sono la stessa persona -.-).
    Ok, faccio meno schifo io a scrivere fan fiction ispirate da MMORPG allora. Almeno ho cercato di dare un senso a un background che nel gioco stesso è inesistente. ._.”
    Concludendo: appoggio al 100% i tuoi pareri su questa sottospecie di genere non meglio identificato che fanno passare per fantasy (sempre sia lodato Tolkien!). Ah si, e grazie per l’ometto in “Writing tools”, ci voleva una bella visione dopo l’improbabile – ma soprattutto improponibile – equipaggiamento dell’elfa mancata! :D

     
    • bakakura

      21/09/2011 at 4:18 pm

      “E dire che non mi sono mai sentita all’altezza di scrivere un romanzo (amo scrivere, specie il genere fantasy) solo perché controllo puntualmente alcune parole – che non uso spesso magari – su dizionario di italiano.”

      Scrivi un racconto e pubblicalo sul tuo blog (se ne hai uno; altrimenti aprilo): il pubblico deciderà. :-)

       

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