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Digressione oplologica: spada contro lancia!

02 Mag

Nell’attesa che mi venga l’ispirazione per risolvere un paio di snodi del racconto fantasy che vi ho promesso, ho pensato di scrivere questo articolo riguardo due delle armi più rappresentative della guerra pre-introduzione della polvere da sparo in Europa: la spada e la lancia. Nell’iconografia fantasy (ma non solo) la spada è l’arma “nobile” per eccellenza: gli eroi (Aragorn, Conan, Drizzt, Elric, Rodry Maelwedd, Skafloc, Solomon Kane…) usano spade di varia forma, le armi magiche sono quasi sempre spade (Anduril, Pungolo, la Spada di Shannara, Tempestosa, ecc ecc) e in generale sembra che la lancia sia un’arma da sgherri del Signore del Male (TM) o da contadini sfigati come quelli de I sette samurai. Anche nelle leggende, come il ciclo arturiano o quello carolingio, le spade la fanno da padrone: Excalibur e Durlindana sono le armi dei personaggi principali e sono, guarda caso, spade.  Da tutto ciò sembrerebbe che la spada fosse un’arma superiore alla lancia e preferita a quest’ultima, arma dei guerrieri più poveri; ma era veramente così?

Le armi

Dopo la clava e il bastone, la lancia è probabilmente l’arma più semplice mai inventata: una punta di metallo, osso o pietra fissata a un’asta di legno. Praticamente tutte le culture del mondo l’hanno usata, dalle tribù amazzoniche ai Vichinghi passando per tutte le popolazioni europee. La ragione di questo successo è che la lancia è un’arma dannatamente buona: facile ed economica da realizzare, ha una lunga lista di pregi e pochi difetti. È versatile: si può usare per combattere, per cacciare e per infilzare pesci in un fiume. È facile da usare: potendo solo affondare, il guerriero deve imparare una quantità ridotta di mosse. Nonostante ciò, è un’arma ottima quando si tratta di fintare: muovendola in modo che la punta tracci dei cerchi nell’aria si confonde l’avversario e si può attaccare in qualunque momento con grande rapidità. Inoltre la lancia, rispetto ad armi come la spada, ha il vantaggio della lunghezza (la tipica spada a una mano si aggira intorno al metro e venti, mentre una lancia “media” supera tranquillamente i due metri) e, usata all’interno di una formazione di guerrieri equipaggiati alla stessa maniera, è ottima per tenere a bada la cavalleria (il motivo per cui, nel Seicento, le formazioni miste di picchieri e archibugieri erano la base della tattica militare).

I difetti della lancia, a ogni modo, sono consistenti. Tanto per cominciare si tratta di un’arma fragile, essendo l’asta di legno: una spada pesante, come una two-hander tardomedievale (fonte: Clements), può spezzarla con un fendente, costringendo il guerriero a estrarre l’arma di riserva (solitamente una spada corta). Siccome può solamente affondare, non funge da leva nel momento in cui è sferrato il colpo e, dunque, non sviluppa molta forza e ha difficoltà a penetrare anche un’armatura leggera; la maglia di ferro è fuori dalla sua portata (fonte: Le Armature: test di penetrazione e conclusioni). Sebbene le condizioni della guerra medievale pre-cosiddetta age of plate (l’epoca in cui le armature a piastre cominciano a dominare i campi di battaglia, almeno indosso ai cavalieri) non fossero tali da precluderne l’utilizzo, è pur vero che un guerriero armato di lancia era praticamente impotente contro determinate tipologie di avversario. La lunghezza stessa dell’arma può diventare uno svantaggio qualora il nemico riesca a “chiudere la distanza” in fretta: è un po’ difficile manovrare un’asta di due metri e passa contro qualcuno che vi sta infilzando con un gladio lungo cinquanta centimetri. ^_^

Riproduzione della punta di una lancia. Notare la forma a foglia, che consente di infliggere ferite ampie e profonde mantenendo al contempo facile l'estrazione dell'arma dal corpo di un nemico

La spada, invece, è un’arma molto complessa e difficile da costruire: occorrono giorni o settimane per forgiarne una sola e non è detto che venga bene, sopratutto se stiamo parlando di un’arma realizzata prima dell’invenzione dell’altoforno (ca. 1340) e, di conseguenza, lavorata da un fabbro che non può garantire la qualità della materia prima (gli altoforni sono stati il primo strumento affidabile per produrre l’acciaio). Inoltre, per realizzare una buona arma l’artigiano non può lavorare “alla cieca”, ma ha bisogno di conoscere le misure del committente: perlomeno la distanza fra l’anca e la caviglia (a cui dovrebbe essere pari la lunghezza della lama) e le dimensioni del pugno chiuso (per realizzare l’impugnatura). Ne consegue che le spade prodotte in massa, per esempio, dagli schiavi romani per armare le legioni erano perlopiù robaccia di ferro scadente con la lama o l’impugnatura troppo lunga o troppo corta a seconda di chi le usava; ma visto che, dopo la riforma mariana, le pagava lo Stato, bisognava accontentarsi.

La spada è difficile da usare. Essendo in grado di tagliare, oltre che di affondare, i colpi possibili sono molto più numerosi rispetto alla lancia e anche le posizioni sono diverse: un combattente armato di spada deve conoscere almeno le quattro guardie di base (alta, media, bassa e posteriore), ma ce ne sono molte di più ed è bene impararne il più possibile, in modo da non rimanere spiacevolmente sorpresi. D’altro canto, questa versatilità è il principale vantaggio della spada sulla lancia. Contro un avversario senza armatura metallica, la spada può sferrare fendenti devastanti (dal momento che, a differenza della lancia, funge da leva e moltiplica la forza del braccio*); contro uno in maglia di ferro o armatura a piastre può trafiggere le giunture, il volto o la gola. In teoria, non esiste una situazione in cui la spada sia impotente (fanno eccezione, ovviamente, gli scontri a fuoco e situazioni paradossali come spadaccino vs. carro armato, lol). Oltre ad avere questi vantaggi, la spada è anche un’arma robusta che, se fatta bene, si rompe molto difficilmente.

Disegni di spade del XIII (la prima) e XII secolo

Sui campi di battaglia

Le condizioni di uno scontro di massa non sono le medesime di un duello. In battaglia si combatte in formazioni più o meno serrate e organizzate, dove le opzioni offensive e difensive sono molto ridotte e la bravura del combattente individuale deve cedere il passo a quella del soldato. In un contesto del genere, quali sono i vantaggi e gli svantaggi della lancia e della spada?

Una formazione di lancieri (per esempio, una falange) può formare un fronte inattaccabile dalla cavalleria. Chi ha visto 300 ha un’idea dell’aspetto che ha una cosa del genere: un muro di punte acuminate e di scudi. Nessun cavallo la caricherebbe mai e, anche se il cavaliere riuscisse in qualche modo a convincere la bestia, l’unico risultato che otterebbe sarebbe farsi disarcionare dopo che la sua cavalcatura è stata trafitta al petto (il bersaglio naturale di un uomo a piedi). Il problema di una formazione del genere sono i fianchi e il retro, estremamente vulnerabili; è possibile formare “quadrati” o “anelli” di punte, ma formazioni del genere sono praticamente immobili… a meno che non siano composte da soldati veterani e bene addestrati come la Vecchia Guardia di Napoleone, che a Waterloo formò i quadrati e riuscì a ritirarsi in buon ordine. Nella maggior parte dei casi, i soldati non erano così capaci. È bene ricordare, poi, che le lance erano efficaci contro i cavalli, ma non contro i cavalieri: nel tardo medioevo questi ultimi, di fronte a una formazione di picchieri, si limitavano a smontare da cavallo e a farsi strada con lo spadone attraverso una siepe di armi che non potevano ferirli, protetti com’erano dalle loro corazze. Ci volle l’introduzione dell’archibugio e del moschetto per far cessare questa pratica così divertente: non era salubre avvicinarsi troppo (diciamo sotto i cento metri) ai moschettieri, armatura a piastre o meno. ^_^

La spada, al contrario, non è quasi mai stata l’arma primaria dei combattenti a piedi: dagli opliti greci ai lancieri di leva al servizio dei Re di Francia, la maggior parte dei guerrieri preferiva la più economica e affidabile lancia. Eccezione notevole sono le legioni romane, le cui spade corte (i gladii) erano alla base del loro modo di combattere. È da notare, comunque, che buona parte dei lancieri (sicuramente quelli greci, ma anche i picchieri e persino i Lanzichenecchi) portava con sé proprio una spada corta come arma secondaria, da usare dopo che la lancia, com’era inevitabile, si sarebbe spezzata. Ma col passare dei secoli, persino i Romani presero a usare la lancia come arma primaria (fonte: Barbero), a causa dell’importanza sempre crescente assunta dalla cavalleria e, dunque, della necessità sempre maggiore per i soldati di avere un’arma che potesse contrastarne la forza prorompente. La spada, come già detto, era un’arma complessa e i suoi usi tattici erano pochi. Se gli eserciti fossero stati composti esclusivamente da professionisti bene addestrati, come lo erano quelli di Roma, adottarla come arma principale avrebbe potuto sembrare una scelta naturale in determinati periodi storici; ma nella maggior parte dei casi i combattenti erano anche e sopratutto contadini, a cui bisognava dare un’arma semplice e che li rendesse di una qualche utilità contro quegli schiacciasassi in armatura che erano i cavalieri. La lancia era la scelta più sicura.

Con il passare del tempo e lo sviluppo delle armi da fuoco, la spada divenne più un simbolo che uno strumento il cui uso era dettato da necessità pratiche: nel Settecento divenne l’arma distintiva degli ufficiali. Contemporaneamente, i soldati usavano moschetti e fucili su cui potevano essere montate le baionette che li trasformavano, in caso di necessità, in lance vere e proprie. In assenza di protezioni per il corpo, ormai rese obsolete dalle nuove armi, la versatilità della spada non era più un valore: come accadde nel Giappone pacificato dai Tokugawa, essa si trasformò da arma in oggetto di venerazione carico di significati simbolici. “Spada” significava “nobiltà”, “cavalleria”, “tradizione”; non a caso essa è ancora un elemento importante delle alte uniformi militari.

Concludendo…

La lancia e la spada sono armi diverse con usi diversi. Nessuna è intrinsecamente superiore all’altra: come tutti gli strumenti, ognuna risponde a necessità differenti. Senza dubbio è la spada quella che esercita il fascino maggiore, il che l’ha resa uno dei “personaggi” principali della letteratura fantastica: è un’arma da “individuo”, da duellante, da persona che si oppone al mondo intero. La lancia è un’arma da formazione, da “uomo-numero”, da “uruk-hai prodotto in serie”; ma anch’essa ha la sua storia e il suo fascino, che film come 300 e Waterloo (la scena in cui i lancieri di Napoleone massacrano i Dragoni inglesi) contribuiscono a far rivivere. E anch’essa, volendo, può essere un’arma da duello efficace, se impugnata da un combattente che sappia sfruttare al meglio le sue qualità.

Questo articolo è dedicato a tutte le povere lance spezzate in favore di argomentazioni perdenti. ^_^

*Come segnalato da Ione nel primo commento, questa espressione non è corretta al 100%. In effetti, il vero vantaggio del fendente rispetto all’affondo è dovuto al fatto che sfrutta le articolazioni della spalla, del gomito e/o del polso, anche se la lama aiuta. Questo, a ogni modo, non cambia una virgola delle conclusioni: un fendente esercita una forza maggiore di un affondo, nonostante la superficie maggiore della lama rispetto alla punta, proprio grazie all’effetto-leva, fermo restando che l’immagine del guerriero che spezza gli anelli di una cotta con la spada – come si vede, ad esempio, nel film Le Crociate – è pura fantascienza.

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10 commenti

Pubblicato da su 02/05/2011 in Oplologia, Uncategorized

 

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10 risposte a “Digressione oplologica: spada contro lancia!

  1. iome

    23/05/2011 at 4:07 pm

    con la questione della leva secondo me prendi una gran cantonata

    primo l’impugnatura di una spada è senza dubbio una leva negativa (ipotizzando la mano avanzata come fulcro) ma è un’interpretazione superficiale perchè ancor più importante è il lavoro dell’ insieme delle articolazioni spalla-gomito-polso

    comunque se c’è un’arma bianca che ha una qualche speranza di perforare una cotta di maglia è proprio una lancia (rileggi con attenzione l’articolo del duca) non solo perchè l’energia viene concentrata in un unico punto, ma anche perchè l’impugnatura della lancia, l’ampia disposizione delle mani sull’asta e il movimento tipico di affondo, permette di trasferire più efficacemente la forza del lanciere, dalle gambe alla punta

     
  2. bakakura

    23/05/2011 at 4:21 pm

    Sulla spada come leva hai ragione: ho usato una terminologia impropria. Avrei dovuto parlare di “fendente”, più che di “spada” (anche se poi avrei dovuto mettermi a spiegare la differeza fra i colpi portati con il polso, con l’avambraccio e con la spalla: sai che noia…).
    Per quanto riguarda il discorso lancia vs. maglia di ferro, invece, rimango della mia opinione: è vero che la punta di una lancia, avendo una superficie minuscola, esercita una pressione relativamente grande (la pressione è direttamente proporzionale alla forza e inversamente proporzionale alla superficie), ma è anche vero che un uomo non è in grado di fornirle i 140 joule che le servono per penetrare metallo e imbottitura e infliggere una ferita abbastanza profonda da mettere fuori combattimento un avversario. Su questo, i dati riportarti dal Duca sono chiari: un uomo armato di lancia, spada o ascia fornisce fra i 60 e i 130 joule. Troppo pochi.
    Del resto, basta usare il buon senso per rendersi conto che la tua seconda obiezione non può essere fondata: se la maglia di ferro fosse stata vulnerabile all’arma più diffusa all’epoca sui campi di battaglia, chi glielo faceva fare ai cavalieri di indossarla? Non ci si appesantisce con quindici-venti chili di metallo (il peso di una maglia doppia, che peraltro ricade allegramente tutto sulle spalle) per niente, eh. ‘^_^

     
    • iome

      24/05/2011 at 2:08 am

      leggi bene, scrissi:

      “se c’è un’arma che ha una qualche speranza”

      non che poteva farlo come entrare nella scamorza,

      ci sono resti archeologici che dimostrano che è possibile,

      sulla potenza sviluppata da un’affondo di lancia dai un’occhiata a questo:

      nota come si è ridotta la grata del bogu (armatura da kendo) a 3:25, se non hai familiarità con quelle protezioni, fidati, ridurla così è mostruoso

      io non faticherei a credere che un colpo di lancia (magari con puntale poligonale piuttosto che a foglia) ben assestato possa tranciare gli anelli di una cotta di maglia

       
      • bakakura

        24/05/2011 at 2:33 am

        Intendi quelle listelle piegate sul lato sinistro (destro per chi guarda)? Non male, ma bisognerebbe conoscere lo spessore della grata e la sua composizione per giudicare. Senza contare che la superficie d’impatto, in quel caso, è minore rispetto a quella di una cotta e che le listelle, essendo rigide, non disperdono l’impatto come farebbero gli anelli di ferro, quindi tendono a piegarsi più facilmente (certo che è sempre meglio che usare una protezione flessibile col rischio di pigliarsi un colpo del genere in un occhio, lol). Ciò detto, può anche darsi che una lancia (sopratutto se, come osservi tu, a punta dritta) sia in grado di perforare la maglia di ferro, ma di sicuro non si può basare l’equipaggiamento di un esercito (che è uno dei punti sui cui verte l’articolo) su un “forse” tanto grande. Non a caso le armi “anti-armatura” per eccellenza erano le alabarde, le asce d’arme e le mazze, mentre lance e picche (così come le baionette nel Settecento) erano utilizzate contro i cavalli più che contro i cavalieri. Certo, se un cavaliere è tanto pirla da caricare frontalmente un picchiere con l’arma puntata, può anche darsi che questi lo colpisca al corpo, nel qual caso la sua stessa energia cinetica sarebbe rivolta contro di lui e probabilmente gli farebbe fare una brutta fine. ^_^

         
      • Andrea

        14/09/2016 at 6:39 pm

        Per rompere una cotta di maglia esiste una e una sola arma bianca: la mazza ferrata che unisce la Potenza del fendente della spada, la penetrazione della lancia e il peso concussivo della testa della mazza che fanno di queste armi le più efficienti negli scontri corpo a corpo sia nei duelli che nelle battaglie

         
  3. werehare

    24/07/2011 at 1:13 pm

    Altro articolo interessante, essendo poco più che una capra in materia mi è stato molto utile per chiarirmi qualche idea °U°

     
  4. tolmancotton

    21/01/2012 at 1:49 pm

    Povera lancia… nelle leggende antiche, a essere onesti, aveva la stessa importanza della spada. Odino usava una lancia (Gungnir) e pure Artù, oltre ad Excalibur, aveva la lancia Ron. Per non parlare di Cú Chulainn che usava quasi esclusivamente lance e giavellotti!

     
    • bakakura

      21/01/2012 at 1:52 pm

      Di Grungnir mi ero scordato, mentre di Ron non sapevo nulla. Dell’eroe irlandese, poi, mi ero completamente dimenticato XD La spada, però, è indubbiamente più presente della lancia nelle leggende e nell’epica europea.

       

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