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“Gioventù demente”: 150 anni di fail italiano concentrati in 4 giga

18 Mar

Di solito non mi occupo di videogiochi sul blog (anche perché, se lo facessi, parlerei di Shogun II in ogni articolo e la cosa dopo un po’ verrebbe a noia), ma non posso rimanere in silenzio di fronte a Gioventù Ribelle, sparatutto in prima persona uscito in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dall’Unità.

La base di tutto è il motore di Unreal, vecchio di decenni, condito con tutta una serie di schifezze quali texture pessime (guardate le pareti della grotta e gli stivali bicolori dei bersaglieri, sui cui l’autore del video – che non sono io – giustamente si sofferma), animazioni inesistenti (le armi non hanno parti mobili: il cane della pistola non si solleva né si abbassa quando l’arma spara) e numerosi bug, come i nemici che non attaccano nonostante il personaggio sia davanti ai loro occhi. Non ci sono aggiunte originali, a parte la pessima grafica: tutto è importato pari pari.

Non parliamo poi dell’audio, preso dal gioco originale e non modificato, col risultato che nel “gioco dell’Unità d’Italia” si sentono continuamente gridare frasi in Inglese, per non parlare delle scritte che compaiono sullo schermo e si riferiscono al gioco player versus player. I suoni degli spari, essendo presi anch’essi da Unreal, suonano falsi persino a chi non se ne intende di armi antiche.

Dal punto di vista tecnico, insomma, Gioventù ribelle non è altro che un reskin, ossia un rivestimento, di un gioco vecchio per il resto lasciato inalterato. Non si capisce a cosa dovrebbe servire un gioco del genere: probabilmente a scopi didattici, ma dubito che qualunque giovane appassionato di sparatutto perderebbe il suo tempo dietro a un aborto come questo e non gli preferirebbe, che ne so, Bad Company 2.

Il peggio, però, sono i contenuti. A cominciare dal titolo: Gioventù ribelle è del tutto fuori luogo, visto che il protagonista è un ufficiale dell’esercito e, dunque, di ribelle non ha proprio niente. La “trama” si poggia su una premessa commovente nella sua stupidità: se si vuole chiedere la resa di un nemico (in questo caso il Papa), farlo infiltrando un agente nel suo territorio è stupido all’inverosibile (peraltro, se a portarvi il messaggio fosse un tizio che ha appena ammazzato decine dei vostri uomini, voi come la prendereste?).

Le armi sono completamente sbagliate. Il revolver dovrebbe avere sei colpi, ma ne spara molti di più senza bisogno di essere ricaricato (e ci credo: nel motore di Unreal non ci sono animazioni di ricarica, visto che in quel gioco non era prevista). Peggio ancora per quanto riguarda il fucile Chassepot, la cui versione storica non aveva neppure il caricatore: i proiettili andavano inseriti uno per uno dopo aver sparato ciascun colpo! Senza contare che l’arma, la quale, come si deduce dal nome, è di produzione francese, non mi risulta sia stata adottata dall’esercito italiano (ma la mia conoscenza in materia si limita a Wikipedia, quindi potrei sbagliarmi). E il gioco dovrebbe servire ai ragazzi per imparare la Storia? Sul serio?

Indagando un po’ si scopre che il gioco è frutto di un progetto del Ministero della Gioventù, realizzato (pare) gratuitamente dal “Gruppo di Filiera dei Produttori Italiani di Videogiochi di Assoknowledge – Confindustria SIT” (qualunque cosa esso sia). Dal comunicato stampa si legge che ci saranno altri due episodi – sigh! -, sorta di prequel ambientati nel corso dell’Assedio di Gaeta e dei giorni della Repubblica Romana. Mi sembra strano che nessuno abbia “mangiato” su questo progetto, essendo una commissione pubblica (e i soldi pubblici, si sa, in Italia sono sempre “soldi non miei” per chi governa), ma non ho elementi che dimostrino il contrario.

Visto quanto emerge dai video di gameplay (uno dei quali è quello che ho linkato), ci si aspetterebbe che la Rete sia piena di commenti negativi in proposito; invece no. Studenti.it riporta semplicemente il comunicato stampa del Ministero e lo stesso, con qualche piccola modifica, fa l’edizione online de La Stampa, dimostrando (se ce n’era bisogno) che il giornalismo italiano, semmai, andrebbe rinominato “passacartismo”.

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2 commenti

Pubblicato da su 18/03/2011 in Rant, Uncategorized, Videogiochi

 

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2 risposte a ““Gioventù demente”: 150 anni di fail italiano concentrati in 4 giga

  1. PlatinumV

    06/03/2012 at 10:52 pm

    Letto questo per caso, comunque visto che cercavi risposte, le puoi leggere tutte a questi link (ti consiglio di leggerti pure i commenti):
    http://www.tomshw.it/cont/news/festeggiare-l-unita-d-italia-con-un-gioco-schifoso/30365/1.html
    http://www.tomshw.it/cont/news/il-gioco-schifezza-per-l-unita-d-italia-e-stato-rimosso/30431/1.html
    http://www.tomshw.it/cont/news/gioventu-ribelle-lo-ied-difende-i-propri-studenti/30478/1.html
    e poi non si dica che non fornisco ampie risorse di approfondimento :-P
    V

     
    • bakakura

      07/03/2012 at 1:07 am

      Non oserei mai insinuare una cosa del genere ^_^ Grazie mille per i link, mi sono fatto un sacco di risate :D

       

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