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Recensione di “Storm Front” di Jim Butcher

02 Feb

Storm Front è il primo romanzo di Jim Butcher che ha come protagonista Harry Dresden, mago detective privato. È stato definito come una via di mezzo fra l’urban fantasy e il noir, dal momento che la premessa dell’ambientazione (le fate, i draghi, i vampiri, ecc esistono) si inserisce su un impianto tradizionale, il quale prevede un protagonista investigatore che, nel corso delle sue indagini, porta a galla reti di relazioni disfunzionali e grandi quantità di miseria umana. Dopo averlo letto, posso dire che questa definizione è abbastanza precisa, anche se il fatto che il romanzo sia un’opera prima si sente non poco: il lato noir è occasionalmente ingenuo e l’aspetto fantasy presenta pochi (ma interessanti) elementi di originalità. Ciò non toglie che Storm Front sia un buon romanzo, che personalmente consiglio; se non altro, è un viatico per gli episodi successivi (ne sono stati pubblicati dodici finora), che mi dicono diventare via via sempre migliori.

La copertina del romanzo. Lo trovate a 7,5 euro su Amazon.it

La premessa del romanzo è che Harry Dresden, investigatore privato, è anche un mago e lo ha reso noto tempo addietro (lo si può trovare sulla guida del telefono sotto la voce “Wizard”!). Ovviamente, la maggior parte della gente pensa che sia un cialtrone e i pochi casi che riesce a raccattare hanno di solito a che fare con entità soprannaturali molto pericolose. In Storm Front si trova a indagare contemporaneamente su un duplice omicidio perpetrato con la stregoneria (le cui vittime sono una prostituta di lusso e uno sgherro del potente mafioso John Marcone), sulla scomparsa di un padre di famiglia e su un misterioso nemico che cerca di fargli la pelle in diverse occasioni. La trama dietro a tutto ciò non fa gridare al miracolo per la sua complessità o originalità, ma è piuttosto godibile, così come sono le situazioni in cui Dresden si viene a trovare: si va dall’esilarante al drammatico, che sia coinvolto o meno il mondo soprannaturale, e il protagonista le affronta sempre in modo credibile, che usi o meno la magia. Quest’ultima, Butcher la gestistce in modo coerente ed efficace: un risultato difficile da ottenere, considerato che essa è descritta come estremamente potente e versatile.

La scrittura di Butcher è buona, comprensibile anche per chi non è madrelingua. Mi è piaciuto particolarmente la scelta delle parole, con tutte le onomatopee nei punti giusti e l’uso di termini non comuni per trasmettere alcune sfumature di significato. Se vogliamo trovargli un difetto bello grosso, dobbiamo guardare la resa di certi personaggi: alcuni, in particolare uno (la cui identità e il cui ruolo non rivelo, ma se leggerete il romanzo vi sarà chiaro di chi si tratta), sono di una ingenuità quasi imbarazzante. Le prime pagine del romanzo, poi, non sono troppo felici, con alcuni momenti di inforigurgito piuttosto forti, ma proseguendo la lettura ho notato un buon miglioramento, come se l’autore diventasse più bravo man mano che va avanti a scrivere; probabilmente è così (almeno, a me capita: spesso i miei incipit fanno schifo, mentre i miei finali non sembrano poi così male ^_^). Penso che il romanzo sia stato editato da qualcuno che non ha pensato a segnalare all’autore questi problemi.

Butcher è bravo a non “tradire” la premessa scrivendo un noir mascherato, in cui la magia è pura metafora o potrebbe benissimo non esserci: gli elementi fantastici sono essenziali ai fini della risoluzione della trama. Storm Front non appartiene al genere literary fiction, dove la trama è subordinata alla psicologia dei personaggi e/o allo stile:  i fatti, qui, contano. Magari questo lo rende un libro meno “serio”, come direbbero alcuni, ma certamente non un libro peggiore.

In conclusione, Storm Front è un romanzo discreto, anche se non eccezionale. Volendo dargli un voto, gli assegnerei un sette: onesto, sopra la media, ma c’è di meglio. Domani o dopodomani dovrebbe arrivarmi il pacco con Fool Moon e Grave Peril, i due romanzi successivi: leggerò anche quelli e vi farò sapere.

Per concludere, visto che qualche tempo fa avevo parlato di The Minstrel Boy, ecco il buon Tony nella sua interpretazione del brano:

Non c’entra niente con tutto il resto, ma è carino. ^_^

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Pubblicato da su 02/02/2011 in Letteratura, Uncategorized

 

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